Fanfani: chi era costui? di Giovanni Frazzica

Fanfani: chi era costui? di Giovanni Frazzica

Amintore Fanfani: chi era costui?

Per una narrazione utile e corretta della storia recente, soprattutto del dopoguerra italiano, si dovrebbe meglio descrivere il ruolo di coloro che hanno dato vita alla ricostruzione del Paese, accompagnando anche l’opera di una classe imprenditoriale illuminata anche guidando la realizzazione di grandi opere. Recentemente è stato realizzato un film su Enrico Berlinguer, cosa buona e giusta se si pensa che qualche anno fa al segretario di un Circolo Pd di Pesaro chiesero se lo conoscesse, rispose di no, ma aggiunse che suo padre diceva che era un brav’uomo. Di Moro si ricorda qualcosa sol perchè ci sono stati tanti processi per via della sua tragica storia. Ma il crinale su cui scivolano i palinsesti delle tv, pubbliche e private, è la ricerca di vicende capaci di suscitare emozioni forti e produrre successi immediati per cui, spesso, non viene dato il giusto valore alle notizie, si gioca su ciò che conviene dire, piuttosto che su quello che sarebbe opportuno valorizzare. Nel solco di questa situazione, pochi ormai ricordano e molti non sanno chi era Amintore Fanfani e neanche che è stato cinque volte presidente del Senato, sei volte presidente del Consiglio (diventando, all’età di 79 anni e 6 mesi, il più anziano Capo del Governo) e per nove volte ministro (ricoprendo gli incarichi di ministro degli esteri, dell’interno e del bilancio e della programmazione economica). Nel 1965 ricoprì l’incarico di presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e nel marzo del 1972 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone. È stato Segretario nazionale della Democrazia Cristiana (1954-1959 / 1973-1975) e Presidente del Partito (1975-1976). Considerato come uno fra i più importanti e celebri politici italiani del secondo dopoguerra, Fanfani fu una figura storica della DC; si distinse anche come storico dell’economia e come storico dell’arte. Amintore Fanfani e Aldo Moro furono definiti i due “cavalli di razza” della Democrazia Cristiana. Assieme ad Aldo Moro, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat e Ugo La Malfa, è stato artefice della svolta politica del cosiddetto centro-sinistra “organico”, avvenuta poi compiutamente nella prima metà degli anni sessanta, con cui la DC volle avvalersi della collaborazione governativa del PSI di Pietro Nenni. Questa una estrema sintesi del profilo dell’importante politico italiano scivolato, ingiustamente, in una sorta di “oblio” rispetto ad un Sistema che se cerca qualcosa negli archivi della Storia lo fa per un ritorno commerciale o per un disegno funzionale a qualche centro di potere. Fanfani, promotore del cosiddetto “piano Fanfani” che realizzò la costruzione di oltre 300 000 abitazioni popolari e, in seguito, continuò con la nazionalizzazione dell’energia elettrica, e l’istituzione della scuola media  con l’obbligo scolastico fino ai 14 anni, riforme notevoli se si considera il periodo storico in cui sono state attuate, tuttavia alla sua memoria non viene concesso uno special televisivo nè la terza pagina di un giornalone importante, nulla per ricordare questa figura che ha dato un contributo importante alla rinascita di un Paese che era in ritardo rispetto al necessario processo di modernizzazione che si doveva iniziare dopo una guerra sbagliata e perduta. Oggi la grande comunicaziome mette Putin in primo piano, Papa Francesco in seconda pagina mentre promuove Mussolini come uomo dell’anno. Fanfani (ma non solo lui) invece viene assolutamente ignorato, si cerca forse di azzerare la cosiddetta “egemonia culturare della sinistra” buttando alle ortiche anche storie liberali, republicane, socialdecratiche, socialiste e democristiane, ma l’Italia questa è stata e questa è, anche se ora è notevolmente migliorata, perchè c’è lo smartphone ed il tablet.

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