Democrazia geneticamente modificata di Giovanni Frazzica
Democrazia geneticamente modificata di Giovanni Frazzica
Indubbiamente c’è una relazione tra il livello di Democrazia di un Paese ed i parametri fondamentali di riferimento che ne certificano la funzionalità. Si deve guardare in primo luogo alla libertà di stampa, ma anche alla distribuzione delle risorse, sia sul piano sociale generale che su quello territoriale, la tutela della parità di genere, la tenuta delle carceri, la Sanità, l’Istruzione e la Ricerca e infine, ultima, ma non ultima, la Legge Elettorale. A tal proposito val bene ricordare che la Legge 74 del 1946 ha garantito all’Italia il prporzionale classico con voto di preferenza per ben 43 anni. Nel 1993 cambia la musica col Mattarellum che introduce un sistema misto prporzionale-maggioritario. A seguire, nel 2005, il Porcellum: proporzionale con premio di maggioranza, superato nel 2015 dall’ Italicum: proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento. Due anni dopo, nel 2017, il Rosatellum, attualmente in vigore, misto proporzionale-maggioritario. Dovremmo interrogarci sul perchè in 24 anni la Legge elettorale è stata cambiata ben quattro volte e, adesso, se ne prevede una quinta, collegata con una ipotetica riforma costituzionale riguardande il cosiddetto “premierato”. Gli analisti trovano sempre più spesso elementi per ricostruire il processo che ha portato alla mutazione che è avvenuta nell’apparato politico istituzionale del Paese. Le frequenti riforme della Legge elettorale, motivate di volta in volta come esigenza di migliorare il sistema democratico, in realtà sono apparse come foglie di fico per coprire scandali del momento e che in realtà aprivano la porta ad un autentico change regime che, in realtà, più che un regime era una siingolarità italiana costituita dal duopolio di fatto della Democrazia Cristana e del Partito Comunista Italiano, immortalata dalle iconiche figure di Peppone e don Camillo, avversari sempre, solidali nei momenti difficili. In Italia sembrava che non dovesse succedere niente, perchè ospitava la Sede della Chiesa Cattolica, ed era protetta da uno scudo formidabile, lo scudo crociato della DC. Invece è successo di tutto, dai girotondini, alle teorie del prof. Gianfranco Miglio, adottate in un primo momento dalla Lega di Umberto Bossi che hanno messo in discussione l’esistenza stessa dello Stato nazionale, all’operazione Mani Pulite, che ha letteralmente decimato la classe politica di quasi tutti i partiti italiani, alle Brigate Rosse, che, al top del loro sforzo politico-militare, hanno rapito e assassinato Aldo Moro, Presidente della DC e punto di equilibrio della politica nazionale. L’altro grande protagonista della politica, Enrico Berlinguer, morì di morte naturale, ma è il caso di ricordare altri personaggi fondamentali degli anni 90, come Craxi, Andreotti e Berlusconi, che furono messi a tacere per via di una serie di azioni giudiziarie. Tuttavia anche questo non fu sufficiente, perchè non era semplice cancellare dalla mente e dal cuore della gente un partito e dei personaggi che avevano fatto della buona politica. Quindi, per completare il lavoro mirato al recupero di spazi di controllo del potere, quelle menti raffinate che avevano fatto di tutto e di più su altri versanti, hanno incominciato a mettere mano alla Legge elettorale, modificando i collegi, eliminando le preferenze, introducendo sbarramenti, riducendo il numero dei parlamentari. A questo punto sorge spontanea questa considerazione: se la Legge 74 del 1946 era quella “naturale” che aveva garantito il sereno svolgimento delle competizioni elettorali in Italia, il suo continuo cambiamento, in peius, quali risultati ha prodotto? Ha certamente contribuito a fare allontanare tanti elettori che hanno capito di non avere più la possibilità di scegliere il loro candidato. Inoltre, questo nuovo sistema, grazie alla veltroniana teoria del “voto utile” ha cancellato dal palinsesto componenti che erano radicate nella storia e nella cultura politica del Paese: repubblicani, sociademocratici, liberali, socialisti e gli stessi democristiani che, nel momento stesso in cui si stavano riorganizzando per una ripartenza, sono colpiti da una vicenda dall’esito incerto. E anche questo appare come un effetto collaterale negativo di una Democrazia ormai geneticamente modificata.
