Angela Rizzo: raggiunto apice della bassezza umana

Angela Rizzo: raggiunto apice della bassezza umana

Credo che oggi si sia raggiunto l’apice della bassezza umana. Ora Cateno De Luca sindaco di Messina, siediti e guarda questi occhi, guarda le loro lacrime, guarda i loro disegni. Lo capisci che sono uomini, donne e bambini, lo capisci che hanno anche loro dei sentimenti, che provano dolore, che amano. Questi uomini fatti di carne, ossa, vertebre, hanno anche i 5 sensi come i tuoi e i miei. Sentono caldo, percepiscono il freddo, hanno paura del mare aperto di notte. Forse nella tua vorticosa giornata non hai avuto il tempo di fermarti a guardare i loro occhi. Fermati e guardali. Cosa vedi? Io vedo dolore, paura, sofferenza.
Hai mai pensato che potrebbero essere i tuoi figli o i nostri figli? Loro in questo momento sono in una stanza con l’aria condizionata a palla e le cuffie che ascoltano musica, questi ragazzi invece sono in containers di alluminio sotto il sole cocente, e loro sono pure fortunati perche’ non sono morti nelle gelide acque del nostro meraviglioso mare, dove i tuoi figli e i miei si tuffano per refrigerarsi, loro si tuffano per per sfuggire all’inferno ma devono cercare di non affogare.
Fermati e guardali, guarda i loro disegni, non c’e’ il sole che ride, o le barchette colorate, loro illustrano torture, Tu conoscevi la tortura dell’elicottero? Io no, loro si, non per sentito dire, ma perche’ l’hanno vista e forse anche subita. Guarda, c’e’ il disegno di un naufragio fatto da una bimba coetanea della tua e di chissa’ quanti altri che in queste ore imprecano contro i migranti.
Tu sei mai andato in bagno in spazi aperti pieni di rifiuti umani uno accanto all’altro sotto la minaccia di guardie armate? Io no, ma loro lo disegnano perche’ questo dovevano fare una volta al giorno. I loro bisogni davanti a decine e decine di guardie armate e insieme a centinaia di altri sfortunati. Sei mai stato legato con le braccia dietro la schiena e camminare cosi’ per chilometri fino a quando non venivi buttato a terra a faccia in giu’? Loro si,
Cateno De Luca, fermati e guarda i loro occhi e i loro disegni e comincia a immaginare l’inferno che hanno vissuto, prima di toccare le nostre terre.
Ascolta i racconti dei migranti sopravvissuti e arrivati in Sicilia, di “centinaia di dispersi”. Barche che si ribaltano, scafisti che abbandonano questi barconi della speranza alla deriva, morti ogni giorno.
Cateno De Luca, fermati, guardali e guarda pure questa collana: una volta era al collo di una donna, oggi e’ stata trovata in fondo al mare, orecchini, anelli borse, tutti custoditi dal mare, prima erano indossati da donne e bambine. Portafogli, piccole somme di denaro, lettere e foto, che raccontano di speranze di una vita migliore ed oggi hanno lo sgomento della morte.
Rifletti, loro cercano una vita dignitosa, come te, come me, e rischiano la sola vita che hanno per trovarla. Tu oggi li stai umiliando, Tu oggi li stai utilizzando. Poi piu’ tardi te ne vai tranquillo a casa con i tuoi figli, ti metterai comodo in poltrona, e parlerai della tua faticosa giornata da sindaco, ben sapendo che i tuoi nemici non sono i migranti sopravvissuti all’inferno della traversata. Li hai combattuti e umiliati semplicemente per avere notorieta’. Potevo capire la tua battaglia di chiudere l’hotspot e io ti avrei appoggiato, da anni gli attivisti denunciano che e’ stato realizzato abusivamente, che le condizioni di vita in quello spazio sono disumane.
Cateno De Luca, fermati e ora guarda i loro occhi, i loro disegni, i loro gioielli, c’e’ pure un giocattolo, sono uomini, donne e bambini, come te, come me, come i nostri figli.


L’articolo sopra riportato nasce a seguito di una nota del sindaco di Messina che qui di seguito riportiamo:

Comunicato Stampa

Migranti, scatta l’ordinanza per chiusura hotspot Messina, Sindaco De Luca: “Struttura non a norma, daremo 5 giorni di tempo per sgomberare l’area, in caso contrario sarà scontro con il Viminale”



Messina, 17/07/2020: Oggi pomeriggio è stata emanata l’ordinanza del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, con la quale si stabiliscono i termini per la chiusura dell’hotspot di Bisconte, attualmente presente nell’ex Caserma Gasparro. La disposizione amministrativa prevede lo sgombero dell’area in questione entro i prossimi 5 giorni. In seguito la struttura sarà soggetta a demolizione.

“Non potevo fare altrimenti, si tratta di un centro abusivo, non a norma sotto il profilo igienico-sanitario. Dalle relazioni tecniche degli uffici comunali è emerso che non esiste nessuna concessione per adibire l’area a centro per identificare e registrare i migranti. Essendo ad ogni modo una sistemazione temporanea, doveva essere dismessa dopo due anni, nel settembre del 2019. Non possiamo tollerare l’abusivismo di Stato. Io sono il garante della comunità che amministro e sono chiamato a tutelare la salute e l’ordine pubblico. Cosí come contrastiamo gli eccessi della movida, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a 24 migranti in fuga ed ai rischi conseguenti. Per tale motivo ho chiesto al Viminale di spostare l’hotspot altrove, smettendola di considerarci l’ultima ruota del carro”. Così afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Darò un tempo limite di 5 giorni – conclude il primo cittadino – per sgomberare il Centro ed evitare che ci siano altri elementi che mettano in pericolo la pubblica incolumità. Non esistono le condizioni a garanzia della sicurezza. La fuga nella notte di mercoledì è la testimonianza più eclatante: 24 migranti a piede libero sfuggiti al controllo della legge. È pertanto chiaro ed evidente che non si possono accogliere migranti in tale struttura, perché in questo modo certamente non li aiutiamo. La fase dell’emergenza Covid-19 che stiamo vivendo, impone di non abbassare la guardia: non possiamo subire passivamente scelte che mettono a repentaglio l’incolumità dei nostri cittadini. Avverto già da ora il Ministro Lamorgese che se il Governo starà a guardare, senza muovere un dito, si aprirà la fase dello scontro istituzionale, mi sono stancato di dover subire scelte che danneggiano la mia gente”.

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