Contrasti in una Taormina di Nuovi Argonauti
TAORMINA Contrasti in una Taormina di Nuovi **Argonauti** di Pippo Manuli
In una stagione segnata dall’ascesa di un efficientismo spietato, i nuovi “argonauti” del Nisi hanno issato il vessillo di un progresso senza anima. Eppure, in questo mare di fredda efficienza, Taormina si è elevata come faro culturale con il TAOBUK “Identità” 2024, l’unico grande evento dell’anno che ha saputo infondere calore e vita nella cittadina.
Per cinque giorni, Taormina è stata l’epicentro di un terremoto culturale, ospitando illustri figure nei campi dello scibile e delle arti. Gli eventi si sono susseguiti con un ritmo frenetico, da **Palazzo Corvaia** al **Duca di S. Stefano**, dalla storica **piazza IX Aprile** al sacro **S. Domenico**, fino al **Diodoro** e alla chiusura nel maestoso **Teatro Greco Romano**, sotto l’egida di Tucidide. Il tutto magistralmente orchestrato da **Antonella Ferrara**, la Musa di questo evento straordinario.
In netto contrasto con questa celebrazione dell’identità e della memoria, si staglia l’attività socio-culturale dei nuovi argonauti. L’utilizzo smodato degli immobili storici, come la chiesa di S. Sebastiano, trasformata da biblioteca custode di incunaboli e tomi preziosi in sala espositiva per artisti emergenti, ha sollevato interrogativi. Il Corso Umberto, un tempo cuore pulsante della storia, oggi si trova invaso da artisti di strada, venditori ambulanti e performance che, pur nella loro bravura, sembrano ridurre l’arte a mero intrattenimento commerciale.
Questo scenario ha portato a risultati “risibili”, un’affresco che ricorda le pagine di Victor Hugo ne “I Miserabili”. Taormina, ora più che mai, necessita di una classe politica e dirigenziale attenta e lungimirante, capace di proteggere non solo l’identità tangibile della città ma anche quella immateriale della memoria. È essenziale salvaguardare il territorio rimasto e regolamentare le attività commerciali per evitare che l’anima di Taormina si disperda in un mare di risultati “miserevoli”.
I nuovi argonauti, pur non essendo i responsabili originari di questo stato di cose, sono contestati per aver agito in continuità con il passato, aggravando il “disastro” anziché rimuverlo. TAOBUK 2024 si pone quindi come un monito e un invito a riflettere su come vogliamo che la nostra cultura viva e respiri in un mondo che cambia rapidamente.
Pippo Manuli cittadino e Repubblicano
