E oggi per chi suona la campana?

E oggi per chi suona la campana?

Il titolo del famoso libro di Ernest Hemingway “Per chi suona la campana” è ricavato da un sermone del predicatore inglese John Donne pronunciato in relazione al concetto secondo cui nessun uomo è un’isola e cioè non può considerarsi indipendente dal resto dell’umanità, egli disse: “E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te”. Queste parole dell’intellettuale londinese Donne, pronunciate nel 1600 e riprese da Hemingway nel 1941, possono ben adattarsi alla situazione che stiamo vivendo e costituire momento di riflessione. Lo scrittore americano partì da questo titolo per descrivere l’orrore della guerra, partendo dalle immagini realistiche della guerra civile spagnola, per giungere alla condanna di ogni forma di violenza e della guerra. La pandemia, che ha ucciso più persone della seconda guerra mondiale, non è tuttavia riuscita a far tacere le armi, ne è ulteriore prova l’aggressione e l’uccisione dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci in Congo. La grande, unica e vera guerra dell’umanità contro il nemico invisibile, quel covid19 che uccide, cambia gli assetti economici, modifica lo stile di vita, non riesce tuttavia a fermare quella parte del genere umano che ancora si dedica a guerre, stupri, feminicidi, violenze d’ogni genere, mentre, contemporaneamente, e per fortuna, assistiamo ad esempi di grande generosità e di grande abnegazione, di grande solidarietà, di persone capaci di mettere a rischio la propria stessa vita per salvare quella degli altri. Per chi suona la campana? suona per tutti, ma c’è chi, anche in momenti così drammatici, preferisce non sentirla. Eppure dobbiamo avere la capacità di aprire i nostri cuori alla speranza, di immaginare che ci sarà un dopo e che “i sopravvissuti”, coloro che avranno voluto sentire ilsuono della campana, potranno costruire un mondo migliore. Giovanni Frazzica

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