Ecco come andrà a finire di Cosimo Recupero
Nella propria pagina Facebook il Corriere della Sera di domenica pubblica una notizia secondo la quale dei sedicenti Comitati No-GreenPass raccoglieranno le firme per fare abolire quello che per loro è un odioso sistema di controllo e limitazione della libertà personale. Bastava dare un’occhiata ai commenti al post del noto quotidiano di Via Solferino per scoprire che molti italiani si sarebbero anche stancati di questi esagitati che fanno le guerre alle farfalle invece di impegnare il proprio tempo su temi più importanti, fra cui l’aumento delle bollette di luce e gas, per esempio o sulla sostanziale esclusione del Sud dai fondi del PNRR.
Il numero di vaccinati con prima e seconda dose arriverà all’ottanta per cento a fine mese. E la corsa continuerà sicuramente, anche in vista delle festività natalizie.
Chi ha ancora non si è vaccinato sta chiedendo in massa di farlo, fosse solo per tutelare il proprio sacrosanto diritto allo spritz del sabato sera.
Insomma, gli italiani, per un motivo o per un altro, stanno dimostrando di avere più buonsenso di tanti arruffapopolo che si sono messi alla testa di un esercito di soldati da tastiera che, in realtà, sembrano più dei facinorosi del web pronti a fare caciara senza nemmeno sapere il perché.
E di questo passo, questo esercito conterà sempre più disertori e ai loro ispiratori toccherà battere una ritirata senza né morti né feriti, ma sicuramente con molto disonore.
Ma siccome perdere non piace a nessuno e poiché queste guerre sono tutte giocate sul piano della comunicazione social, è molto probabile che questi generali senza esercito proveranno a darsi una exit strategy che consenta loro, se non altro, di salvare la faccia.
Di questo Salvini è il maestro assoluto. Ormai ci ha abituato a tripli salti mortali verbali che a molti possono sfuggire, ma che ai più attenti non scappano di sicuro. Aver votato il Green Pass in consiglio dei ministri per poi bocciarlo in aula è soltanto una delle tante piroette a cui il quasi ex leader leghista ci ha abituato. E diciamo ex perché nemmeno molti colonnelli della Lega gli stanno dietro ed è prevedibile che al prossimo congresso del Carroccio per Salvini suoni il de profundis, soprattutto se le elezioni amministrative del prossimo mese certificheranno il sorpasso di Giorgia Meloni sul simpatico lumbard.
In effetti, se analizziamo la comunicazione sui temi cardine di tutta questa vicenda possiamo individuare alcune fasi. La prima era di quelli che negavano addirittura l’esistenza del virus. Poi le scene dei camion militari carichi di salme, i numeri impietosi delle terapie intensive, anche di quelle vicino casa, hanno obbligato ad una prima ritirata, anche se non ad una resa. E così la battaglia si è spostata da “il Covid non esiste” a “il vaccino uccide le persone”. Ma ahimé anche questa battaglia è durata poco. I numeri anche qui non hanno aiutato schiere di difensori del diritto alla vita e alla libertà che quindi hanno dovuto indietreggiare. Qualcuno ha tentato la carta della speculazione finanziaria, ma anche questo ha retto poco, perché non bisogna avere un quoziente intellettivo altissimo per capire che le case farmaceutiche guadagnano da tutti i medicinali che vendono e vendevano anche prima.
Ancora un cambio di strategia: adesso il bersaglio del fuoco è il green pass, che grosso modo assomiglia al biglietto che il signore col cappello ci chiede sul treno. Ma anche questa strategia, tra qualche settimana, si rivelerà del tutto infruttifera. Nel frattempo, però, i dati sui contagi e sui morti si ridurranno a tal punto che potremo dichiarare finita l’emergenza Covid e tornare ad una vita normale. Ed a quel punto, quando la battaglia iniziata da questi No-Covid-Vaccino-GreenPass si rivelerà una vera Caporetto, a questi campioni della libertà di non farsi curare a spese di tutti non resterà che dire che in realtà il Covid non c’è mai stato e che i governi al soldo di BigPharma avranno dichiarato finita la pandemia grazie alle loro battaglie per smascherare il grande imbroglio. Ecco come andrà a finire.
