Barcellona, Mamì vince nel Pd e sfida Torre e Calabrò
La località dove si è sviluppata la massima vivacità politica negli ultimi giorni è stata la città di Barcellona. Il Pd barcellonese quest’anno, per vivacizzare un quadro politico che a sinistra appariva alquanto sonnolento ha organizzato le primarie. Evento partito quasi in sordina alla luce dei risultati può di diventare una manifestazione di riferimento per la comunità politica messinese. I candidati erano il commercialista Antonio Mamì e gli avvocati David Bongiovanni e Paolo Pino. La prima giornata si era chiusa con 1657 votanti, domenica, favorita dalla bella giornata di sole, ha fatto raddoppiare il numero dei votanti, tra la gente c’è voglia di esprimersi, di partecipare. Certo le critiche non sono mancate e la mancata partecipazione in prima persona di Maria Teresa Collica e di Cosimo Recupero, i veri pesi massimi della sinistra barcellonese, è stata forse la riprova che l’organizzazione dell’evento non era stata realizzata alla perfezione. Tuttavia gli alti numeri finali assicurano la riuscita del test, appena chiusi i seggi i risultati sarebbero andati infatti “troppo” meglio del previsto 2726 votanti ed hanno espresso un vincitore: Antonio Mamì, sostenuto da Città Aperta. Questo il risultato finale: Antonio Mami: 1197; David Bongiovanni 776 voti; Paolo Pino 739 voti. Antonio Mamì, noto commercialista di Barcellona che, alla luce di questo notevole risultato dovrebbe fare il candidato sindaco del centrosinistra, ha rilasciato al nostro giornale questa dichiarazione: ”Le primarie del centrosinistra a Barcellona hanno rappresentato un momento non solo di partecipazione democratica, ma anche un’occasione di risveglio per i tanti elettori che non si riconoscono nel modo di amministrare dell’attuale centrodestra cittadino. La mia affermazione – continua Mamì – è l’affermazione dei tanti che hanno lavorato a questo risultato, dei partiti, dei movimenti, dei singoli volontari che hanno animato l’evento. Adesso inizia una campagna elettorale che deve essere campagna di verità, atta a smascherare un tentativo dell’attuale amministrazione di ripresentarsi cambiando pelle, ma anche una campagna che spieghi con sincerità ciò che può e deve essere fatto e ciò che il disastro finanziario dell’ente non consente. Da domani inizia questo percorso, forti dei tanti che ci hanno dato mandato di andare avanti”. Diverso invece il pianeta centrodestra barcellonese per molto tempo avvolto in una coltre di mistero. Dopo l’ultimatum posto più volte dalle componenti che si erano aggregate intorno all’on. Pino Galluzzo sia stato rinviato più volte e l’inizio di un anomalo negoziato a più voci sulla spartizione di assessorati che qualcuno aveva definito “mercatino delle vacche”, pare che si sia tornati finalmente alla politica. Questo il documento emanato al termine di una definitiva riunione degli esponenti della nuova Alleanza che era stata più volte rinviata proprio per favorire il dialogo: “Nonostante i molteplici tentativi di individuare un percorso di condivisione rispetto alla scelta del candidato Sindaco della Città di Barcellona Pozzo di Gotto, appare evidente come, sino a questo momento, questi tentativi non siano serviti ad avviare un processo di auspicato dialogo con tutte le forze politiche di centro-destra. La decisione degli esponenti locali di Lega e Forza Italia di designare aprioristicamente un candidato Sindaco, senza alcuna preventiva consultazione di tutte quelle componenti della medesima coalizione che hanno a cuore le sorti della Città e che intendono far prevalere l’interesse dei cittadini su qualsivoglia “gioco di potere”, non ha certamente incentivato quel confronto che più volte avevamo chiesto. Un confronto che doveva essere finalizzato alla designazione di un unico candidato di coalizione. Ma un candidato scelto in maniera condivisa, sulla base di idee comuni, di programmi e di progetti da attuare. Abbiamo, invece, assistito ad un gioco di potere, ad una scelta “imposta” e ci troviamo davanti ad un modus operandi che ben poco si allinea con quello che dovrebbe essere il fine precipuo di queste elezioni: la tutela dell’interesse della Città. E per quanto detto, pur rimanendo salda la convinzione che l’unità della coalizione avrebbe dovuto essere il primo punto di partenza di questa campagna elettorale, riteniamo che non ci siano più le condizioni per risanare una spaccatura determinata da chi ha voluto utilizzare metodi che nulla hanno a che fare con la democrazia. Siamo convinti che la città debba essere rappresentata da una figura moderata, umile, determinata e preparata, che sia espressione dei valori e dei principi a cui la buona politica deve ispirarsi. Fdi, Diventerà bellissima, Barcellona futura, Noi giovani, Lista Quartieri, Ora Sicilia, Idea Sicilia-autonomisti e altre componenti civiche che intendono portare avanti questo percorso in maniera democratica individuano nell’Avv. Ilenia Torre la figura adatta per la guida della Città del Longano. Una giovane professionista che riflette quei principi di equilibrio, moderazione e responsabilità che devono rappresentare una delle principali basi della buona politica. Una figura che ha già dimostrato sul campo, anche nella sua precedente esperienza amministrativa, le sue spiccate doti sia professionali e umane. Affianco alla candidatura dell’avvocato Ilenia Torre ci saranno sette liste al Consiglio Comunale, rappresentative di tutte le forze politiche, sociali e culturali che compongono la coalizione”. Questa rottura è stata realizzata in un momento in cui i maggiori protagonisti di FI sulla piazza barcellonese, l’on. avv. Tommaso Calderone e l’avv. Pinuccio Calabrò, erano probabilmente impegnati come professionisti ad assistere alcuni dei 59 arrestati per associazione mafiosa che erano sottoposti ad interrogatorio. Quindi quella trattativa tra i vari tronconi del centro destra barcellonese non sarebbe stata seguita con sufficiente attenzione e, pare che, si sarebbe aperto anche un fronte interno da parte di Sarino Catalfamo, padre del capogruppo della Lega all’Ars Antonio Catalfamo, che avrebbe realizzato che l’accordo, così come si andava profilando, penalizzava esclusivamente suo figlio. Anche a Milazzo le cose non vanno benissimo per il centrodestra, anche se i coordinatori di FI per la provincia di Messina, l’assessore regionale Bernardette Grasso e l’on. Tommaso Calderone, per semplificare il quadro politico, hanno deciso di sostenere il sindaco civico Lorenzo Italiano e, come Vicesindaco, Damiano Maisano della Lega. “Forza Italia conferma anche in questo caso quanto nel corso del tavolo che ha visti riuniti tutti i rappresentanti della coalizione di centrodestra si auspicava, ovvero l’unità. Il nostro è un auspicio per un progetto inclusivo, in cui tutti i partiti di centrodestra possano riunirsi sotto un’unica coalizione, sia a Milazzo che a Barcellona”. Tuttavia altre componenti del centro destra sostengono Midili sindaco e Franco Cusumano, che ha organizzato 3 liste, sta dialogando con le civiche milazzesi al di fuori dei partiti.
- anteprima tratto dal settimanale I VESPRI
