Cavaleri: “Spalle al mare”, fatti degli ultimi 20 anni
“Spalle al mare”: nel libro di Cavaleri fatti e personaggi degli ultimi 20 anni Prefazione di Pietrangelo Buttafuoco
L’incontro all’Università con Cuzzocrea, Moschella e i direttori dei tre quotidiani siciliani
Il racconto di alcuni fatti che hanno segnato l’ultimo ventennio, una riflessione sui passaggi essenziali socio-politici per capire cosa è cambiato o se nulla c’è di mutevole in quest’Isola beatamente appagata dalla Natura: tutto questo e altre curiosità inedite in “Spalle al mare” il nuovo libro di Mario Primo Cavaleri che, nel sottotitolo, specifica e definisce il periodo “1998-2018: Messina e la Sicilia travolte dal solito destino”. (il libro è in vendita nelle librerie Feltrinelli e Bonanzinga).
La presentazione nell’aula magna dell’Università ha offerto al numeroso pubblico un momento di confronto con il coinvolgimento del prorettore vicario Giovanni Moschella e, per la prima volta insieme, dei tre direttori dei quotidiani siciliani (Alessandro Notarstefano di Gazzetta del Sud, Marco Romano del Giornale di Sicilia, Antonello Piraneo de La Sicilia) oltre all’ex presidente della Regione Giuseppe Campione. L’incontro, aperto dal saluto del rettore Salvatore Cuzzocrea, è stato di alto profilo per i temi trattati e soprattutto per la chiarezza dell’eloquio che ha reso ancor più gradevole e stimolante l’approccio ai vari aspetti trattati: arretratezza dell’Isola che eppure vanta un patrimonio storico architettonico monumentale unico, con il maggior numero di siti Unesco; incapacità della classe politica dimostrata a più riprese nel corso dei decenni fino a svuotare di significato la stessa autonomia speciale statutaria; indifferenza al protrarsi di un declino che segna ormai un divario incolmabile con le regioni migliori d’Europa e ci colloca agli ultimi posti. Ciò, per quanto riguarda la Sicilia, cui si aggiungono le occasioni mancate per la Città dello Stretto che non ha saputo cogliere al volo opportunità che pure si sono presentate, a cominciare da quella imperdonabile di rinunciare ad appropriarsi dell’area militare della Cittadella nel 1998.
Cavaleri introduce la sua analisi partendo da due giganteschi avvenimenti che nel Dopoguerra ci hanno visti primeggiare nella ribalta nazionale e inter nationes: il primo, la specialità dello Statuto siciliano, decretata settantadue anni fa, nel 1946, quando ancora la Repubblica non esisteva; il secondo, l’evento che nel giugno 1955 vide riuniti nella Città dello Stretto sei ministri degli esteri del Vecchio Continente per dar vita al Mercato comune europeo. Momenti il cui germoglio prenunziava frutti fecondi. Nell’incrociare il destino, l’Isola e Messina non hanno colto l’attimo, la dimensione, così i decenni sono trascorsi nell’inaridimento.
Pietrangelo Buttafuoco nella prefazione scrive: “Non è l’azzurro mare d’agosto a travolgere il destino di Sicilia. Mario Primo Cavaleri – firma tra le più smaglianti in tema di analisi della realtà – confeziona in un libro l’argomento cardine di una sfida irrisolta: quella tra lo spirito critico e le famose cose per come stanno.” Ed ecco che tutto dura troppo poco, tutto è nel niente: sia il Mercato comune europeo per come fu, sia il G7 e persino l’elicottero di Bill Gates.
L’analisi politica di Cavaleri si accompagna alla ricostruzione di alcuni fatti significativi, come l’inaugurazione della Messina-Palermo o il decreto di ammainabandiera a Marisicilia firmato dal ministro Antonio Martino, la conurbazione nell’area dello Stretto e naturalmente il Ponte, l’approdo di Tremestieri. Ma pure curiosità, con protagonisti come Danielle Mitterand, Nello Musumeci, Vittorio Sgarbi, fino a riflessioni sulla Giustizia e sull’emigrazione.
“Spalle al mare” è in vendita già nelle librerie Bonanzinga e Feltrinelli di Messina e sarà oggetto di dibattito in altri incontri programmati all’Ordine dei medici, al Circolo tennis e vela, alla Motonautica; nella seconda metà di giugno sarà presentato a Palermo (villa Malfitano); a luglio a Milazzo e Capo d’Orlando; in autunno a Roma e Bruxelles.
