Bobo Craxi inaugura la sezione Psi di Barcellona
INAUGURAZIONE SEDE SOCIALISTI E CONVEGNO “Bettino Craxi: l’altra parte della storia”
Inaugurazione della sede. Il Partito Socialista Italiano ha una nuova sede di sezione a Barcellona Pozzo di Gotto. La sede è in via Roma 119, nel cuore della città del Longano, di fronte al Villino Liberty, sede di molte iniziative a carattere culturale. All’inaugurazione della sezione, intitolata a Bettino Craxi, ha presenziato il figlio Bobo, da sempre impegnato in una serie di visite per l’Italia per sostenere la diffusione dell’idea socialista praticamente scomparsa dalla scena politica italiana dopo Mani Pulite. Dopo l’inaugurazione si è svolto, presso l’auditorium del Parco Urbano Maggiore La Rosa, un convegno dal titolo “Bettino Craxi: l’altra parte della storia”.
Al convegno sono intervenuti, nell’ordine: Felice Mancuso, il quale ha inizialmente chiesto ai presenti un minuto di silenzio per la strage di Mestre di ieri, nella quale hanno perso la vita ventuno turisti che viaggiavano sul bus caduto dal cavalcavia. Poi Mancuso ha parlato della necessità di rilanciare i valori del socialismo, declinati in particolare nei temi della sanità e del lavoro. Amedeo Gitto, il quale ha parlato in particolare di alcuni ricordi personali con Bettino Craxi. Gitto ha ricordato come il leader socialista morto in Tunisia fosse orientato alla realizzazione del Ponte sullo stretto. Cosimo Recupero invece si è attenuto di più al tema del convegno. Il suo intervento è stato incentrato sulla necessità di rivedere la storia politica degli anni di Mani Pulite. Recupero ha spiegato che, fino a quando la narrazione sarà quella di un Craxi e di un PSI dediti alla collazione di finanziamenti illeciti per i socialisti sarà difficile risalire la china perché gli elettori continueranno a decidere sulla base di quella verità raccontata solo a metà. Per confermare il suo ragionamento Recupero ha fatto con i presenti un breve gioco. Iniziando a parlare di un non meglio precisato uomo che stampava e distribuiva documenti falsi ha chiesto agli astanti di dare la loro opinione su come ci si dovrebbe comportare con un soggetto così. Poi ha continuato a raccontare quel fatto iniziale aggiungendo sempre più informazioni, fino a scoprire che quell’uomo era Gino Bartali che distribuiva documenti falsi dopo l’invasione nazifascista per permettere agli ebrei di sfuggire alle retate delle SS. Tutto questo per dimostrare che anche per Craxi, i socialisti, e per tutti i grandi partiti della Prima Repubblica la storia è stata raccontata solo in parte. E l’altra parte della storia, quella che è stata omessa, è proprio quella da senso alle vicende giudiziarie di quegli anni. E’ vero, ha detto Recupero, che Craxi ed i socialisti hanno percepito finanziamenti irregolari ed illegali. Lo stesso Craxi lo ha detto in parlamento per ben due volte ed in diverse interviste da Hammamet. Ciò che non è stato detto è che fine hanno fatto quei finanziamenti che, nel caso dei socialisti, finivano prevalentemente al sostegno di cause libertarie in giro per il mondo. Recupero dice di averne contate almeno diciassette. Ed il sostegno a tutte queste cause libertarie avrebbe permesso a Craxi, una volta che le dittature fossero state rovesciate, di diventare punto di riferimento di numerosi regimi democratici in giro per il mondo. E tutto questo era inaccettabile agli occhi di quanti stavano costruendo un nuovo ordine mondiale basate sul neoliberismo in economia. Recupero ha poi concluso il proprio intervento citando due magistrati del pool di mani pulite i quali, di recente, hanno dichiarato che Craxi non si era mai arricchito personalmente (Gerardo D’Ambrosio) e che è stato un errore distruggere il mondo di prima per ritrovarsi in quello di oggi (Francesco Saverio Borrelli). Maurizio Ballistreri ha parlato della necessità di socialismo più che di socialisti. Per il professore messinese è necessario riunire sotto una sola casa tutti i socialisti sparsi sotto varie sigle. Ballistreri, citando Orwell, ha detto che in questo tentativo di riunificazione nessuno deve sentirsi “più uguale degli altri” ovvero pretendere di avere un diritto di primogenitura sui valori e la storia del socialismo. Ballistreri ha anche criticato il PD che, da erede del PCI, è addivenuto ad altri lidi politici ed ideali, essendo ormai diventato il garante delle politiche neoliberiste guidate dalla finanza internazionale. In ultimo è intervenuto Bobo Craxi, il quale ha confermato la necessità di avere più socialismo nella politica italiana. Craxi ha fatto un excursus storico molto lungo ed articolato, sottolineando che il padre si era sempre battuto per l’autonomia del PSI dal PCI, cosa sulla quale Nenni era più prudente. Craxi ha stigmatizzato come l’Italia, con l’attuale governo, si sia avviata verso una condizione di litigio e tensione permanente nei confronti di tanti governi, compresi quelli con i quali dovremmo avere relazioni più strette. Tutto questo, anziché dare autonomia al paese, ci ha costretti ad un livello di fragilità e dipendenza dagli altri mai visto prima. Dipendenza sul piano energetico, della difesa, economico…Poi Craxi ha parlato anche della cancel culture, ovvero la tendenza di cancellare le culture, le identità, le specificità dei popoli e delle persone. Ha anche sottolineato come suo padre, ed i socialisti in generale, nonostante la persecuzione giudiziaria e mediatica cui sono sottoposti da trent’anni a questa parte, siano comunque citati settimanalmente nel dibattito politico italiano. Ha rilevato anche come l’Italia sia l’unico grande paese europeo nel quale i socialisti non abbiano un loro grande partito. Questo concetto è stato anche ribadito da Mimmo Nania, ex senatore del MSI e di AN. Hanno infine dato un contributo al dibattito anche l’ex governatore della regione Lazio, Sebastiano Montali, ed il direttore di mondonuovo, Giovanni Frazzica.
