Fermare il Ponte è pugnalare il Sud, De Micheli ha capito
Sul Ponte il Governo gioca a perdere tempo, è diviso e, fatto gravissimo, il ministro per il Sud ha dimostrato in diverse circostanze di non essere favorevole, anche in contrasto con esponenti autorevoli del PartitoDemocratico (Del Rio, De Micheli, Franceschini etc.). Allora c’è da chiedersi chi rappresenta veramente Provenzano e perchè e da chi è stato messo a quel posto. Ma vediamo cosa scrive Sebastiano Messina nella parte finale del suo articolo pubblicato su la Repubblica on line:”il solo progetto del ponte sospeso è composto da più di ottomila documenti, ovvero 60 metri cubi di planimetrie, calcoli, studi di fattibilità, verbali di collaudo, indagini sull’impatto ambientale eccetera, mentre le altre ipotesi – tunnel sommerso (a mezz’acqua o adagiato sul fondale) e tunnel sottomarino, scavato nel fondale a 250 metri sotto il livello del mare – possono essere generosamente qualificate come progetti di massima, senza alcuna verifica del loro impatto ambientale o della loro resistenza sismica. E se da un lato la nomina del comitato ha il merito di riaprire la partita dello Stretto, dall’altro la scadenza indicata nel provvedimento (la fine di ottobre) rivela che il governo non ha intenzione di inserire né il ponte né il tunnel nel piano di rilancio che dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre per poter accedere ai miliardi del Recovery Fund. Non è un mistero, del resto, che il governo sia ancora diviso su questo tema, altrimenti la scelta più semplice sarebbe stata quella di tirar fuori dal cassetto il progetto del ponte, per il quale sono già stati spesi 300 milioni, un progetto arrivato alla stesura definitiva che nel 2012 aveva già ottenuto tutti i timbri, compreso quello del Comitato tecnico-scientifico nominato da Palazzo Chigi, quando il governo Monti dirottò altrove i fondi stanziati per realizzarlo. La controprova di questa divisione trasversale s’è avuta ieri, quando il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, ha ironizzato sull’idea della ministra De Micheli (del suo stesso partito, il Pd) di inserire nel progetto anche una pista ciclabile: “Dopo il ponte – ha detto Provenzano – ci sarà il tunnel, le piste ciclabili, arriverà anche il monopattino, e spero che nessuno proponga la funivia o la catapulta…”. Fingendo di non sapere che le piste ciclabili ci sono già, e da tempo, sul Golden Gate di San Francisco, sul ponte di Brooklyn, sullo Xiamen Bridge cinese, sullo Shimanami Kaido di Hiroshima… “.
