E’ morta Inge Feltrinelli, la regina dell’editoria
Tanta letteratura mondiale è passata dalla sua casa editrice
Inge Schönthal Feltrinelli, amava catturare l’attenzione con le sue giacche volutamente abbondanti e colorate – di arancione, di rosso, di rosa, di bianco, ma mai di nero – gli occhiali sulla folta chioma e gli orecchini vistosi, ma mai chiassosi. Amava fare le ore piccole. Voleva cambiare il mondo con i libri. Ma quando la Feltrinelli aveva appena vinto il Premio Campiello con Rosella Postorino, la signora del’editoria italiana non c’era. “Non sta bene”, venne detto alla stampa con la discrezione e la signorilità che la caratterizzano Emanuela Bassetti, vedova di Cesare De Michelis, fondatore della casa editrice Marsilio. La cena all’Harry’s Bar fu perfetta, ma mancavano lei e i suoi familiari, mancava la vera festa. Oggi che se ne è andata per sempre, senza aspettare di compiere 88 anni il prossimo novembre, manca ancora di più, a chi l’ha conosciuta come a chi l’ha semplicemente incontrata, perché conoscerla, anche solo per pochi minuti, lascia un segno. Nata nel 1930 a Göttingen, nella Bassa Sassonia, mezza ebrea per parte di padre, venne salvata da sua madre che spinse il marito a scappare in America mettendo Inge bambina sotto la protezione di Otto, ufficiale della cavalleria tedesca che le fece da patrigno. Il dopoguerra significò fame, deprivazione, un viaggio a vuoto in America, dove il vero padre la respinse, ma anche in quel caso, trasformò la tragedia in un’occasione. Decise di reagire partendo per il mondo per fare fotografie. “Era una fotoreporter tedesca molto giovane, molto carina, senza un soldo, senza timidezze, senza paure, con poca ambizione professionale, ma molta voglia di conoscere il mondo e di incontrare persone intelligenti, colte, importanti”, l’ha definita Natalia Aspesi, sua cara amica, nella prefazione di un libro dedicato proprio ai suoi lavori fotografici. Riuscì a ritrarre, tra i tanti, Greta Garbo a New York, Fidel Castro mentre giocava a basket e un Ernest Hemingway addormentato sul pavimento. Quest’ultimo lo incontrò nel 1953 nel villaggio di San Francisco de Paula, a una ventina di chilometri da Cuba, anticipando quello che poi sarebbe stato il suo mestiere con il futuro marito, Giangiacomo Feltrinelli: l’editrice.