Evitiamo di ferirci con i social, forse credendo di compiacere qualcuno
I social innescano una macchina comunicativa non indifferente, questo lo vediamo giornalmente. Ognuno di noi ha la possibilità di esprimere delle opinioni e di fare delle considerazione anche al limite della querela.
Questo è quanto successo qualche giorno fa, sotto un post pubblicato dal giornale online Tempostretto.
1. Chiedo, innanzitutto, se esista all’interno della pagina social di Tempostretto un moderatore, di modo che i sostenitori di questa amministrazione non si prendano sine titulo la briga di sostituirsi a questa figura, potenzialmente imparziale;
2. Questa amministrazione ha spontaneamente innescato una macchina censoria non indifferente, ottenendo un certo numero di consensi e creando proprio delle personalità che si impegnano con dedizione cieca a difendere a tutti i costi il nostro sindaco. La natura delle amministrazione si evince proprio dal genere di forze sociali che mette in moto spontaneamente.
Non mi dilungherò ulteriormente, più che altro perchè non voglio sollevare ulteriori illazioni circa il rapporto tra questo soggetto e il sindaco, mi auguro che in qualche modo questo fenomeno possa essere arginato. Sollecito il sindaco a chiarire l’estraneità alla vicenda, se così non fosse, chiedo a che titolo possa parlare.
Ricollegandomi a quanto scritto all’inizio di questo post, credo fermamente nella libertà d’espressione, consapevole che la linea di separazione tra opinione e diffamazione talvolta possa essere molto breve. Angela Rizzo
In effetti il grido di allarme lanciato da Angela Rizzo appare di grande attualità. Sempre più spesso infatti compaiono sulla scena virtuale dei personaggi, veri o falsi che siano, che si abbandonano ai peggiori insulti e, negli ultimi tempi fanno trapelare anche qualche velata minaccia. La rete è bella finchè resta una libera palestra per le idee di tutti, se qualcuno pensa di introdurre l’olio di ricino elettronico, stia attento, rischia di sfasciare il giocattolo. G.F.
