Funerale Sparacio, levata di scudi contro sindaco De Luca
Numerose le prese di posizione che si sono registrate a seguito della celebrazione e dell’accompagnamento al cimitero di Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss di Giostra Luigi, il cui feretro è strato seguito da oltre un centinaio di persone. Ovviamente tutto ciò è avvenuto in difformità alle severe norme che regolano il contenimento della mobilità e la distanza sociale. Qui di seguito alcuni dei comunicati che si sono pervenuti:
COMUNICATO STAMPA DELL’ON. FRANCO DE DOMENICO
La vicenda del corteo funebre svoltosi nei giorni scorsi a Messina, proprio per le persone coinvolte, a mio avviso, merita adeguate e approfondite verifiche da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, dichiara l’on. Franco De Domenico deputato regionale del Partito Democratico, ritengo, infatti, che i cittadini messinesi, abbiano il diritto di conoscere i fatti e sapere se questo episodio, unico del genere in città in questa fase emergenziale, era a conoscenza delle autorità e se sia stato tollerato o meno, individuando eventuali responsabilità.
COMUNICATO RETE 34 SUL FUNERALE CELEBRATO VENERDi’ SCORSO
Al sindaco di Messina
dott. Cateno De Luca
Al Questore di Messina
dott. Vito Calvino
Al Prefetto di Messina
dr.ssa Maria Carmela Librizzi
Al Vescovo
S.E. Giovanni Accolla,
La morte di una persona, così come il dolore dei cari e della comunità di affetti che ne è colpita, sono questioni delicate. Né, in assenza di informazioni sulla biografia di chi è mancato, e nel facile proporsi di giudizi che sono spesso avventati quando si parla di familiari di criminalità organizzata, è possibile esprimere giudizi definitivi. Al di là di chi manca, insomma, la morte è una questione delicata e la rispettiamo profondamente.
Malgrado questo, però, non possiamo evitare di chiedere spiegazioni al Sindaco De Luca, alla Questura, alla Prefettura e alla Chiesa messinese su cosa sia successo veramente lo scorso venerdì allorché si sarebbe svolto l’accompagnamento funebre di un defunto.
È giusto chiederlo perché a essere leso è quel principio di uguaglianza che ha impedito a molte famiglie di onorare i propri cari in questa stagione di divieti. Rendere conto di questa liberalità – ma anche dell’assenza di parole di quel radicale e rumoroso persecutore delle illegalità che corrisponde al nome di Cateno De Luca – è obbligatorio. Cosa è accaduto dunque lo scorso venerdì e cosa ha reso questa situazione – pur dolorosa e delicata – diversa dalle altre? Rete 34+
Sull’argomento intervengono anche gli accorintiani scrivendo: “L’uguaglianza non esiste da vivi, e a quanto pare nemmeno da morti. Apprendiamo dalla Gazzetta del Sud che l’altro ieri si sono tenuti i funerali del fratello dell’ex boss di Messina Luigi Sparacio, e che durante la cerimonia un corteo funebre ha raccolto un centinaio di persone, in barba a ogni restrizione”. “Siamo bombardati ogni giorno da notizie che ci parlano di innumerevoli persone che sono morte da sole, con i familiari che non hanno nemmeno potuto celebrare i funerali dando l’ultimo abbraccio ai propri cari, deceduti in seguito alle complicazioni dovute al COVID-19. Celebrazioni pasquali vietate, funerali vietati se non a pochissimi intimi, in accordo con le autorità, com’è giusto che sia, ma a quanto pare non è così per tutti, se è vero come sembra che al funerale sopraddetto erano presenti moltissime persone vicine al deceduto”. E a questo punto viene naturale porsi alcune domande: ma com’è possibile che gli ormai ‘tristemente famosi’ ragazzi della Renault 4, che non hanno alcuna indagine in corso, sono perennemente al centro dei pensieri dei nostri politici che, però, al contempo, sono molto più attenti a non spargere lo stesso fango sui cosiddetti sciatori? Perché si adottano sempre due pesi e due misure?”. “Allo stesso modo, non una parola su questa vicenda gravissima, non un provvedimento, non un controllo, non un annuncio, niente di niente. Che sia forse il solito giochino? gettare fango sui cosiddetti deboli, gettare fango su chi ha meno strumenti per difendersi, e poi gettare non fango, ma acqua sul fuoco quando la vicenda riguarda qualche ‘potente’ di turno? O magari qualcuno che può tornare comodo e sarebbe meglio non ‘inimicarselo’?”. “Fuoco e fiamme per i deboli ed estintore per i potenti di turno. Sarà questo il segreto per arrivare alle tante agognate poltrone? Cari politici, e cari tutti, ricordiamocelo: in vita siamo tutti uguali, ma anche nella morte”. Infine anche un attacco del Presidente della Commissione regionale antimafia, on. Claudio Fava, nei confronti del sindaco Cateno De Luca, per il funerale di Rosario Sparacio, fratello di Luigi, conosciuto come boss di Giostra. Il corteo funebre si sarebbe snodato per le vie della città nel primo pomeriggio di sabato, fino a giungere al cimitero di via Catania per la sepoltura. Fava afferma: “Mentre in Italia non si celebrano pubblicamente funerali né matrimoni, com’è stato possibile che a Messina in cento abbiano accompagnato al cimitero il feretro del fratello di un capomafia? Dietro la bara di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici. Dal sindaco Cateno De Luca sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore al petto – conclude Fava – stavolta è venuto solo il silenzio”. De Luca smentisce: “Né corteo funebre né celebrazione religiosa. Quello che in modo becero è definito corteo funebre non è stato altro che un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri”. De Luca se la prende poi con l’on. Giulia Grillo e con gli altri deputati che hanno ripreso la notizia. “Piuttosto che attivarsi per accertare la verità, hanno preferito alimentare speculazioni politiche riprese dalla stampa. Ho dato mandato alla polizia di identificare gli autori dei commenti su Fb che esprimono dichiarazioni gravemente offensive nei miei confronti”.
