CittadinanzAttiva: Uniti contro la violenza sulle donne

CittadinanzAttiva: Uniti contro la violenza sulle donne

CittadinanzAttiva: Uniti contro la violenza sulle donne

Convegno organizzato dal dr. Concetto Trifiòò, Segretario regionale di CittadinanzAttiva Sicilia su un tema che riveste ancora drammatica attualità e che ha riscosso una notevole e sentita partecipazione. Hanno onorato l’iniziativa portando un “saluto istituzionale” il Sindaco di Messina, Federico Basile, e l’Assessore ai Servizi Sociali Alessandra Calafiore. L’Assessore regionale alla Famiglia, Nuccia Albano, impossibilitata ad intervenire personalmente, ha inviato una lunga lettera con cui ha voluto manifestare il suo interesse per l’evento. Centrale la relazione di Carmen Currò, Presidente del Cedav, che tra l’altro ha detto: “Molte delle donne che ogni tre giorni vengono uccise in Italia dai loro ex mariti o compagni, avevano denunciato maltrattamenti, episodi di stalking ed altri reati collegati, ed alcune avevano già concluso una separazione legale o era ancora in corso. I numeri sul femminicidio ogni anno variano di poco palesando una strage che non si riesce ad arrestare. Tutte le donne uccise sono state vittime di uomini che non accettavano il loro percorso di autonomia, che non si rassegnavano ad una separazione, il più delle volte, resasi indispensabile per interrompere la spirale della violenza domestica in atto. I figli  sono stati per la donna la molla più grande per assumere la decisione grave e difficile di allontanarsi dal maltrattante. Tutte le campagne di prevenzione e contrasto della violenza raccomandano di rivolgersi senza indugio alle forze dell’ordine e di denunciare al più presto, di rivolgersi ai centri antiviolenza, supportando la donna nel percorso di fuoriuscita. Poiché non è il primo caso in cui, nonostante la donna abbia denunciato, sia stata uccisa, corre l’obbligo di puntualizzare alcune questioni:  a) Non sempre e con facilità, una donna che denuncia viene creduta dagli inquirenti; spesso le prove sono costituite solo dal suo racconto. Un reato che si consuma dentro le mura domestiche a volte non è noto ai parenti o agli amici. b) L’esperienza racconta che può capitare che l’atteggiamento delle forze dell’ordine non sia sempre di ascolto e di accoglienza anche negli ultimi anni passi avanti ne sono stati fatti rispetto all’approccio esistente sino ad alcuni anni fa. Sono stati realizzati dai governi dell’ultimo decennio investimenti in termini di formazione del personale di polizia sull’approccio ai reati di violenza, soprattutto dopo la legge sullo Stalking del 2009 e la legge 119 del 2013, e ciò ha portato a soluzioni positive molte vicende. c) È ancora evidente, purtroppo, la scarsa consapevolezza del sistema istituzionale socio-sanitario, attraverso il coinvolgimento pieno dei soggetti che a vario titolo sul territorio lavorano per contrastare e prevenire la violenza sulle donne. d) La convenzione di Istanbul, ratificata dal Parlamento nel giugno 2013, che ha introdotto principi giuridici, di metodologia e di approccio innovativi ed imprescindibili per i governi, ancora non è divenuta punto di riferimento effettivo delle azioni di contrasto.  e) L’approccio sulla violenza, che ancora vige per la maggior parte dei casi, nelle pur numerose iniziative che vengono proposte quotidianamente, tanto che si è anche parlato di “argomento di moda”, è o propagandistico o demagogico-strumentale a fini politici, avulso dal sistema delle azioni che in Italia, da anni, vengono poste in essere dai Centri donna antiviolenza. A seguire gli interventi dell’avv. Cristina Ponzio, di Nino Quartarone e della funzionaria della Questura di Messina Antonietta Curtolillo, che ha sottolineato l’importanza della prevenzione, che talvolta porta ad adottare anche l’Ammonimento del Questore come iniziativa per fermare sul nascere eventuali cattive intenzioni. Smeralda Passari, seconda funzionaria di polizia intervenuta, si è soffermata sul profilo psicologico del maltrattante, spesso affetto da narcisismo, errato senso del possesso e malcelata invidia per i livelli di autonomia della compagna. Prima dei numerosi interventi degli studenti del Maurolico, che hanno rivolto domande ai relatori, ha preso la parola Giovanni Frazzica, responsabile del Tdm Messina Nord, che ha voluto ricordare la figura di Franca Viola, una ragazza che negli anni 60, col suo gesto di ribellione nei confronti del suo rapitore e aguzzino, ha posto fine alla stagione del Matrimonio Riparatore (art. 544 c.p.) e, conseguentemente, al delitto d’onore. Un vero pilastro nella storia dell’emancipazione femminile italiana.

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