Barcellona, il Consiglio per l’Ospedale: inutile passerella
Barcellona, il Consiglio comunale straordinario per l’Ospedale: una inutile passerella
Che il consiglio comunale straordinario sull’ospedale di Barcellona sarebbe stato solamente un’ulteriore
passerella all’insegna del nulla era già ampiamente prevedibile ma a ciò si è aggiunta anche una vetrina di
falsità e di racconti lontani da quella che è e che è stata la cronaca degli eventi.
Messi alle strette dalle evidenze , deputati di maggioranza regionale che hanno avuto un ruolo predominante nelle vicenda, non hanno potuto far altro che che ammettere il fallimento di un’ASP, come se cosi facendo, si potessero liberare dalle enormi responsabilità che hanno avuto nel determinare la macelleria sanitaria nella quale i poveri cittadini adesso si trovano ad avere a che fare. Quel che dà veramente fastidio a chi ha vissuto quella situazione ed a chi ha pagato sulla propria pelle la non omologazione alla volonta’ politica e gestionale ( la cosiddetta massificazione) è la non assunzione di responsabilità da parte invece di chi ne ha molta, la mancanza di idee e di ipotesi di soluzioni.
Oltre che il tentativo maldestro e patetico dello scaricabarile su figure nominate e difese fino ad ieri in
una sorta di corporativismo trasversale. A sentire qualche deputato la chiusura del P.S. dell’Ospedale di
Barcellona è dovuto , sic et sempliciter, alla carenza di medici, che vale per tutti, all’insegna del motto “ mal comune mezzo gaudio”, non tenendo presente però che fino al mese di giugno 2020 la struttura, anche se covid, disponeva di medici ed infermieri sufficienti. Si dimentica anche la continua spoliazione cui è stato sottoposto il “Sant’Andrea” , particolarmente in quei settori complementari ed essenziali ad un’area di emergenza – urgenza per cui, anche se per assurdo, si trovassero medici di P.S., non si potrebbe ugualmente ripartire per la carenza di quei servizi collaterali.
Nessuno dei deputati di maggioranza né tanto meno il presidente della commissione sanità ha avuto
la decenza di citare ciò che da tempo rappresenta il cancro della sanità. E cioè quel peso politico, già di per se inappropriato ed a volte manifestato anche in maniera poco elegante , tanto per usare un eufemismo, come le ultime vicende giudiziarie riportate dalla stampa ci ricordano, che determina nomi ,incarichi e funzioni all’insegna dell’appartenenza al partito od al deputato di riferimento , invece che ragionare su criteri di competenza e di meritocrazia.
Se la sanità in provincia di Messina è allo sbando ciò non è dovuto alla volontà divina ma è la logica ed
inevitabile conseguenza di scelte politiche e gestionali, che hanno inquinato ed infiltrato un ambiente,
dove l’unica missione dovrebbe essere produrre e garantire salute e null’altro. PAOLO CALABRO
