Ascoli Piceno, ‘Silenzio di Piombo’ di Patrizia Zangla

Ascoli Piceno, ‘Silenzio di Piombo’ di Patrizia  Zangla

SILENZIO DI PIOMBO DI PATRIZIA ZANGLA PRESENTATO A ASCOLI PICENO

Ascoli Piceno, si è tenuta alla Libreria Rinascita la presentazione di “Silenzio di piombo” di Patrizia Zangla. Un pubblico numeroso e particolarmente coinvolto ha assistito all’evento -in contemporanea in diretta Facebook- organizzato da Eleonora e Giorgio, proprietari della Libreria Rinascita nel cuore dell’antica città marchigiana.

Silenzio di piombo, libro attualissimo dai molteplici contenuti inediti, copre un vuoto nel panorama editoriale proponendo una documentata rilettura della storia del terrorismo rosso dal 1968 al 1988 che ripercorre l’intera storia politica della Prima Repubblica anche attraverso le sue correlazioni internazionali e con interessanti ricadute nell’attualità.

Un incontro particolarmente interessante che ha visto la partecipazione di Massimo Battisaldo e Nazario Agostini.

Battisaldo, ex terrorista, padre partigiano delle Brigate Matteotti, transitato dal Gruppo Gramsci alle Formazioni Comuniste Combattenti, vicine a Prima Linea, è arrestato nel maggio 1979 a 23 anni dal generale Dalla Chiesa. Accusato di banda armata, è uscito dal carcere nel 1989 e dal 1994 ha ottenuto i diritti civili e politici.

Agostini, penalista marchigiano molto noto in ambito nazionale.

In apertura la Zangla ha sottolineato la cifra del testo: “Sono entrata dentro la storia, nel presente narrativo della lotta armata, intersecando tre prospettive: dei terroristi -alcuni dei quali ho intervistato- dello Stato -attraverso l’enorme materiale archivistico e processuale- e della Storia, per penetrare nella parte più oscura, scabrosa e remota, spesso destinata a rimanere sconosciuta”.

“Mi rendo conto” -ha aggiunto –“si tratta di una storia complessa, pluri-intersecata da molteplici fattori, per questo non facile da esaminare. Rappresenta un rimosso collettivo, gli anni ’70 e ’80 rappresentano anche eventi traumatici della storia italiana, non rimarginati che hanno prodotto un oblio difensivo che ha una significativa ricaduta che ne comporta l’annullamento. Così, mentre la società ne ha preso le distanze perché storia luttuosa e con passaggi criminali, la rimozione complessiva ne pregiudica la conoscenza soprattutto da parte delle giovani generazioni che rischiano, non conoscendola nella sua realtà, di avere una visione ridotta e parziale di quegli anni”.

 “Una strada percorribile è pertanto seguire la rigorosa documentazione scientifica per far riaffiorare il tema a cui affiancare il contributo della memoria, ovvero la testimonianza di chi quegli anni gli ha vissuti e sofferti con successivi anni di carcere”.

Senza dimenticare che è una storia da esaminare anche in chiave giuridica come                        l’enorme mole documentale rivela, malgrado puntualizzi la Zangla “la verità giuridica non sempre e non per forza coincide con quella storica”.

Silenzio di piombo è un lavoro scientifico che dà precise e documentate risposte e, quando è impossibile rispondere per mancanza di dati certi, presenta vari quadri interpretativi e, in ultima analisi, invita a un serio esame di coscienza.

“Mente -ha detto Massimo Battisaldo – chi afferma che lo Stato abbia combattuto la lotta armata con metodi democratici”. Ha turbato la platea il suo racconto dei  sistemi di tortura psico-fisiche utilizzati dagli uomini dello Stato nei confronti di molti combattenti armati, delle violenze inflitte alle donne e delle torture subite da lui stesso. Fatti che trovano spazio in “Silenzio di piombo”, come ribadito dallo stesso Battisaldo.

La Zangla a riguardo ha sottolineato come e quanto il suo lavoro si sia anche occupato delle militanti e terroriste.

Lo sguardo femminile dell’Autrice percorre vent’anni di storia con pennellate di vita reale fino a raggiungere una cronaca in presa diretta -paragrafi: Ma cosa leggi? Ma cosa ascolti? Ma come ti vesti?-

“Ho indugiato” – ha detto la Zangla– come evidente nel sottotitolo del libro “sulle protagoniste che la maggioranza dei libri dimentica, scoprendo un’inedita ridefinizione dei compiti e l’attribuzione di ruoli da protagonista o coprotagonista a terroriste cui la narrazione aveva assegnato parti marginali o da gregari. Mi ha colpito il ritratto delle donne con compiti dirigenziali (Balzerani, Mantovani, Braghetti, Miglietta, Faranda, solo per citarne alcune), il racconto della caparbia determinazione con cui hanno abbracciato la lotta armata. Come mi hanno colpito -ha proseguito la Zangla le scelte di vita dei terroristi che passano da una condizione di normalità a una totalizzante clandestinità”. “Donne e uomini che hanno creduto in modo differente: chi da farne il centro della propria vita, tuttora irriducibili, chi per un’infatuazione o una passione accecante poi sconfessata, oggi dissociato o pentito”.

Analogamente l’avv. Nazario Agostini nel suo intervento ha più volte espresso ammirazione per l’autrice che “con il suo saggio aiuta la ricerca della verità senza fare sconti ai potenti e senza ricorrere al cattivo vezzo del politicamente corretto, raccontando la realtà senza pregiudizi ideologici”. “Solo così – ha infatti precisato l’avv. Agostini- si può fare luce sui fatti e salvaguardare la democrazia”.

L’autrice ha anche sottolineato come il libro consegni “un’enciclopedia del terrorismo rosso, corredata di Dati, statistiche e foto, che in Appendice curi le biografie di terroristi, nazionali e internazionali, le sigle delle organizzazioni terroristiche (anche le neofasciste), la strada finanziatrice delle formazioni terroriste ed è dunque la storia della lotta armata delle più piccole formazioni terroristiche alle più grandi (BR, principale organizzazione rivoluzionaria di cui si ridefinisce la mappatura dei covi in Italia, Autonomia e Prima Linea) – e delle relazioni fra gruppi armati anche internazionali, diventando la storia dell’Italia occulta”. Il testo “documenta infatti gli intrecci con personaggi rimasti sconosciuti, le vicende degli apparati dello Stato e degli apparati occulti,  le complicità e le coperture politiche e culturali e il ruolo della criminalità servente – Cosa nostra, N’drangheta, Banda della Magliana, Massoneria deviata, P2 intersecati con gli interessi delle potenze straniere”. La Zangla ha infatti sorpreso il lettore rivelando scenari inimmaginabili in cui stupefacente “è la freddezza di chi persegue la ragion di Stato e nitido è il ritratto del cinismo delle istituzioni, segnatamente al disinvolto comportamento di molti politici dei partiti di allora -Dc, Pci, Psi- affiancati ai volti di affaristi e uomini di confine, anche dello Stato. Una parte del volume è dedicata agli Omissis di Stato, i sigilli sulle verità”.

A questo riguardo in “Silenzio di piombo” si sostiene e si documenta la tesi che “il terrorismo rosso sia stato funzionale nell’equilibrio del Paese, lasciato agire in funzione di una stabilizzazione moderata”.

Riconosciuto “come il saggio più completo, caratterizzato da una scrittura adamantina, leggera come una piuma che all’improvviso cade pesante come una mannaia sulle responsabilità dei potenti – perché la storica Zangla è al servizio della verità, come emerge dalle sue ricerche- che ha un posto di rilievo, approfondito e critico, affascinante e inquietante su vent’anni di storia, sin  dall’ incipit sorprendente, perché la prospettiva dalla quale l’autrice avvia la narrazione è la fine di quelli che sono stati battezzati gli anni di piombo, cioè dal momento in cui le Brigate Rosse dichiarano chiusa la fase della lotta armata” (Cfr. Recensione dello storico, professore Saverio Di Bella).

Al saggio sono riconosciuti una pluralità di meriti: “Silenzio di piombo deve servire a promuovere

la conoscenza reale di un periodo complesso e violento, affinché i cittadini italiani possano rafforzare

la propria coscienza civile e la consapevolezza del fatto che, anche nei periodi più torbidi e macchiati

di sangue, la ragione critica può trovare la forza per resistere, reagire, vincere al di là dei prezzi

che vengono pagati. Il valore di un libro si coglie non solo per il contributo che dà alla conoscenza e

ai passi avanti che fa fare in direzione della verità, ma si coglie anche nelle sollecitazioni, nelle domande che suscita, nella volontà di continuare a ricercare nella consapevolezza che la verità viene ancora

oggi nascosta. Anche di questo dobbiamo ringraziare l’autrice” (Cfr. Recensione Di Bella)

Silenzio di piombo ha ricevuto  importanti riconoscimenti internazionali: Premio Nabokov e  primo premio al Premio Mario Luzi.

Diretta Facebook  https://www.facebook.com/LibreriaRinascita/videos/608935843656584

Breve profilo di Patrizia Zangla. Nata a San Candido (Bolzano), vive a Parma, ha vissuto molti anni a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), docente, storica-saggista, giornalista pubblicista. Specialista di Storia Contemporanea, attenta ai temi dei totalitarismi e della cultura di Genere. Molte le pubblicazioni accademiche. Responsabile dei Progetti Educativi del Centro Studi Chimici-Falcone, diretto da Saverio Di Bella (Università di Messina). Ha collaborato con La Gazzetta del Sud di Messina; ha realizzato mostre storiche internazionali. Con Leone (Milano) ha pubblicato: 1943-1945, l’Italia in camicia nera. Storia e costume dall’Italia fascista alla Resistenza (2014) acquisito dalla Biblioteca del Senato. A un figlio, amoroso  giglio, saggio storico-pedagogico (2015). I Neri e i Rossi, le trame segrete, 1964-1982, la strategia della tensione, le Brigate Rosse, il Caso Moro (2017) acquisito dall’Università di Toronto (Canada), il cui compendio è stato tradotto in lingua inglese. Molti i riconoscimenti, si segnalano: Premio Istituto di Cultura di Napoli, Primo Premio Franz Kafka (2016), Premio Firenze (2017), finalista al Premio Città di Como, Segnalazione al Premio Internazionale Mario Luzi 2019, Primo Premio Mario Luzi 2020, Premio Nabokov (2020). I volumi storici di Patrizia Zangla sono stati acquisiti da molte Università internazionali degli Stati Uniti, del Canada e dell’Europa. Fra gli Atenei figurano: Biblioteca Universitaria di Genova, Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna, Università degli Studi Roma Tre, Università Polo Pisano, Università Terre di Liguria, Università degli Studi di Cagliari, LUMSA – Libera Università Maria SS. Assunta, Università degli Studi di Messina, Università della Calabria, Università degli Studi di Sassari, Università di Siena, Università degli Studi di Napoli Federico II. Molti anche gli Atenei internazionali, in questo elenco figurano: Universitätsbibliothek Vienna, Alma Mater Rudolphina Vindoboneensis Vienna, Universiteit van Amsterdam (Olanda), Université de Grenoble Bibliothèque Univ. Droit-Lettres (Francia), Stanford University, Harvard University, Columbia University, New York University, University of California – Berkeley, University of Minnesota Libraries, University of Notre Dame, Brigham Young University, Duke University, Middlebury College Library, Texas Christian University, University of North Carolina, University of Manitoba (Canada), University of Toronto, Library of Congress e New York Public Library.

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