CONTINUITA’ TERRITORIALE PER LE PERSONE A RIDOTTA MOBILITA’

CONTINUITA’ TERRITORIALE PER LE PERSONE A RIDOTTA MOBILITA’

PETIZIONE

CONTINUITA’ TERRITORIALE PER LE PERSONE A RIDOTTA MOBILITA’

PREMESSA:

Il decreto n. 52/2005 definisce persona a ridotta mobilità – PRM – chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali, quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna i bambini piccoli.

Il REGOLAMENTO (CE) N. 1371/2007 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 ottobre 2007 relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, garantendo la piena fruizione del trasporto ferroviario, disciplina norme di accesso non discriminatorie applicabili al trasporto di persone con disabilità e di persone a mobilità ridotta, garantendo loro accessibilità, assistenza, protezione, sicurezza e informazione.

RFI, società del gruppo FS a cui è stata affidata la responsabilità dell’assistenza delle PRM in stazione per la salita/discesa dai treni, mette a disposizione dei viaggiatori con disabilità e a ridotta mobilità servizi di assistenza in un circuito di 300 stazioni. Di queste 18 sono in Sicilia.

Al Regolamento (CE) N. 1371/2007, relativo al trasporto ferroviario, si è aggiunto in corso d’opera il Regolamento Europeo 1177/2010 (modificando il regolamento (CE) n. 2006/2004) relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare. In un’isola come la Sicilia, questi due regolamenti sarebbero un combinato disposto necessario ed efficace per garantire alle PRM oltre al diritto alla mobilità quello alla continuità territoriale.

CONSIDERATO che la continuità territoriale è garantita pienamente, a tutti i passeggeri, senza applicare la c.d. rottura di carico, solo dai treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia (IC/ICN) che progressivamente sono stati drasticamente cancellati negli ultimi 20 anni.

OSSERVATO che In alcune stazioni sono state abbattute le barriere architettoniche per rendere indipendenti e autonome le PRM che intendono usufruire del trasporto ferroviario. È indispensabile offrire loro la stessa libertà di movimento e accesso al trasporto ferroviario rispetto agli altri passeggeri. Contrariamente si configurerebbe una discriminazione basata sulla disabilità ai sensi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata con legge 18/09. I servizi di assistenza, disciplinati dai succitati Regolamenti, offrono concretamente la possibilità di accedere ai treni, ad es., soprattutto laddove le barriere architettoniche non sono state abbattute. Nondimeno ogni PRM ha una sua specificità, ed il servizio di assistenza diviene talvolta essenziale per offrire piena libertà d’accesso. Autonomia ed assistenza della PRM sono pertanto due principi cardini antidiscriminatori.

REGISTRATO che, contro l’esigenza dei servizi di trasporti integrati soprattutto per le caratteristiche della Sicilia, Bluferries e Trenitalia, pur essendo società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, non hanno, sorprendentemente, alcuna integrazione tariffaria causando non pochi problemi all’utenza, soprattutto alle PRM per le quali diventa complicato raggiungere la stazione ferroviaria o il molo.

RISCONTRATO che, se per un passeggero con un biglietto ad esempio dalla Sicilia alla Calabria (Intercity esclusi), senza alcun problema di orientamento e deambulazione, non è particolarmente semplice, dopo la discesa obbligatoria a Messina, compiere un tratto pedonale di circa 600 metri per arrivare all’approdo mezzi veloci Bluferries; per una PRM, tale ipotesi di percorso, per altro non in sicurezza, rappresenta il discrimine per affrontare, o no, un viaggio oltre lo Stretto.  Va da sé che il problema si presenta con le medesime caratteristiche anche a Villa San Giovanni e a Reggio Calabria.

PER TALI MOTIVI, garantendo il diritto alla continuità territoriale senza discriminazione alcuna e nel rispetto del principio inderogabile dell’autonomia delle persone a ridotta mobilità, CHIEDIAMO l’allestimento di percorsi e la predisposizione di servizi di assistenza che consentano di percorrere il tratto che intercorre tra le stazioni ferroviarie a le banchine di approdo per i mezzi veloci, in piena sicurezza.  

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