Barcellona, scoppia la “tempesta perfetta” di Giovanni Frazzica
A Barcellona, roccaforte dell’on. Calderone, scoppia la “tempesta perfetta” di Giovanni Frazzica
Ci sono tutti i requisiti per cui Barcellona possa essere considerata il sito di una “tempesta politica perfetta” che trova nel suo sindaco il parafulmine naturale. Oltre a dover fronteggiare quotidianamente l’opposizione consiliare, da qualche tempo l’avv. Pinuccio Calabrò, sindaco della città del Longano, ha dovuto fare i conti con una incursione del sindaco metropolitano Cateno De Luca e col fuoco amico del suo leader, l’on. Tommaso Calderone. Calabrò, per resistere al tentativo di De Luca, che dopo l’inaugurazione farsa del ponte di Calderà, voleva portare lo spettacolo nel Consiglio comunale, ha risposto con una lettera. Il primo cittadino barcellonese ha declinato l’invito ribadendo di aver esposto la sua posizione sull’argomento in una sua conferenza stampa, ma si è dichiarato disponibile a partecipare ad un tavolo tecnico istituzionale per risolvere le criticità ed aprire al più presto ed in sicurezza il ponte sul torrente Longano a Calderà. Questo il testo della lettera: “Sig. Sindaco metropolitano, La ringrazio per l’invito alla conferenza stampa che intende convocare presso la sede del mio Comune il prossimo 5 novembre per discutere del ponte di Calderà, Le assicuro che ho già trasmesso la Sua richiesta al Presidente del Consiglio Comunale. Le significo, tuttavia, che tutto ciò che avevo da dire sulla questione l’ho manifestato pubblicamente nella mia conferenza stampa i cui contenuti indubbiamente sono conosciuti anche da Lei. D’altra parte, al di là delle asserzioni di ciascuno, le dinamiche degli eventi sono inconfutabilmente comprovate da atti e fatti evidenti. Declino, dunque, il Suo invito, giacché non intendo alimentare, mio malgrado, alcuna polemica, estranea al confronto istituzionale e funzionale, al più, a finalità di mera propaganda, ad alimentare contrapposizioni di fazione e certamente non in grado di arrecare utilità alcuna all’interesse generale della comunità. Sono intimamente convinto che le risposte che la Politica è chiamata a dare ai cittadini vadano trovate in una seria programmazione e nella più efficiente utilizzazione delle risorse all’interno della cornice disegnata dalla legge, nelle sedi istituzionali – e non in pubbliche piazze ad uso di “tifoserie” più o meno interessate – nel rispetto dei percorsi disegnati dal Legislatore. Nel caso in cui i lavori dovessero risultare ultimati (a tutt’oggi si riscontra la presenza di maestranze al lavoro in cantiere) e ne ricorrano le condizioni di legge, indicare a questa stazione appaltante gli adempimenti di competenza”. Stante ciò e nella certezza che condividiamo l’esigenza percepita di consegnare nei tempi più brevi ai cittadini di Barcellona e del comprensorio un’opera che, a conclusione di un percorso compiuto, sia pienamente funzionale e munita di ogni requisito, in special modo di quelli attinenti alla sicurezza, rinnovo la disponibilità dell’Ente a partecipare ad un tavolo tecnico istituzionale che sia momento di proficuo confronto e di fattuale sinergia utile ad assicurare l’operatività dell’infrastruttura nei tempi più celeri. Il sindaco”. Relativamente alla terza pressione che grava sull’avv. Calabrò, alimentata dal soffio dell’on. Tommaso Calderone, il potente capogruppo di FI all’Ars, leader incontrastato del partito azzurro a Barcellona. A determinare questa frizione tra sindaco e leader pare vi sia la richiesta pressante di sostituzione dell’Assessore ai Servizi sociali Roberto Molino, che non riscuote più il gradimento del capo corrente del partito di Berlusconi. Pronto a sottolineare questa spaccatura il Partito socialista Italiano di Barcellona che dice di rimanere attonito dopo quanto avvenuto in Consiglio Comunale dove, alla riunione per la discussione del bilancio previsionale del Comune per il triennio 2021-2023, l’intero gruppo consiliare di Forza Italia ha disertato la seduta. “Tale comportamento è, ad opinione dei socialisti, – si legge in una nota diffusa dal partito guidato dal Segretario cittadino Cosimo Recupero – inqualificabile. Di fronte alle criticità derivanti da un bilancio sostanzialmente bocciato dal collegio dei revisori, con lo spettro di una dichiarazione di dissesto ormai quasi inevitabile e con le conseguenze che questo dissesto potrebbe avere sulla gestione dell’Ente i consiglieri di FI non si sentono investiti della responsabilità di presenziare in aula per discutere e votare l’importante documento contabile. Il PSI si chiede chi sia l’ispiratore di tale “fuga” anche se è possibile immaginarlo. E si chiede anche quali siano le motivazioni reali di tale scelta. Il PSI si augura che l’assenza non sia stata, come sussurra qualcuno, strumentale per costringere il Sindaco Calabrò a revocare qualche assessore e fare spazio a qualcun altro, la qual cosa rappresenterebbe un vero e proprio insulto alla cittadinanza tutta. Ma anche se non fossero queste le motivazioni, il PSI non ravvisa alcun motivo valido per il quale un intero gruppo consiliare non si senta in dovere di partecipare ad una seduta così importante, anche in considerazione del fatto che detto gruppo fa capo all’On. Tommaso Calderone che, del sindaco Calabrò, è stato il maggiore sponsor al tempo della designazione del candidato sindaco della coalizione di centrodestra. Chi ha fortemente voluto questa amministrazione, quindi, adesso fugge a gambe levate di fronte alle responsabilità abbandonando il sindaco e l’intera città al proprio destino. I socialisti invitano la cittadinanza tutta a riflettere seriamente ed a valutare tali comportamenti con rigore, anche in vista delle competizioni elettorali che ci attendono”. In prospettiva di una eventuale escalation delle turbolenze, incrementate dall’arrivo delle prossime elezioni regionali, si potrebbe scoprire che i nervi di Calabrò non sono d’acciaio.
- tratto dal settimanale I VESPRI
