Cateno De Luca scende in campo
Ed intanto De Luca presenta ulteriori esposti al Consiglio Superiore della
Magistratura, al Procuratore Generale Cassazione ed al Ministro della Giustizia per
attivare l’azione ispettiva nei confronti del Tribunale di Messina e disciplinare nei
confronti del Presidente del Collegio, Mario Samperi, di un altro componente del
collegio, Valeria Curatolo, e del procuratore generale Vincenzo Barbaro. Sugli incendi
afferma “Amministrazione incapace !”. “Non sono nato per stare nei parlamenti ma per stare in trincea e lavorare per cambiare
concretamente il nostro tessuto socio economico applicando le sane regole del buon
governo delle municipalità e garantendo un radicale ricambio generazionale della
politica siciliana imposto con la forza dirompente e popolare proveniente dal
territorio”. Così ha esordito Cateno De Luca all’inizio della conferenza stampa per
ufficializzare l’avvio di una lunga campagna elettorale per la conquista di palazzo Zanca
che si concluderà a maggio 2018 durante un’affollata conferenza stampa al ritrovo “La
dolce vita” di piazza Duomo. De Luca ha spiegato che saranno costituiti 500 comitati
per “De Luca sindaco di Messina” e saranno svolti oltre 1000 incontri su tutto il
territorio cittadino con la popolazione e con gli ordini professionali, associazioni, ed
istituzioni pubbliche. “Dopo le ottime esperienze maturate come sindaco di Fiumedinisi
e Santa Teresa di Riva desidero proseguire la mia missione di Sindaco nella principale
comunità che ritengo strategica per rendere protagonista la Sicilia orientale e che allo
stato attuale non è solo male amministrata, ma anzi è senza alcuna guida politica
amministrativa degna di questo nome”. “Non mi appartengono e non condivido – prosegue De Luca –
le autocandidature non suffragata da elementi di concreta
praticabilità e quindi affiderò esclusivamente ai Messinesi, e non alle segrete stanze dei
salotti del potere, il compito di decidere se io possa essere all’altezza di svolgere il ruolo di Sindaco lanciando un vero
e proprio referendum di gradimento in occasione delle
prossime elezioni regionali del 5 novembre che utilizzerò quale incontestabile e
democratico strumento per verificare senza se e senza ma la credibilità della mia
proposta di candidatura a Sindaco. Avvierò fin da subito un lungo confronto e dibattito
con la gente, le associazioni, gli ordini professionali e le forza produttive sulle maggiori
criticità che tengono sotto scacco Messina fornendo nel contempo le relative soluzioni e
sfidando l’intera classe politica al confronto sul merito delle mie proposte e strategie
amministrative per riconsegnare al meritato splendore la città di Messina. Se alle
prossime elezioni regionali almeno il dieci per cento della popolazione avente diritto al
voto scriverà De Luca, cioè 20.000 volte De Luca, allora vuol dire che io sono stato
individuato quale credibile candidato a Sindaco di Messina ed il 5 novembre notte ci
sarà anche una autorevole ed incontestabile asseverazione della mia candidatura
definitiva a Sindaco e la consequenziale dimissione dal Parlamento Siciliano”. Ed ai
giornalisti che hanno chiesto lo stato dell’arte dell’ultimo procedimento giudiziario che
riguarda De Luca, dopo gli altri 15 già chiusi a suo favore, ha risposto il professor Carlo
Taormina in diretta telefonica da Roma: “Il 13 luglio la Suprema Corte di Cassazione si
pronuncerà definitivamente sull’istanza di rimessione per lo spostamento dell’ultimo
processo che riguarda Cateno De Luca da Messina a Reggio Calabria. Comunque, se il
processo rimarrà a Messina l’ 11 settembre De Luca sarà sicuramente condannato per
presunti reati, tra l’altro già prescritti, sui quali dovrà ritornarci la Suprema Corte per
ristabilire ulteriormente nel Tribunale di Messina la corretta applicazione delle norme
penali. Oggi siamo rimasti bloccati a Roma perché impegnati per il deposito degli
ulteriori esposti che stiamo presentando al Consiglio Superiore della Magistratura, al
Procuratore Generale Cassazione ed al Ministro della Giustizia per attivare l’azione
ispettiva nei confronti del Tribunale di Messina e disciplinare nei confronti del
Presidente del Collegio, Mario Samperi, di un altro componente del collegio, Valeria
Curatolo, e al procuratore generale Vincenzo Barbaro per la totale assenza di terzietà
più volte comprovata da certi collegamenti ambientali che sono emersi durante il
dibattimento e che li hanno resi incompatibili con l’ultimo processo di De Luca” .
In merito agli incendi che in questi giorni circondano la città di Messina De Luca è stato
molto chiaro: “I Sindaci entro il mese di aprile devono emettere ordinanza nei confronti
dei proprietari dei terreni, sia essi privati che pubblici, per imporre l’immediata
scerbatura e scongiurare il fenomeno di incendi sostituendosi, scaduto il termine
assegnato, ai trasgressori mediante una diretta azione di pulitura con spese a carico dei
proprietari dei terreni in questione. Evidentemente l’amministrazione comunale ha ritenuto di non esercitare i poteri di massima autorità locale di protezione civile che
avrebbe evitato di assistere a questo scempio ed alla messa in pericolo della pubblica incolumità”.
