ESTREMO CENTRO – Parla l’on. Mario Adinolfi, Popolo della Famiglia
ESTREMO CENTRO – Parla l’on. Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia
Lo hanno chiamato sui giornali “sistema Cuffaro”, il mio amico democristiano Totò Cuffaro aveva portato dal nulla il suo partito in Sicilia oltre il 6% alle regionali e l’anno scorso lo hanno messo ai domiciliari. Come già capitato a Toti in Liguria, un altro che aveva messo su un suo partito che dava fastidio agli equilibri consolidati, anche Cuffaro ha patteggiato pur di non finire in galera, scottato dall’esperienza precedente a Rebibbia. Ma il vero patteggiamento è di altra natura: smettere di rompere le scatole in politica. Totò ha capito e come Toti dalla politica si è ritirato, stessa scelta anche per Formigoni mandato a Bollate quando in Lombardia era diventato troppo potente. Ieri sui giornali siciliani si leggeva una nota della procura di Palermo, la stessa che sulla teorizzazione del “sistema Cuffaro” aveva imperniato il suo arresto, che dice che quel sistema non è mai esistito: “Non ci sono elementi che consentono margini per l’utile esercizio dell’azione penale”. I pm che hanno accusato 23 persone rovinando la loro vita, ottenuta la resa politica di Cuffaro e avendolo definitivamente silenziato, mollano la presa e firmano il decreto di archiviazione per tutti e 23 predisposto dalla gip. Inchiesta finita. Vannacci è al 7% ed ora la procura militare si inventa un’inchiesta per ricostituzione del partito fascista e prima hanno provato a dire che truccava le note spese aprendo un fascicolo per peculato e truffa, ad Alemanno che aveva fondato Indipendenza hanno fatto fare un anno e mezzo in cella a Rebibbia. Io ho preso solo il 5% in Veneto meno di sei mesi fa e sto ai domiciliari da due mesi col braccialetto elettronico, mentre il pedofilo bengalese di Torino dopo due giorni l’hanno lasciato libero. Bisognerebbe avere le risorse economiche di Silvio Berlusconi che ha fronteggiato 88 processi nei vari gradi di giudizio, tutti scattati dopo che ha deciso di fondare un partito, senza mai patteggiare e perdendone alla fine solo uno con sentenza di Cassazione per evasione fiscale. La lezione è chiara: se un uomo con qualche politica capacità fonda un partito e rompe gli equilibri, la magistratura lo azzannerà e i media sull’arresto ci sguazzeranno nutriti dalle carte dell’inchiesta (che dovrebbero essere segrete) passate direttamente dalle procure. Tutti avete goduto quando Cuffaro è stato arrestato, ma se vi chiedo se vi eravate accorti che l’inchiesta sul “sistema Cuffaro” è stata archiviata mi direte che ne avete letto solo qui. Perché purtroppo funziona così. Fondi un partito (ovviamente non di sinistra) e magari raccogli pure dei voti? Appena diventano un po’ troppi, la magistratura ti taglierà le gambe. Se capisci la lezione, smetti di fare politica e patteggi, in cambio ti evitano la galera. Una volta ottenuta la resa, le inchieste s’ammosciano e i media mollano la presa. Se insisti, di processi te ne fanno 88. Io ho deciso di insistere, il Popolo della Famiglia non si scioglie, il Paese ha bisogno della sua voce e delle sue sei fondamentali battaglie: difesa della vita e dei più fragili da leggi incivili come quella sul suicidio di Stato, lotta all’aborto e alla denatalità, aumento dei diritti delle donne con introduzione del reddito di maternità per le italiane, denuncia della follia immigrazionista con obbligo per l’ottenimento della cittadinanza italiana a 18 anni di aver frequentato un ciclo scolastico inclusa l’ora di insegnamento di religione cattolica, dirottamento del 3% del Pil dall’aumento della spesa per armamenti alla riduzione delle tasse per le famiglie con figli o monoreddito con correlato aumento dei salari in busta, tutela delle radici cristiane e della libertà di testimoniarle contrastando il patto Ribbentrop-Molotov tra wokismo e islamismo. Sono idee che non piacciono a tutti, lo so, in Veneto alla Camera il 95% ha votato contro di noi e il 5% per noi, so che alla stragrande maggioranza di voi non piace Vannacci e non piaceva Cuffaro, non piace Alemanno e non piaceva Formigoni, non piaceva Toti e non piaceva Silvio Berlusconi. Tutti aggrediti da media e magistratura, poi la differenza la fa chi non molla pur davanti a montagne di fango che paiono insostenibili. Voglio dire a chi si aspettava che cedessi di schianto, che io non mollo. Cristo Regna.
