ECONOMIA &FINANZA Risico bancario, B.Mps: Delfin vincolata con Intesa, ma libera di aderire a un’offerta concorrente

ECONOMIA &FINANZA  Risico bancario, B.Mps: Delfin vincolata con Intesa, ma libera di aderire a un’offerta concorrente

B.Mps; Delfin vincolata con Intesa, ma libera di aderire a un’offerta concorrente

Oggi 11:15 – MF-NW

ROMA (MF-NW)–Delfin blinda il proprio impegno con Intesa Sanpaolo per l’Opas su B.Mps, ma si riserva la possibilità di aderire a un’eventuale offerta concorrente. La holding della famiglia Del Vecchio, titolare del 17,6% del capitale del Monte dei Paschi, si è impegnata a consegnare l’intera partecipazione all’offerta di Ca’ de Sass, secondo quanto emerge dall’estratto della lettera d’impegno pubblicato dalla banca. Sul fronte delle adesioni all’opas si Intesa, si registra anche la scelta di Enasarco di consegnare la propria partecipazione all’offerta di Ca’ de Sass. I VINCOLI DELL’ACCORDO CON DELFIN L’accordo con Intesa Sanpaolo prevede che, qualora un soggetto terzo promuova un’offerta concorrente su Mps, Delfin sia libera di aderirvi. Se però l’operazione alternativa non dovesse perfezionarsi, per qualsiasi motivo, le azioni della holding si considereranno automaticamente apportate all’opas di Intesa e Delfin dovrà compiere tutte le attività necessarie per formalizzare l’adesione. L’impegno è subordinato al fatto che l’offerta di Ca’ de Sass non venga dichiarata decaduta o diventi inefficace e all’assenza, entro la data di adesione, di eventi rilevanti che possano produrre effetti sostanzialmente pregiudizievoli sull’offerta o sulla situazione finanziaria, patrimoniale, economica e reddituale, nonché sui corsi azionari di Mps, delle sue controllate e collegate o della stessa Intesa Sanpaolo. STOP A NUOVI ACQUISTI DI AZIONI MPS Delfin si è inoltre impegnata a non acquistare, direttamente o indirettamente, azioni Mps né posizioni lunghe riferite ai titoli del Monte dalla sottoscrizione della lettera, avvenuta il 4 ottobre 2026, fino ai sei mesi successivi all’ultima data di pagamento dell’offerta, compresi gli eventuali passaggi di sell-out e squeeze-out. La holding ha anche garantito di non aver effettuato acquisti di azioni o posizioni lunghe su Mps dall’8 giugno 2026. L’ACCORDO SUL VOTO NELL’ASSEMBLEA DEL 29 OTTOBRE L’accordo comprende anche gli impegni relativi all’assemblea straordinaria del 29 ottobre. Delfin si è impegnata a esprimere un voto coerente con le condizioni dell’Opas, comprese le deliberazioni sulle offerte di Mps per Banco Bpm e Banca Generali, le relative deleghe per gli aumenti di capitale, la riduzione del capitale sociale e la distribuzione straordinaria di riserve in denaro e in azioni di Assicurazioni Generali. ANCHE ENASARCO VERSO L’ADESIONE L’adesione di Enasarco si aggiunge agli impegni già raccolti da Intesa Sanpaolo per sostenere l’offerta sul Monte. Il rafforzamento del fronte favorevole a Ca’ de Sass assume particolare rilievo alla vigilia dell’assemblea del 29 ottobre, chiamata a esprimersi sulle operazioni con cui Lovaglio punta a ridisegnare il perimetro del gruppo e a contrastare l’Opas concorrente. DA CALTAGIRONE AD AGRICOLE, LA STRATEGIA DI LOVAGLIO SI COMPLICA La giornata di ieri ha segnato un doppio colpo per il progetto del management senese. Francesco Gaetano Caltagirone ha annunciato il voto contrario a tutti e cinque i punti all’ordine del giorno della parte straordinaria dell’assemblea Mps del 29 ottobre. La decisione consolida il fronte degli azionisti contrari alle operazioni difensive del Monte: dopo le prese di posizione di Delfin e della famiglia Benetton, i soci contrari si avvicinano complessivamente al 34% del capitale, una quota in grado di complicare il raggiungimento dei consensi necessari. Sul fronte Banco Bpm è arrivato anche il no di Crédit Agricole. Il ceo Olivier Gavalda ha dichiarato a Francoforte che il gruppo francese ha deciso di non apportare le proprie azioni all’offerta di Siena. Agricole, principale azionista di Piazza Meda con una partecipazione vicina al 30%, ha inoltre definito molto interessante una possibile combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, indicando una strada alternativa al progetto di Lovaglio. LE POSSIBILI CONTROMOSSE DI SIENA Con il fronte contrario che si rafforza e l’offerta su Banco Bpm che incontra l’opposizione del suo principale azionista, per Lovaglio restano aperte diverse opzioni. Tra le ipotesi allo studio, secondo fonti finanziarie, figurano il rinvio dell’assemblea del 29 ottobre, l’eventuale ingresso di un altro soggetto con una nuova offerta su Mps, anche internazionale, oppure un miglioramento della proposta economica per gli azionisti. Sul tavolo anche la convocazione di un consiglio di amministrazione straordinario. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine – by Fineco

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