Francesco dal Madagascar : La deforestazione compromette il futuro
Francesco dal Madagascar ammonisce il mondo: “La deforestazione a vantaggio di pochi compromette il futuro del Paese”
Nella seconda tappa del suo viaggio africano, il Pontefice tuona contro coloro che sfruttano la terra a discapito della popolazione: “Le foreste rimaste sono minacciate e non può esserci un vero approccio ecologico né una concreta azione di tutela senza una giustizia sociale”
di PAOLO RODARI, la Repubblica – selezionato da Planet First
07 settembre 2019
ANTANANARIVO. Il “Va, pensiero” del
Nabucco di Giuseppe Verdi risuona nel Ceremony Building di Antananarivo, mentre
le autorità e il corpo diplomatico della Repubblica del Madagascar attendono
Francesco per il suo primo discorso pubblico al Paese, seconda tappa del suo
viaggio africano. Il coro cantato dagli ebrei prigionieri in Babilonia fa
significativamente da entrée a una richiesta di liberazione evocata a gran voce
dal Papa, la liberazione dal “contrabbando” e dalle
“esportazioni illegali”, da una “deforestazione eccessiva a
vantaggio di pochi”, da un degrado incipiente, ammonisce Francesco, che
“compromette il futuro del Paese e della nostra casa comune”.
È il cuore del discorso del vescovo di Roma nella capitale dell’isola
sudafricana, che dalla firma della “Laudato si'” in poi non ha mai mancato
di richiamare le autorità mondiali alle loro responsabilità rispetto
all’ambiente e alla sua cura: “Le foreste rimaste sono minacciate dagli
incendi, dal bracconaggio, dal taglio incontrollato di legname prezioso”,
dice, ma “non può esserci un vero approccio ecologico né una concreta
azione di tutela dell’ambiente senza una giustizia sociale che garantisca il
diritto alla destinazione comune dei beni della terra alle generazioni attuali,
ma anche a quelle future”.
