Don Ciotti a gamba tesa sulla Lucifero per il Giglio
Don Ciotti a gamba tesa sulla Lucifero per il Giglio
Don Luigi Ciotti entra a gamba tesa sulla Fondazione Lucifero per sostenere l’Associazione Gigliopoli e, attraverso le colonne di Gazzetta del Sud, offre la propria mediazione per evitare contenziosi giudiziari tra Ipab e Associazione Giglio. Ma forse non si rende conto di essere una puntata di una storia che ripete ciclicamente i suoi appuntamenti alla vigilia di ogni riunione del mitico Consiglio di Amministrazione che dovrebbe assumere la fatidica decisione di deliberare la gara d’appalto per l’assegnazione di un servizio che, a norma di Legge, non può più essere prorogato. Altre volte è andato in scena un incontro con l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi e paladino dell’antimafia Giuseppe Antoci, una festicciola con la presenza del sindaco di Milazzo e le famiglie dei bambini, adesso che il momento sembra decisivo, si chiama in causa il pezzo da 90, don Luigi Ciotti. Ma non si può esporre una figura che ha notorietà nazionale, facendola immiserire ad un intervento di pressing tendente ad eludere la retta via della legalità per favorire un accordicchio che puzza di favoritismo. Da uomo rispettoso della Legge, Don Ciotti, se veramente volesse dare una mano d’aiuto, dovrebbe invitare il Giglio a partecipare a quella gara d’appalto che l’apparato burocratico dell’Ente dovrebbe affrettarsi a predisporre. Tutto il resto è una cortina fumogena dietro la quale si nasconde un silente sabotaggio tendente a lasciare tutto fermo ed a mantenere posizioni di vantaggio permanenti. Non si tiene conto, tra l’altro, che presso la Procura della Repubblica di Barcellona ci sono due inchieste aperte e non si può, anche per questo e non solo per questo, chiedere al C.d.A. di chiudere un occhio sol perché, per incomprensibili o inconfessabili motivi non si vuole percorrere la via maestra del rispetto delle regole.
