Dittatura a bassa intensità di Cosimo Recupero

Dittatura a bassa intensità di Cosimo Recupero

Alle volte, la cosa più drammatica è dover avere ragione. Lo è quando avevi previsto il peggio ed i fatti, col tempo, ti danno ragione.

In effetti, proprio da queste colonne, avevamo già immaginato cosa stesse succedendo, e le notizie di queste ore ne sono la più ruvida conferma.

Ma andiamo con ordine. In altri articoli avevamo già denunciato il rischio che il M5S avesse intenzione di smantellare, un pezzo alla volta, la democrazia italiana. Avevamo avuto il sospetto che in realtà si stesse cercando di depotenziare le istituzioni per portare i veri centri di potere fuori dal Parlamento. Negli anni della Prima Repubblica Marco Pannella aveva denunciato una deriva simile alla quale aveva dato persino un nome: partitocrazia. Aveva cioè fatto notare come, di fatto, il parlamento fosse stato ridotto ad un mero ratificatore delle decisioni prese nelle segreterie dei partiti. Ma la denuncia ebbe poco effetto, considerato che comunque è normale che i partiti discutano al proprio interno le questioni per adottare poi una linea comuna da esprimere in parlamento. Restava comunque il fatto che i partiti, una volta presa un linea politica sulle questioni, dovevano confrontarsi con le altre forze in campo, e questo riportava al centro il dibattito parlamentare.

Oggi siamo oltre la partitocrazia. Siamo forse alla SRLcrazia.

La vicenda è di queste ore. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, forse approfittando della vicenda Covid che assorbe quasi per intero le pagine dei giornali, ha proposto al governo di far gestire i 209 miliardi del recovery fund ad una cabina di regia, composta da 6 manager, più altri 100 tecnici, scelti da lui personalmente. Dove per “lui personalmente” intendiamo il suo dante causa milanese.

Renzi, con il quale una volta tanto siamo d’accordo, minaccia persino la permanenza di Italia Viva nella maggioranza e la stessa sopravvivenza del governo, qualora questa linea dovesse essere tenuta ferma dal premier. Ed ha ragione. Peccato che, se siamo arrivati a questo punto, anche lui ha colpe pesanti, visto che pure lui puntava alla verticalizzazione del potere per la quale aveva persino stravolto la Costituzione, ottenendo poi lo stop da parte degli italiani a dicembre del 2016.

Ma il M5S continua sulla stessa linea, imperterrito. Prima ci fa spendere 500 milioni di euro per chiederci se ne vogliamo risparmiare 60, tagliando i parlamentari. Una volta tagliati i parlamentari, tenta di infilare nei processi decisionali un manipolo di 106 persone, nominate da Conte, che sicuramente riceverà una velina da Milano con i nomi già belli e scritti. 106 persone che non risponderanno né alle istituzioni né ai territori, che dovrebbero essere i veri beneficiari dei fondi messi a disposizione dalla UE.

Avendo la storia insegnato che le dittature fatte coi carri armati, il fez e il moschetto non funzionano e rischiano di essere rovesciate con la stessa violenza con la quale sono state costruite, oggi si assiste al tentativo di costruire una dittatura a bassa intensità, ovvero un sistema nel quale resti un simulacro delle istituzioni democratiche che però non hanno nessun altro compito se non quello di ratificare le decisioni prese altrove, magari negli uffici di una società privata, nonché continuare a tenere in piedi lo squallido circo che deve far credere ai cittadini che, finalmente, loro contano qualcosa.

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