Come cambia Messina dopo la sentenza su De Luca
Come cambia Messina dopo la sentenza su De Luca di Giovanni Frazzica
La sentenza della Corte d’Appello di Messina che, agli effetti pratici, diventa assolutoria per il sindaco di Messina, apre, una fase nuova nella vita politica e amministrativa della Città dello Stretto. Occorre infatti non dimenticare che l’eventuale accoglimento della richiesta di quattro anni e quattro mesi di reclusione per Cateno De Luca avrebbe avuto conseguenze disastrose per la sua carriera e ricadute pesanti per il proseguimento dell’iter amministrativo. Così non è stato e tutti coloro che si muovevano col freno a mano tirato, in attesa della decisione dei giudici, adesso devono rimettere il piede sull’acceleratore e cercare di recuperare il tempo perduto. Una prima lucida riflessione la offre Gaetano Gennaro, capogruppo Pd, che sul caso De Luca dice: “Le sentenze non si commentano, in un Paese civile si può solo prendere atto del loro contenuto. Si commentano da sé, invece, le parole rivolte da De Luca alla magistratura per scusare le sue pregresse ingiustificate accuse rivolte a tale istituzione e ai suoi massimi esponenti cittadini. Le scuse pronunciate oggi sono evidentemente tardive. Un gesto doveroso che, però, andava fatto molto tempo prima, anche per dimostrare ai cittadini che nelle istituzioni democratiche bisogna credere sempre e non solo quando le vicende prendono una piega a sé favorevole. Qualora ce ne fosse bisogno, il passaggio giudiziario odierno sgombra definitivamente il campo dai fantasmi della teoria del “complotto”, più volte richiamata da De Luca per ragioni di convenienza politica che nulla hanno a che vedere con la giustizia e con il diritto di difesa. Spero per Messina che le vicende personali di De Luca non condizionino più la vita amministrativa dell’Ente di cui è a capo e mi auguro, altresì, che si possa finalmente aprire una nuova fase per la città nella quale sia protagonista la politica del fare e non più quella dello storytelling tramite i social”. Graziella Lombardo, già direttrice del settimanale “centonove”, oggi direttore responsabile di “messinatoday”, interviene nella conversazione dicendo: “Per me De Luce è stato un positivo elemento di rottura nella decennale situazione stagnante di palazzo Zanca. Non vedo elementi di novità tra il prima e il dopo sentenza, perché il sindaco ha sempre continuato a lavorare e, se aveva delle preoccupazioni, le ha tenute celate. Se gli oppositori hanno frenato, ora devono riprendere il pieno ritmo. Tuttavia, per essere perfettamente serena, non vorrei dover citare questa frase: Quando Dio vuole punirti, esaudisce o tuoi desideri. Che significa? Che pur nella valutazione positiva, per grandi linee, dell’operato di De Luca, non posso non registrare alcuni eccessi, di cui si è reso protagonista, che deturpano la sua immagine”. Angela Rizzo, Dirigente regionale di CittadinanzAttiva, presente a Messina soprattutto nel settore dei Servizi Sociali, dice: “Per la città di Messina e per i messinesi, l’assoluzione in appello del Sindaco De Luca è potenzialmente una ottima opportunità. Il sindaco potrebbe, con la mente finalmente sgombra da pensieri e impicci, dedicarsi alla nostra città mettendo a disposizione tutte le sue fino ad ora solo autoriferite capacità taumaturgiche (io il sindaco lo so fare). E’ chiaro che questo è un mio auspicio, vista l’esuberanza verbale e l’inconcludenza dimostrata fino ad oggi, ma, come dicevano i latini, “Spes ultima dea”. Abbiamo visto spesso un sindaco contro la Citta’ di Messina, benevolo solo con i suoi seguaci, affannato a collocarli, in vari CdA, in qualita’ di esperti ecc. ecc. Abbiamo registrato lunghe assenze per campagne elettorali europee o perché, giustamente, preparasse la sua difesa processuale, lasciando una citta’, per lunghi periodi alla deriva. Mi auguro che da oggi metta al primo posto veramente i bisogni della collettività messinese, dando più spazio al merito e meno campo all’attenzione di quella fascia territoriale da cui proviene”. “E’ chiaro che le sentenze non vanno commentate, tra l’altro non intendo mettere in discussione l’operato della magistratura, poiché credo nelle istituzioni e nella giustizia italiana. – afferma il Consigliere comunale pentastellato Paolo Mangano – Non ho mai sperato in una sentenza di condanna, nonostante De Luca, sia senza ombra di dubbio, un mio avversario politico, il confronto va sviluppato in Consiglio comunale dove sono opposizione. I temi e i dibattiti politici che affronto hanno lo scopo di essere alternativa all’azione politico-amministrativa di questa amministrazione che fino ad oggi ha solo divulgato l’idea di saper gestire una città come Messina, ma di fatto ha conseguito scarsi risultati. La realtà è ben diversa da quella propagandata dal Sindaco. Tutti i settori vitali del Comune sono nell’occhio del ciclone a partire dai servizi sociali, passando per le case popolari, la nettezza urbana, finendo all’instabilità amministrativa di un’Azienda trasporti vittima di una liquidazione più complessa del previsto. In questo momento la decadenza del Sindaco avrebbe bloccato i lavori di un Consiglio Comunale che, nonostante la frammentazione e le diversità, sta lavorando con senso di responsabilità mettendo in campo tutte le misure volte a ristabilire il riequilibrio finanziario di una gestione allegra”. Giacomo Caci, Coordinatore cittadino di FI, esprime questa valutazione: ”In un tempo in cui abbiamo assistito al fallimento del sovranismo e del populismo, Cateno De Luca resta pur sempre un uomo espressione della politica tradizionale e che ha fatto riferimento al centro-destra ed anche alle ultime europee ha sostenuto, con efficacia, una candidatura all’interno della lista di FI. Per questo penso che, se recupera ulteriori spazi di serenità, si possono creare le condizioni per una nuova stagione in cui prevalga il dialogo”. Sulla Sentenza della Corte D’Appello di Messina riferita al Sindaco De Luca interviene ancheil docente universitario Maurizio Ballistreri, già deputato regionale. L’ex parlamentare, profondo conoscitore delle dinamiche politiche e sociali che attraversano tutti gli ambiti cittadini, ritiene che dopo la sentenza della Corte d’Appello di Messina relativa al sindaco De Luca, si deve superare senza indugi la fase di endemica conflittualità, politica e sociale, che ha segnato l’inizio del suo mandato. La città di Messina, affetta da una crisi economica ed occupazionale davvero pesante, ha bisogno di dialogo e di scelte condivise, per una diversa prospettiva. E quindi riprende la politica, anche con le inevitabili attività di contrasto. Il metodo De Luca “per dichiarare il sovrannumero dei dirigenti” al Comune non piace alla Fp Cgil, che gli ha chiesto di “non sovrapporre le proprie necessità di gestione mediatica della macchina amministrativa alle norme e tutele che disciplinano il rapporto di lavoro dei dipendenti di una pubblica amministrazione”. In questi giorni la Cgil, per dare slancio alla propria azione sul territorio ha invitato a Messina Maurizio Landini, il Segretario nazionale. Su altro fronte qualcuno ha fatto arrivare in città le Jene, con grande soddisfazione della Presidente della Commissione per i Servizi Sociali, Cristina Cannistrà, che spera in tal modo di potere avere una forte spinta esterna per la soluzione dell’annoso problema della compartecipazione alle spese che grava sui soggetti disabili. Assolto dal Tribunale, ora De Luca dovrà ricominciare a confrontarsi con una politica che ha finalmente capito che a palazzo Piacentini non ci sta la fata Turchina che risolve le crisi cittadine con la bacchetta magica del Ministero di Grazia e Giustizia.
- tratto dal settimanale I VESPRI
- nella foto Graziella Lombardo
