De Luca minaccia le dimissioni, scontro con l’Asp
De Luca minaccia le dimissioni nello scontro con l’Asp di Giovanni Frazzica
Il sindaco De Luca insiste, ormai come un disco rotto, con la richiesta di rimozione del DG dell’Asp di Messina Paolo La Paglia, uomo dell’Assessore Razza e, per la transitiva, amico del Presidente Musumeci, suo avversario politico alle prossime elezioni regionali. In questa surreale e prolungata polemica sulla presunta incapacità dell’Azienda sanitaria messinese di affrontare in modo adeguato l’emergenza, si sono sommate le vicende delle spettacolari dimissionidel sindaco che dovrebbero diventare effettive il 5 febbraio, ma ciò non avverrà. Già quattro “Consiglieri volenterosi” hanno chiesto che l’Aula dibatta la scottante tematica che comporterebbe automaticamente la Decadenza del Consiglio, per questo viene inserita nella discussione anche la criticità dell’Asp. Ed il furbo De Luca, cogliendo la palla al balzo, utilizzando le note di Nello Pergolizzi e dei consiglieri del Gruppo misto Serena Giannetto, Ciccio Cipolla e Salvatore Serra ha detto che si andrà alla conta. “Sarà importante verificare se su 32 consiglieri comunali almeno 17 voteranno per la richiesta di farmi ritirare le dimissioni e nel contempo stare al mio fianco”. Potrebbe essere quindi una sorta di “voto di fiducia” del Consiglio la via d’uscita per salvare la faccia rispetto alle provocatorie dimissioni messe in atto con teatrale coreografia il 14 gennaio. Recentemente non mancano le frizioni tra il sindaco e la Commissaria emergenza covid Marzia Furnari che non accetta di recitare un ruolo subordinato rispetto alle mire espansionistiche del sindaco che, per sua natura, vuole comandare su tutto e su tutti, Sanità compresa, che è il tema del momento. Per alimentare la polemica De Luca aveva introdotto la gestione dei rifiuti dei positivi in quarantena chiede tra l’altro la creazione di una banca dati. In effetti sembra che De Luca abbia una autentica passione per le banche dati, strumenti utili per dare efficienza operativa, ma anche preziosi serbatoi di dati utilizzabili per fini diversi (campagne elettorali?). Dati sensibili delicati che hanno indotto la Commissaria covid, Marzia Furnari, a ricordare che le attività che riguardano le competenze di organizzazione sanitaria, istituzionalmente, sono e devono essere in capo all’Assessorato Regionale della Salute e, quindi, su base territoriale, sotto la responsabilità del proprio Commissario ad acta. La Furnari per questo ha declinato l’invito a prendere parte al tavolo tecnico convocato dal Comune sostenendo: “Le attività indicate all’ordine del giorno riguardano competenze di organizzazione sanitaria istituzionalmente dell’assessorato regionale alla Salute”. Il sindaco non sembra aver preso bene questo atteggiamento dignitoso della Furnari, così come non aveva digerito l’interrogazione della Consigliera del Pd Antonella Russo, equidistante, sul piano delle responsabilità, tra lui e La Paglia. Questo atteggiamento lo aveva fatto letteralmente imbufalire, la Russo veniva data in pasto, con tanto di foto, alla gogna mediatica dei suoi sostenitori capitalizzando il commento di “cretina” che brutalizza un dialogo, quello tra membri delle istituzioni, che mai dovrebbe superare determinati limiti”. Numerosi gli attestati di solidarietà ottenuti da Antonella Russo e le invettive ricevute da De Luca che ha dimostrato, ancora una volta, di non essere in grado di reggere le critiche. Adesso però, per tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui si è ficcato con questa temeraria lettera di dimissioni, secondo la sua exit strategy, avrebbe bisogno del voto favorevole del Consiglio comunale, che si dovrebbe esprimere a maggioranza. Appare chiaro che Antonella Russo ed il Pd non voteranno per smontare la goliardata delle finte dimissioni e restituirgli l’onore perduto. Quindi si presume che circa 10 consiglieri, tra Pd e 5stelle, voteranno contro. Probabilmente quindi ago della bilancia diventeranno gli esponenti del gruppo “OraMessina” che fanno capo al deputato regionale Luigi Genovese, figlio di quel Francantonio Genovese che, ancora una volta, assume voce in capitolo nelle vicende cittadine. Da notare che la situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni e che ha portato alla disastrosa sindacatura Accorinti ed a quella, per certi versi peggiore di De Luca (certamente per l’agibilità democratica) è la conseguenza dei suoi errori politici. Ma torniamo all’attualità, al momento a palazzo Zanca una maggioranza di Consiglieri a favore di una ipotetica mozione di a sostegno del ritiro delle dimissioni di De Luca, forse non c’è, potrebbe salvarsi con delle provvidenziali assenze che non passerebbero inosservate. Altra via d’uscita potrebbe essere qualche “spontanea” manifestazione popolare per dire “Resta con noi Cateno”. Infine De Luca fa un appello: “Si affronti il bilancio dove ci sono tutti gli aiuti alla cittadinanza per l’emergenza covid, dall’1 febbraio ci occuperemo di tutto il resto, perché in Consiglio non è stato prodotto nessun documento sullo “scontro” con il direttore La Paglia? l’on. Lo Giudice è stato l’unico ad aver effettuato l’accesso ispettivo sull’indagine della Commissione su La Paglia, il mio amico Calderone è entrato in commissione Sanità per tutelare La Paglia o difendere i messinesi? E tutti gli altri deputati della commissione Sanità come Antonio De Luca, Pino Galluzzo ed Elvira Amata che hanno fatto? Nessuno ha battuto un colpo”.
- tratto dal settimanale I VESPRI
- nella foto ANTONELLA RUSSO
