ANTILLO FOLK FEST, ha chiuso tra gli applausi la 1° edizione
ANTILLO FOLK FEST
Il “Grande Sud” del direttore artistico Mario Incudine, di Eugenio Bennato e di Peppe Servillo ha chiuso tra gli applausi la prima edizione dell’Antillo Folk Fest
Un successo la prima
edizione della kermesse musicale organizzata dall’amministrazione comunale di
Antillo, guidata dal sindaco Davide
Paratore, e diretta artisticamente dall’artista ennese
Antillo (Me), 12-13- 14 luglio 2019
E’ stata un successo la
prima edizione dell’Antillo Folk Fest, la tre giorni dedicata alla musica popolare organizzata
dall’amministrazione comunale di Antillo, guidata dal sindaco Davide
Paratore, e diretta artisticamente da Mario Incudine, il
poliedrico artista ennese (cantautore, attore e regista oltre che apprezzato
direttore artistico di eventi e teatri), che ha inteso promuove e
valorizzare la cultura popolare in tutte le sue forme d’arte, con
particolare riferimento ai canti e alle musiche tradizionali, mescolando
tradizione e innovazione.
La piccola comunità di Antillo, il più interno
dei comuni della Valle d’Agrò, sta puntando proprio sulle sue radici
storiche per costruire il futuro del paese, coltivando l’ambizione di far
diventare il borgo, la valle d’Agrò e i comuni del comprensorio jonico, una
delle tappe irrinunciabili dei nuovi percorsi turistici della provincia di
Messina e della Sicilia, facendo rivivere ai turisti le arti, i mestieri e le tradizioni di questa
comunità laboriosa, dedita alla lavorazione dei campi, all’allevamento e all’artigianato.
L’Antillo Folk Fest, nato con lo scopo di non
disperdere il patrimonio di conoscenze della valle dell’Agrò, in tre giorni, da
venerdì 12 a domenica 14 luglio, ha vissuto momenti evocativi come “A
pisatura” di venerdì in un’aia di contrada Grovata, ovvero la rappresentazione
della tradizionale trebbiatura ravvivata dai canti di Antonio Smiriglia,
con i Cantori di Galati Mamertino.
L’idea innovativa del direttore artistico Mario Incudine – che, sul palco di piazza Maria
SS. Della Provvidenza, ha rinnovato con il sindaco Davide Paratore
l’appuntamento con l’Antillo Folk Fest per il prossimo anno -, è stato il
contest che nella giornata di sabato ha dato la vittoria al cantautore
messinese Alessandro Capurro in arte Novo grazie al brano “Sulle spiagge di lei”. Capurro/Novo ha vinto la produzione
di un video-clip professionale e la produzione artistica e la registrazione di
un brano inedito, ed ha avuto il privilegio di
aprire il concerto della serata finale, il “Grande Sud” che ha visto insieme sul palco Mario
Incudine, Peppe Servillo ed Eugenio Bennato con la partecipazione straordinaria
della Banda Vincenzo Bellini di Antillo diretta dal M° Giuseppe Paratore. La giornata di domenica si era aperta con quella che doveva essere una
Colazione musicale e che si è sviluppata come una vera e propria festa,
iniziata con la che sfilata per le vie del paese dei Canterini
della Riviera Jonica – un gruppo di 120 elementi,
da 6 a 65 anni, coordinati da Francesco Famà – che hanno inondato di gioia e colore le strade di Antillo. Con loro
anche i messinesi CantuStrittu.
Grande Sud
Il Grande Sud è stato di casa ad Antillo. Grande Sud che abbraccia Sicilia e Campania grazie all’estro artistico di Mario Incudine, di Eugenio Bennato e di Peppe Servillo e che affronta il Mare Nostrum mediterraneo, da una sponda all’altra, senza un un’andata o un ritorno. Grande sud è l’orgoglio di fare musica che parte dal Sud Italia e che vuole affrontare il mondo. Due campani doc come il napoletano Bennato e il casertano Servillo e un siciliano verace come l’ennese Incudine hanno messo in comune repertorio, arte, ed esperienze per cantare l’anima popolare di due popoli mai come ora così vicini. E se “D’acqua e di rosi” di Incudine rende pop il cuore tarantato del Sud, “L’ultimu vespru” è una romanza in siciliano che è magnificata dalla banda musicale Vincenzo Bellini di Antillo, diretta dal maestro Giuseppe Paratore, presenza eccezionale per l’evento finale dell’Antillo Folk fest. Peppe Servillo sale sul palco per offire subito un po’ di napoletanità doc con due superclassici come “Canzone appassiunata” e “Core grammatico”. Incudine e Servillo vanno in campo neutro affrontando insieme lo straziante sentimento di “Amara terra mia”, brano della tradizione musicale abruzzese poi reso un brano culto da Mimmo Modugno.
E se il ritmo travolgente di “Salina” di Incudine ci ricorda che i mari sono stati sempre solcati da gente in cerca di vita vera, gli fa eco Eugenio bennato – affiancato da due fedelissimi, la corista e danzatrice garganica Sonia Totaro e dal chitarrista Ezio Lambiase – con tre perle del suo repertorio come “Ritmo di contrabbando”, “Grande Sud” e soprattutto “E Mediterraneo, sia”, per lui un vero è proprio manifesto politico-culturale della nuova identità mediterranea.
La sera scorre piacevole con il pubblico rapito da tanta arte sul palco, sfidando anche le bizze del meteo che ha spruzzato di pioggerellina gran parte del concerto. La direzione musicale del concerto è di Antonio Vasta, che si è alternato tra tastiere fisarmonica, mentre Antonio Putzu ha curato i fiati per sé e per tutto l’ensemble. Manfredi Tumminello ha suonato le chitarre, Emanuele Rinella la batteria, Pino Ricosta il contrabbasso, Santino Merrino dei CantuStrittu il tamburello.
La grande festa popolare ha riconosciuto il giusto plauso a Pippo Rinaldi in arte Kaballà, presidente della giuria del contest che riconosciuto il cantautore messinese Novo vincitore. Rinaldi, fra i primi negli Anni 90 a unire dialetto siciliano e pop d’autore, ha ripreso un suo vecchio cavallo di battaglia come “Petra lavica”. Nell’interscambio siculo-campano, Kaballà ha donato a Peppe Servillo l’esecuzione di “Brucia la terra”, la sua versione in siciliano della colonna sonora del “Padrino parte terza”, interpretata con la consueta forza teatrale del cantante degli Avion Travel.
In un crescendo senza sosta, il concerto nel finale ha
visto Incudine, Bennato e Servillo insieme riprendere il successo di Biagio
Antonacci “Mio fratello”, successo che aveva visto Incudine ospite con un
intervento in siciliano quasi rappato, il classico di sempre “Brigante se more”
dei Musicanova di Bennato chiudendo con la “Malarazza” appartenente alla
tradizione popolare siciliana e rese famosa da Dario Fo, prima, e da Modugno
poi. Visto il calore del pubblico, i tre artisti fuori dalla scaletta hanno
regalato una suggestiva versione della “Tamurriata nera” che fu della Compagnai
di canto popolare di Eugenio Bennato.
INFORMAZIONI
L’Antillo Folk Fest è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Antillo guidata dal sindaco Davide Paratore con il sostegno di Unione dei comuni delle valli joniche e dei peloritani, Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, Assessorato regionale Turismo sport e spettacolo, Assemblea Regionale Siciliana e degli sponsor SER1, Banca di Credito Peloritano, Soluzione d’interni Lo Re, Autoscuole Fratelli Puglisi, Rifornimento Palella con il patrocinio gratuito dell’Università degli Studi di Messina.
Come raggiungere Antillo: in auto tramite l’autostrada A18 (Messina – Catania) uscendo allo svincolo Roccalumera (27 Km a Nord) o Taormina (28 Km a Sud). Si prosegue lungo la strada statale S.S. 114 fino a Sant’Alessio Siculo e s’imbocca la strada provinciale S.P. 12 per Antillo.
Cosa vedere: il Museo Agro-Pastorale, il Monumento ai Caduti, il Monumento all’emigrante, il Giardino di Redenzione: oasi di pace e luogo di preghiera, la Campana dedicata ai dispersi di tutte le guerre, il Mosaico artistico in ceramica, il Mosaico artistico in terracotta, la Valle dei Platani
