Arisme: Alessia Giorgianni si dimette in polemica con Basile
Alessia Giorgianni si è dimessa dalla carica di Presidente di Arisme, l’Agenzia per Il risanamento partecipata del Comune. La scelta arriva dopo la maldestra polemica avviata dal sindaco Federico Basile che aveva avviato anche l’iter per revocarle il mandato in quanto l’avv. Giorgianni si era aumentata l’indennità. Questo provvedimento, attuato in autonomia, aveva fatto venire meno il rapporto fiduciario. Per questo Alessia Giorgianni ha deciso di rinunciare all’incarico diventato ormai ingestibile, tuttavia questo non significa rinunciare al confronto con Basile, partendo proprio dall’aumento delle sue indennità. “Spieghi ai cittadini – scrive l’avv. Giorgianni – perché il suo stipendio è aumentato del 50%, senza obbligo di legge, e perché gli altri non devono farlo”. Questa la nota di Alessia Giorgianni:
“Stamattina ho comunicato agli Organi sociali ed al Sindaco le mie dimissioni. Ho scritto al Sindaco di non aver per nulla apprezzato la spettacolarizzazione della vicenda. Ho aggiunto che il vero problema non poteva e non dovrebbe essere il compenso del Presidente dell’Agenzia per il risanamento. Piuttosto, il Primo Cittadino dovrebbe spiegare ai Cittadini perché, dopo aver aumentato (discrezionalmente e non per obbligo di legge) di quasi il 50% il suo stipendio, pretende che tutti gli altri debbano rinunciare. Due pesi e due misure. Ho svolto per un breve tempo l’incarico di Presidente in condizioni difficili e non ho percepito tre stipendi come accade in questo momento per il piú alto dirigente del Comune. Aspetto che il Sindaco faccia chiarezza. Da domani lo chiederò come Cittadina”. Basile non replica, forse ha parlato troppo all’inizio di questa vicenda. D’Alia tace, De Luca è assente, forse giustificato. Se tuttavia questo “incidente” ha anche un possibile risvolto politico, può trovare una via d’uscita in un senso unico: riconsegnare la presidenza dell’Arisme ad una personalità dell’Area che fa capo al sen. Gianpiero D’Alia. Altrimenti? Dicevano Bud Spencer e Terence Hill: altrimenti ci arrabbiamo.
