F.ne Lucifero, Rosalia Schirò: indignata contro speculatori

F.ne Lucifero, Rosalia Schirò: indignata contro speculatori

Fondazione Lucifero, Rosalia Schirò indignata contro speculatori che denigrano l’azione riformatrice del C.d.A. e, per protesta, rassegna le sue dimissioni. A seguire la sua nota:

“La sottoscritta prof. Rosalia Schirò, componente il CdA della Fondazione Lucifero, in relazione alle notizie che si sono sviluppate negli ultimi giorni intende precisare quanto segue: – La scrivente, prima dell’insediamento al CdA della Fondazione Lucifero ha rassegnato le proprie dimissioni dal proprio incarico di Segretaria della Dc del Comune di Messina ed il ruolo lasciato libero è stato ricoperto dal vice-segretario dr. Giuseppe Previti; da allora la sottoscritta, pur rimanendo iscritta e simpatizzante del proprio partito, si è sempre astenuta dall’assumere qualsiasi incarico o iniziativa di alcun genere.; qualche giorno prima del 4 gennaio 2024 giorno fissa to per un evento politico che doveva tenersi a Messina nel palazzo municipale, l’amico Previti mi informava che si sarebbe trovato a Milano per motivi familiari inderogabili e che pertanto non avrebbe potuto presiedere l’iniziativa, mi pregava pertanto, in via eccezionale, di intervenire per assicurare l’apertura dei lavori; il mio personale intervento alla manifestazione politica è durato circa 17 minuti, tutto qui, tuttavia il fatto che si sia inteso speculare su questo episodio, insinuando su presunte incompatibilità, mi ha fatto vedere ancora una volta che contro il lavoro che il CdA ha cercato di portare avanti per rilanciare la Fondazione si muovono elementi che agiscono con ogni mezzo per assicurare l’immobilismo. Tutto ciò è deprimente e per questo ho deciso di rassegnare le mie dimissioni, fermo restando che, come da Statuto, sarò disponibile fino all’atto della mia sostituzione”. Positivo il fatto che nel voler chiarire la sua posizione la prof. Schirò abbia voluto fare un velato riferimento a quegli elementi che incombono sul destino della Fondazione per condizionarne l’attività o forse per favorire un sostanziale immobilismo all’interno del quale far germogliare solo qualche iniziativa. Qualunque sia il destino di questo C.d.A. , grazie alla sua pur difficoltosa navigazione, la comunità milazzese e quella provinciale sono informate dell’esistenza di questo Ente e delle sue notevoli potenzialità. Modernizzare e rilanciare questa struttura sarebbe un bene per tutti.

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