ASP Me: esiste o non esiste? di Danilo Salvati
ASP Messina: esiste o non esiste?
Ci scrive un lettore per segnalare una vicenda, una delle tante, degne del terzo mondo, cui ci ha abituati la burocrazia messinese.
Telefonato all’Ufficio protesi di una Azienda Sanitaria dell’Emilia Romagna, viene informato che, essendo anagraficamente residente nel messinese, deve rivolgere la sua richiesta all’Azienda Sanitaria di quel luogo.
Fra chiamata, risposta e colloquio impiega circa tre minuti.
Telefona allora all’ASP di Messina.
Effettua una media di 4/5 telefonate per ognuno dei seguenti numeri, 090 365 25 17, 0903652512, 0903652510, 0903653594, 0903651, quindi circa trenta telefonate nell’arco di tre ore. Riprova nei giorni successivi. Invano.
Riesce a parlare solo con tre impiegati i quali riferiscono di non essere in grado di dare alcuna informazione. Per tutte le ulteriori decine e decine di telefonate non riceve risposta.
Ricorda pure che l’ultima volta che aveva dovuto prenotare un esame, circa sei anni addietro – prima di andare via dalla Sicilia, aveva impiegato sei mesi e il giorno dell’esame è dovuto rimanere in ospedale tutta la mattinata per un accertamento che richiede circa 15 minuti.
A quanto pare, da allora –dice – nulla è cambiato.
Gran parte di messinesi continua ad assistere indifferente, salvo a svegliarsi improvvisamente quando questo sistema provoca conseguenze gravi, anche letali qualche volta.
Una minoranza assiste indignata, pressoché impotente, stritolata dal sistema.
Buona parte della politica, soprattutto quella fatta dai più incapaci e incompetenti non ha interesse a far migliorare le cose. Sono molti i cittadini che si rivolgono al politicante che la vulgata ritiene in grado di mediare fra il bisogno del malato e la disorganizzazione amministrativa, e verso cui, neanche a dirlo, si sentono poi in dovere di ricambiare con il voto.
Il nostro amico lettore Pensa allora di richiamare l’Ufficio protesi della città emiliana che, in pochissimi minuti fra chiamata, risposta e colloquio, gli suggerisce di cambiare la residenza anagrafica.
Si aggiunge così un tassello che lo allontana dalla sua Sicilia.
E si chiude il cerchio: dati Istat riferiscono che negli ultimi anni il tasso di abbandono dei siciliani è dell’ordine di decine di migliaia all’anno. Previsioni statistiche indicano che entro il 2050 la popolazione si sarà ridotta di un terzo. E poi …? Così continuando chi resterà in questa terra, amara, ma bellissima.
