CittadinanzAttiva, 2013 Osp. Militare per 2° Tribunale

CittadinanzAttiva, 2013 Osp. Militare per 2° Tribunale

CittadinanzAttiva, sin dal 2013 ha suggerito il sito dell’ex Ospedale Militare per il 2° Tribunale.

Il prologo al nostro Statuto testualmente recita “Dovunque un essere umano si trovi in situazioni di soggezione, sofferenza e alienazione e queste situazioni siano imputabili a responsabilità individuali, sociali, organizzative, istituzionali o culturali, CittadinanzAttiva interviene in sua difesa, senza distinzioni di razza, nazionalità, condizione sociale, sesso, età, religione, appartenenza politica e stato giuridico, e agisce nei confronti di qualsiasi soggetto, sia di diritto pubblico che di diritto privato, anche attraverso attività di conciliazione e mediazione sociale, azioni di tutela diretta o con iniziative dirette all’affermazione di un nuovo diritto.” Quindi è nostro obbligo statutario, ma soprattutto di coscienza, intervenire, sempre e comunque, quando si realizzano tali condizioni. Quindi siamo accanto al cittadino, inabile ed in stato di bisogno, quando chiede che gli venga garantito quanto previsto dalla Costituzione (Art. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.) ed al cittadino magistrato
od avvocato, che per garantire un servizio essenziale alla collettività accetta di lavorare in ambienti insalubri o poco sicuri (Art. 32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività). A maggior ragione quando questo avviene per precise ben individuabili responsabilità. A tal proposito è opportuno significare che l’Amministrazione Accorinti, quasi a fine mandato, aveva siglato un protocollo d’intesa col Ministero della Difesa per la realizzazione del 2° Tribunale presso il sito dell’ex Ospedale Militare, come del resto da noi suggerito sin dal 2013. L’Amministrazione De Luca, lungi dal volersi muoversi nel solco di una strada certa, già avviata e condivisa, nell’operare lungo il crinale dell’esplorazione di nuove ipotesi, nella migliore delle ipotesi rischia di far tempo a danno degli operatori e degli addetti ai lavori del sistema giustizia. Credendo nello stato di diritto, e cercando di attuare al meglio la nostra azione di conciliazione e mediazione sociale ci siamo rivolti al Presidente della Regione (14 febbraio u.s.) ed al Sindaco della città (7 febbraio u.s.) senza, a tutt’oggi, ricevere risposta alcuna. Questo ovviamente non ci fermerà ed in mancanza di urgenti
esaustive risposte, alle problematiche che abbiamo sollevato, saremo costretti, per tutelare concretamente i diritti dei cittadini, ad attivare tutti gli strumenti che la legge consente.

I COORDINATORI

Giovanni Frazzica – Nino Quartarone – Angela Rizzo

Messina, 22 febbraio 2020

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