Asse Barcellona-Washington di Cosimo Recupero
Asse Barcellona-Washington di Cosimo Recupero
C’è un filo sottile che unisce la nostra Barcellona con la capitale Washington. L’accostamento sarebbe a dir poco azzardato, almeno in tempi normali. Ma questi non sono tempi normali. Nel giorno dell’Epifania le televisioni di tutto il mondo hanno mandato in onda uno spettacolo tanto squallido quanto terribile.
L’assalto squadrista al Campidoglio, sede di entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti, ha preoccupato molti osservatori e politici in tutto il mondo, perché quella che si autodefinisce la culla della democrazia non aveva mai assistito ad uno spettacolo simile. Ma la cosa più grave è che quanto avvenuto a Washington non è il tentativo di rovesciamento di un governo considerato illegittimo da parte di turbe di affamati. La guerriglia scatenata ieri dentro, e non fuori, il palazzo più importante degli Stati Uniti nasce da un segnale convenuto che il presidente in carica Donald Trump ha lanciato ai suoi mentecatti sostenitori, guidati peraltro da un italo-americano che risponde al nome di Jake Angeli (il cornuto della foto). “Stand back and stand by” aveva pronunciato Trump qualche settimana fa in un comizio. “State indietro ma state pronti” è la traduzione letterale. Pronti a cosa? A rovesciare il neoeletto presidente Biden, evidentemente.
Insomma, una cosa inaudita. Un tentativo di rovesciamento dell’ordine costituito partorito da una mente instabile che non riesce a riconoscere la sconfitta elettorale, nonostante l’abissale distacco di voti, sette milioni, confermato da tutti i tribunali a cui lo staff del presidente si è rivolto e dalla maggior parte dei repubblicani che, probabilmente, hanno più interesse degli stessi democratici a sbarazzarsi di questo grottesco leader.
Ma cosa c’entra tutto questo con la più modesta Barcegotto che abbiamo evocato nel titolo?
A guardar bene, c’entra molto. L’accostamento che è saltato subito agli occhi è con quanto avvenuto qualche sera fa, durante il consiglio comunale, quando abbiamo assistito ad uno show della delegazione parlamentare all’ARS che ha tentato di far credere alla città che è tutto a posto e che chi critica mentirebbe, sapendo di mentire. Uno spettacolo culminato poi con l’espulsione della consigliera Melangela Scolaro, colpevole del gravissimo reato di lesa maestà per il solo fatto di avere detto ciò che pensava e che, nel caso specifico, non era una sua opinione, sempre contrapponibile ad un’altra, ma la cruda realtà di una città allo sbando.
In questa vicenda, come in quella americana, fatte le debite proporzioni, la cosa che salta all’occhio è la assoluta mancanza di idee e valori della destra contemporanea. Salvini e Meloni, come Trump, non hanno in mente niente di buono per il paese. Al massimo, qualche reminiscenza nostalgica, come la difesa di una famiglia tradizionale che loro, nelle loro vite, hanno distrutto, o la difesa di una fede e di un Dio nei quali non credono affatto, se non come strumento di propaganda. La destra nazionale e mondiale è accomunata da questa perdita di identità alla quale suppliscono con il più squallido stile fascista, quello dell’odio, dell’arroganza e di una propaganda che vuole imporre una verità utile al potere ma che stride fortemente con quanto è sotto gli occhi di tutti. Ed è questa la similitudine che corre lungo l’asse Barcellona-Washington.
