Per questo, il voto del maggio 2019 sarà particolarmente importante, perché non vedrà lo scontro tra partiti politici che, seppur con inclinazioni diverse, riconoscono la stessa Europa, ma tra due visioni stesse dell’Europa, una delle quali (quella della destra populista) prevede la fine stessa dell’Unione.

Alla vittoria di queste posizioni punta Steve Bannon che, non a caso, ha dato il via a una nuova organizzazione The Moviment, con sede a Bruxelles che si occuperà di  sondaggi, consigli sulla messaggistica, targeting dei dati e ricerca sui think tank. Cosa vuol dire? Tutto e niente, in realtà. Se non che probabilmente, si occuperà di fare rete tra i gruppi e gestire la propaganda (argomento quanto mai delicato e sempre sul filo dell’illegalità, in questi ultimi tempi).

“Tutti sono d’accordo sul fatto che le prossime elezioni del Parlamento europeo saranno estremamente importanti e saranno il vero primo confronto del continente tra il populismo e il partito di Davos. Sarà un momento estremamente importante per l’Europa”, ha rivelato Bannon al sito Daily Beast con parole che ricordano molto quelle pronunciate da Matteo Salvini a Pontida, quando aveva parlato di una Super Lega tra i partiti della destra populista di tutta Europa. “Il nazionalismo populista di destra – ha continuato Bannon – alla fine vincerà e avremo di nuovo dei singoli stati-nazione con le loro identità ed i loro confini.