Far diventare la volontà della natura, la mia volontà
RIFLESSIONI: “Applicare quel poco di Libertà necessaria per fare diventare la volontà della natura, la mia volontà” di Guglielmo Rizzo
Hesse, L’ARTE DEL FARE: Mantenere la naturalezza dello status, guardando al cambiamento, determinando gli eventi con Attitudine, Capacità, Conoscenza, Talento.
La rivendicazione dei diritti dei cittadini, un modo nuovo di Ripensare la Polis. Abbiamo lacerato la grande e bella insegna della Democrazia, il progresso di tutti, per opera di tutti, sotto la guida dei migliori e dei più saggi.Non solamente la rivendicazione dei bisogni essenziali, ma l’accesso alle risorse della Polis, una sorta di alternativa alle logiche consumistiche e di potere. Una sorta di “Diritto alla Citta”, per come scriveva sapientemente nel suo libro Henri Lefevre. Bisogna costruire un futuro migliore, che sia un Futuro di Responsabilità, di Competenza, di Volontà, di Cultura, di Forte Valore Etico, un futuro che abbia radici nel senso del dovere dei singoli, che operino aldilà degli egoismi personalistici, con forte senso del dovere. Oggi la Polis assiste al netto divario tra Centralità e Periferia. I territori rischiano di diventare i luoghi in cui marginalità e disuguaglianze si evidenziano in maniera assai significativa, con sempre maggiore virulenza, determinando vere e proprie epidemie che hanno origine dai territori periferici, senz’altro deficitari di criteri di equità, per estendersi, in maniera convergente, verso il centro, minandone i i sani principi di Democrazia Partecipata, intesa nel senso di cooperazione sinergica dell’azione dei singoli, azione intesa nel senso del Diritto alla Libertà di Pensiero, nel Senso di Dovere alla cura dello “spazio” pubblico, cioè, ciò che compete al Popolo. Auspicare, nel senso progressista del Vivere Civile, non infrangendo i Diritti degli Altri, con una condotta di vita quotidiana che rispetti all’unisono i doveri di ognuno, in senso reale e realistico, nel senso della Buona Politica, forte di proposte concrete, cioè di fatti concreti, non certamente intrisa di logiche di potere precostituite, che minano i diritti dei singoli, che non rispettano i valori sacri dell’onestà Intellettuale. Che le “piazze” tornino ad essere la fucina dei diritti e quindi della Democrazia Partecipata, per come era laddove è nata, nell’Ellade, che trova le sue radici nella Polis, cioè in un Modello Politico tipico, progenitore della Politica, intesa come Impegno di Responsabilità e oltre, di essere da guida alla Vita quotidiana del Collettivo.
