De Luca è fedele ai tradimenti di Angela Rizzo
MI SENTO DI AFFERMARE CHE il leader di Sud chiama Nord E’ FEDELE AI TRADIMENTI
Seconda puntata: il leader che piange, supplica, si proclama padre e tra fortissime nostalgie d’amore: “Ti ricordi quanto uscivamo di notte a fare i blitz quante cose belle abbiamo fatto assieme” e un monito alla presunta “traditrice”, troppo impegnato a guardare i tradimenti altrui, si dimentica dei suoi numerosi tradimenti. Ma di cosa si scandalizza il leader dovrebbe essere contento di aver trovato una promettente erede. Ha paura che l’allieva possa superare e cosi’ oscurare il maestro? Nelle dirette confuse degli ultimi giorni ha affermato tutto e il suo contrario. “E’ stato un cambio repentino”, “da tempo non pagava “il mensile”, “non lo pagava da gennaio, poi da febbraio infine da marzo…”. Il curriculum dell’Imperatore del regno delle due Sicilie e’ pieno zeppo di “tradimenti politici”, ma probabilmente lui pensa, nella qualita’ di imperatore, di potere al contrario dei sudditi che devono essere fedeli nei secoli dei secoli. Come dicevo la scalata al potere dell’autoproclamato imperatore è zeppa di tradimenti. “Il Masaniello anti casta che è in politica da 30 anni”, fa politica dal 1990 ed ha ricoperto svariati incarichi pubblici: è stato consigliere comunale, sindaco, deputato regionale, ha aspirato a diventare Presidente della Regione Siciliana ora vuole diventare Senatore… ma continua a sbandierare allo scirocco e agli sciroccati che lui e’ contro: “contro la casta, le consorterie e le lobby politiche”, ma non disdegna di fare accordi e patti: patto della pignolata, del pescestocco, del cannolo, della madonnina, del pruppo, del carciofo, della faciulina, del prunu, dei babbididio e dei muccalapuni… infine il patto dei minchioni di quelli che credono e che lo votano perché dice di essere contro la casta. Ma lui contro la CASTA non ha mai agito, mai e poi mai lo farebbe. Lui infiamma le piazze con urla e insulti rivolti a tutti, ma da solo senza un confronto, con promesse “che sa di non potere mantenere, dal casinò a Palazzo Zanca, ai tram volanti”. Non e’ la casta ad avere conseguenze, ne fanno le spese i “poverazzi”: il venditore di 2 lattughe, qualche mercatale, un cittadino che dice la verita’, qualche professoressa che contesta le sue doti canore… giammai chi veramente ha il potere, con questi ultimi va di fatto d’amore e d’accordo.
Quando al Quirinale c’era Francesco Cossiga, il presidente del consiglio era Giulio Andreotti , l’attuale leader di Sud chiama Nord aveva appena compiuto 18 anni e – come ricorda lui stesso nella sua interminabile, logorroica e asfissiante biografia – era stato eletto consigliere comunale a Fiumedinisi.
– Inizia la sua carriera politica all’età di 18 anni, eletto consigliere comunale del suo paese tra le liste della Democrazia Cristiana (DC) . – A 22 anni viene nominato assessore allo stesso comune. Prima della DC e poi del Centro Cristiano Democratico (CCD) di Pier Ferdinando Casini,
– Dopo aver perso le elezioni del 1998 per la nomina a sindaco di Fiumedinisi, si ricandida nel 2003, riuscendo questa volta a vincere. Verrà poi riconfermato sindaco nel 2008.
– Nel 2006 si candida all’Assemblea Regionale Siciliana eletto deputato con il Movimento per le Autonomie. Sempre tra le file dell’MpA viene rieletto anche alle successive regionali del 2008.
– Nel 2011 si dimette da sindaco di Fiumedinisi.
– Alle regionali siciliane del 2012 si candida alla Presidenza della regione, sostenuto dalla lista Rivoluzione Siciliana. Ottiene l’1,23% dei voti, restando anche escluso dall’ARS.
Si candida quindi come sindaco di Santa Teresa di Riva (ME), vincendo al primo turno e rimanendo in carica fino al 2017.
– Nel 2017, con il suo movimento Sicilia Vera, si accorda con l’Unione di Centro. Ritorna deputato all’ARS nelle liste dell’UdC, ma il 20 dicembre lascia quel partito e aderisce al Gruppo misto.
– Nell’aprile del 2017 la sua candidatura a sindaco di Messina per le elezioni comunali del 2018 a capo di una coalizione di sei liste civiche di centro, benché nessuna delle liste che lo appoggiavano abbia ricevuto alcun seggio.
FATEVI QUALCHE DOMANDA E DATEVI LA RISPOSTA.
– Il 30 ottobre 2018 rassegna le dimissioni da deputato regionale per mantenere la carica di sindaco di Messina. Il suo seggio viene assegnato lo stesso giorno a Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva e secondo degli eletti nella lista dell’UdC nel collegio di Messina, che, come De Luca, si era iscritto al gruppo misto.
– Alle elezioni europee del 2019 stringe un accordo con Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè.
– A ottobre 2021, in occasione dell’assemblea di Sicilia Vera, annuncia che l’anno seguente si candiderà alla presidenza della Regione Siciliana, sfidando il presidente uscente Nello Musumeci.
– Il 25 gennaio 2022 rassegna le dimissioni da sindaco di Messina –
– Nelle successive elezioni amministrative di giugno 2022 a Messina sostiene il candidato di Sicilia Vera Federico Basile. Suona e canta serenate sotto i balconi, si narra che potrebbe stringere accordi con Teodoro Obiang Nguema, Robert Mugabe, Omar Al Bashir, Isaias Afewerki.
– Il 13 luglio 2022 viene eletto Presidente del Consiglio comunale di Messina
– Il 27 giugno 2022 fonda il movimento Sud chiama Nord assumendone il ruolo di coordinatore, mentre segretario diviene l’europarlamentare Dino Giarrusso, ex Movimento 5 Stelle.
Alle elezioni politiche anticipate del 2022 si candida al Senato, con il suo movimento, nel collegio uninominale Sicilia 4 (Catania); alle regionali in Sicilia dello stesso giorno è uno dei sei candidati alla presidenza. Nell’uninominale al Senato arriva terzo con il 14,44% dei consensi (contro il 36,4% di Nello Musumeci), con il suo partito che elegge due parlamentari all’uninominale, mentre alle regionali siciliane arriva secondo dietro a Renato Schifani.
– A gennaio 2023 annuncia la sua candidatura a sindaco di Taormina sostenuto dall’ex deputato Carmelo Lo Monte, e viene eletto sindaco del comune taorminese
– Agli inizi di agosto annuncia la sua candidatura al collegio uninominale Lombardia – 06 (Monza) per il Senato della Repubblica E’ memorabile la frase del leader di Sud chiama Nord: “Noi non saremo il taxi per dare la possibilità di riciclarsi e fare i Farisei della politica». Lui pero’ i partiti li usa come Taxi, della serie: “C’è chi può e chi non può: io può”. Cettu chi ci voli curaggiu. Ma ancora c’e’ qualcuno che crede alle sue promesse e alle sue dirette?
