Da Milazzo una storia “luciferina”

Da Milazzo una storia “luciferina”

Da Milazzo una storia “luciferina” di Giovanni Frazzica

La Fondazione “Barone Giuseppe Lucifero di S. Nicolò” è stata istituita per volontà della Baronessa Maria Lucifero, in forza di testamento olografo del 30/6/1956, in esecuzione al volere del proprio padre Barone Giuseppe Lucifero di S. Nicolò, al cui nome è stato intitolato l’Ente. Organo di governo della Fondazione, con poteri deliberativi, è il Consiglio di Amministrazione, che dura in carica cinque anni ed è composto da cinque membri così designati: dall’Arcivescovo di Messina, dall’Assessore Regionale alla Famiglia,  dal Presidente della Corte di Appello di Messina, dal Provveditore agli Studi di Messina e dal Comune di Milazzo. Le designazioni effettuate dagli organi preposti non creano alcun vincolo giuridico con i membri designati, che rappresentano solo ed esclusivamente la Fondazione, con la quale hanno un rapporto di immedesimazione organica. Il Consiglio esercita funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, assegna le risorse necessarie per la gestione e verifica la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.Il precedente Consiglio di Amministrazione, ha cessato le sue funzioni, per scadenza naturale dell’incarico in data 15 agosto 2017. Nelle more della ricostituzione sono stati nominati, per nove mesi non consecutivi, due Commissari Straordinari Regionali nominati dall’Assessorato alla Famiglia (Fabrizio Impastato e Claudio Di Francesco), con oneri a carico della Fondazione.Con D.A. n.12/GA del 5/2/2020, trasmesso all’Ente con nota prot.n.4808 del 12/2/2020, acquisita il 13/2/2020, il predetto organo ordinario è stato ricostituito con solo quattro dei membri dallo statuto contemplati, per assenza di uno dei componenti già nominati ed essendo in corso di perfezionamento il decreto di nomina del quinto membro designato dalla Curia Arcivescovile di Messina.In data 4/3/2020 si è atteso all’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione nelle persone di: Gioacchino Puglisi, designato dall’Assessore Regionale della Famiglia; Franco Scicolone, designato dal Sindaco del Comune di Milazzo; Delfina Guidaldi, designata dal Provveditorato degli Studi di Messina; Francesco Marullo di Condojanni, designato dal Presidente della Corte d’Appello di Messina; Francesco Iannucci Francesco, designato dallaCuria Arcivescovile di Messina. Il CdA è statocomposto nella sua interezza dal 24/6/2020. Da quelmomento il Consigliere Scicolone, desideroso di dare il contributo della sua esperienza maturata in diversi campi di attività amministrativa, politica e sociale, cerca di fare una ricognizione sulle diverse attività in essere dell’Ente, per cui richiede diversi documenti. Lucia Lombardo, la segretaria dell’Ipab che gestisce da anni la Fondazione Lucifero, manifesta segni di insofferenza rispetto agli atteggiamenti del Consigliere Scicolone che, essendo stato anche consigliere comunale di Milazzo, procede con lo stile dell’attività ispettiva, delle interrogazioni e dell’accesso agli atti. Ragion per cui la d.ssa Lucia Lombardo, avrebbe colto l’occasione del rinnovo dei vertici dell’Amministrazione comunale di Milazzo per scrivere al nuovo sindaco, Pippo Midili e, per conoscenza, all’Assessorato regionale alla Famiglia, chiedendo di procedere alla designazione di un nuovo componente dell’organo in rappresentanza del Comune. L’interpretazione che dà la Segretaria per argomentare la sua iniziativa è che la designazione, a suo tempo fatta dal sindaco Formica, avrebbe natura fiduciaria, quindi, secondo la “legge dello spoils system”, dovrebbe essere “immediatamente” rimosso e sostituito. Ma in realtà le cose non stanno così, perché lo Spoils System non è una Legge, ma è un semplice meccanismo in forza del quale gli alti dirigenti della pubblica amministrazione ricoprono il loro incarico solo finché resta in carica il soggetto politico che ha vinto le elezioni e vengono “destituiti” al momento in cui cessa il suo mandato, ovviamente con le dovute eccezioni. Caso ben diverso da quello di un amministratore designato che deve svolgere un mandato in assoluta indipendenza per tutta la durata dell’incarico. Costituiscono esempio per analogia i vertici di Eni, Enel, Poste Italiane etc., sopravvissuti al cambio di diversi governi e rinnovati recentemente sol perché era scaduto il loro mandato. Da qui si evince che quello che si sta verificando a Milazzo potrebbe essere un errore politico di chi politica non è tenuto a fare. Anche perché è inimmaginabile che un sindaco nuovo di zecca possa accettare, in una situazione del genere, l’offerta di designare un suo rappresentante a cui affidare il compito di demolire il lavoro iniziato da un consigliere designato da un sindaco di centro-sinistra. Anche perché, se ci fosse anche una pur minima anomalia, passerebbe il messaggio che l’uomo del sindaco Midili interviene per insabbiare e questo non sarebbe ne tollerabile ne conveniente. Ed allora c’è da chiedersi perché tanto zelo nell’andare ultra petita? Forse perché nel breve lasso di tempo in cui Franco Scicolone, esperto di contabilità, è andato a leggere con una certa attenzione le carte ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere? Ma soprattutto, considerate le sue metodiche “investigative”, potrebbe in futuro vedere qualcos’altro? Certamente è da ammirare lo spirito materno-protettivo, se si vuole vedere da questa angolazione visuale, con cui si vuole allontanare il Consigliere Scicolone dalla fonte del pericolo, perché se da “uomo che sapeva abbastanza” diventa “uomo che sapeva troppo”, come nei migliori film americani, rischia di essere estromesso, anche se lo statuto prevede chiaramente che la durata del mandato è di cinque anni. Sembrerebbero esserci gli ingredienti per fare immaginare la punta di un iceberg e che sotto possano esserci interessi consolidati nel tempo, cose che il Barone Lucifero non avrebbe voluto sentire. C’è tuttavia da dire, concludendo il nostro commento su questa singolare vicenda, che il Consigliere Scicolone, per quel che ci è dato di sapere, non è un agente segreto del pool mani pulite infiltrato nella Fondazione per fare scoppiare uno scandalo nell’interesse dei comunisti cinesi e non c’è dubbio che, se dovesse restare, essendo un noto gentiluomo, si presenterebbe al prossimo CdA con un mazzo di rose per la Segretaria.

  • tratto dal settimanale I VESPRI
  • nella foto il Consigliere Franco Scicolone

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