Dobbiamo indignarci per azioni umanamente indecenti

Dobbiamo indignarci per  azioni umanamente indecenti


Abbiamo l’obbligo di indignarci davanti a comportamenti e azioni umanamente indecenti di Angela Rizzo

E’ vero siamo diventati una societa’ liquida, ma sembra che proprio oggi chi ha un briciolo di umanita’ ha voluto dare un segnale. Infatti, mi ha colpito un post di G.S.: “Oggi ho avuto la conferma che questa città merita l’estinzione”. Mi ha colpito molto questa frase perche’ e’ una frase che nei momenti di scoramento ripeto anch’io. Oltretutto l’ha scritta una persona sensibile, attenta e sempre dalla parte dei piu’ deboli. Questo mi ha indotto a riflettere e a cercare di capire perche’ ci siamo ridotti cosi’. Qualche secondo e un’altra frase mi colpisce stavolta e’ di P.C.A.: “Umanità. Questo è un quadro che avevo in cantina, che avevo accantonato, forse per sfuggirne l’essenza. Oggi l’ho ripreso e gli troverò una collocazione perché è parte significativa”. Mi fermo a riflettere e ancora una volta sento mio lo smarrimento e lo sconcerto di coloro che hanno scritto le sopracitate frasi. Squilla il telefono, e’ un numero che non conosco, afferro il telefono come se stessi aspettando proprio quella telefonata. Dopo che l’interlocutore si e’ informato sulle mie generalita’ ed io le ho confermate, mi racconta una storia, una storia fatta di umanita’ per un verso, di abbandono dall’altro. “Sopra casa mia abita un anziano signore di circa 80 anni, io non so quasi nulla di lui, so che e’ solo, vecchio e malato. Io faccio cio’ che posso, ho due figli, una casa, i miei problemi, ma un piatto di pasta a pranzo lo preparo anche per lui e per la cena faccio lo stesso. Ma sono sempre di corsa e lui non ha bisogno solo del cibo che a me non costa nulla, ha bisogno di assistenza ed io non sono capace, non ho dimestichezza, mannaggia a me non so fare nemmeno una puntura intramuscolo e quando vedo sangue sto proprio male, posso essere utile solo con un piatto di pasta. Mi dica: cosa si puo’ fare?” Oggi mi sono svegliata con il pensiero di dare un aiuto concreto a questo signore anziano e bisognoso di cure e ho aspettato un orario utile per chiamare la Messina Social City. Dopo aver composto vari numeri finalmente qualcuno risponde. Spiego il motivo della chiamata nei dettagli e la risposta dell’operatrice della Messina Social City e’ tranciante: “E’ di competenza del Comune… perche’ se e’ una persona che ha bisogno di assistenza e’ una cosa, ma se dice che e’ abbandonato a se stesso se ne deve occupare il Comune e comunque per attivare l’assistenza domiciliare abbiamo bisogno dell’ISEE, del Codice Fiscale ecc. ecc.”. Ribadisco che io sono una vicina di casa e ovviamente non ho questi documenti e non so nemmeno dove andarli a prendere. Nel chiudere la telefonata l’interlocutrice ribadisce che comunque e’ di competenza del Comune e non della Messina Social City. Non mi perdo d’animo e chiamo il centralino del Comune di Messina e chiedo di parlare con il Dipartimento Politiche Sociali, squilla fino a quando cade la linea. Riprovo, riprovo e riprovo e alla fine la centralinista mi invita a denunciare queste situazioni “una volta per tutte, perche’ non e’ ammissibile tutto questo”. Indomita quale sono continuo a contattare il Dipartimento Politiche Sociali, alla fine risponde qualcuno. Finalmente parlo con un’assistente sociale che, dopo aver ascoltato la questione, ha voluto il nome e cognome dell’anziano signore, invitandomi, tuttavia, per carità cristiana a continuare a fornire un pasto caldo e intanto loro vedranno cosa e’ possibile fare. VEDRANNO COSA POSSONO FARE Umanita’ /Disumanita’. Da una parte i cittadini comuni che si danno da fare e lottano anche per coloro che non hanno la forza o la capacita’ dall’altra le istituzioni, sorde, insensibili che decidono le sorti di chi puo’ essere aiutato e chi no. Non mi riferisco, ovviamente, all’assistente sociale che mi ha risposto, ma al sistema che non la mette nelle condizioni di poter dare una risposta di pronto intervento foss’anche temporaneo. A conclusione di questa parte di giornata leggo il post di S.B: “Un consigliere comunale di Messina si è rivolto ai cittadini chiamandoli ipocriti, falsi, impostori, infidi e perbenisti, e invitandoli a mettersi una maschera di….., con aggravante la certezza che a casa di questa persona gli abbiano insegnato regolarmente l’educazione. Per questo mi domando come possa un rappresentante delle istituzioni rivolgersi a noi cittadini con tale livore e volgarità, solo perché colpevoli di improvvisarci sindaci, fatto normale oggi in tutto il paese, esattamente come tutti ci improvvisiamo commissari tecnici durante i mondiali di calcio. La colpa non è la sua ma di chi ha ridotto la politica a questi livelli di bassezze e volgarità, in cui è lecito insultare persino i propri elettori impunemente e con una disinvoltura a dir poco inquietante, dando questo esempio ai più giovani. In una città e in un paese normale questo signore sarebbe stato invitato a dimettersi dagli stessi altri consiglieri, almeno da quei pochi che svolgono il mandato con rispetto e passione e non per inventarsi un “lavoro senza lavorare”, ma purtroppo questi ultimi sono la stragrande maggioranza, ed ecco che certe espressioni rischiano di diventare normalità. Ovviamente non mi interessa la parte politica cui appartiene questo signore, e non scrivo il suo nome per non dargli la visibilità, neanche negativa, che rappresenta l’unico valore cui può ambire cotanta volgarità. Un modo di chiedere scusa lo avrebbe: non farlo più. Ma neanche mi interessa, tanto sono schifato da questo genere di politica-spazzatura capace di umiliare persino le istituzioni che rappresenta”. Una considerazione mi viene spontanea, l’etica politico/istituzionale e’ in crisi ovunque, lo e’ particolarmente in questa sventurata citta’. Sindaco e giunta, hanno sdoganato da tempo l’insulto, la volgarita’ e l’aggressivita’ e NOI CITTADINI lo stiamo permettendo, votando ed erigendo a nostri rappresentanti questi individui. Abbiamo l’obbligo di indignarci davanti a comportamenti e azioni umanamente indecenti, di ingiustizia, prevaricazione, falsità e altro, che si manifestano quotidianamente. Tutti abbiamo un cuore e un cervello e dobbiamo iniziare ad usarli. Il cuore per dare ascolto e aiuto a chi ha bisogno, il cervello per isolare i personaggi come il consigliere comunale, il sindaco o chi riveste ruoli pubblici con atteggiamenti cosi’ negativi. Se siete credenti mettete in atto le parole del Vangelo: “Tutto quello che avrete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatto a me” solo cosi’ potrete aspirare al regno dei cieli. Se siete rivoluzionari prendere in prestito le parole del Che e fatele vostre “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella di un buon rivoluzionario”.

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