A Messina si aspetta Godot, in provincia si fa politica
A Messina si aspetta Godot, in provincia si fa politica di Giovanni Frazzica
A Milazzo, quasi in risposta all’accordo realizzato da tre partiti di centro destra sul nome di Midili sindaco, qualcosa si muove anche nel Centrosinistra. Si è costituito infatti un comitato promotore “Fabrizio Spinelli Sindaco” per sostenere la candidatura dell’attuale consigliere comunale di Italia Viva. Stanchi di attendere gli esiti delle strategie del sindaco Giovanni Formica che non conferma la sua ricandidatura, il Comitato ha sciolto le riserve invitando il centrosinistra a schierarsi con Spinelli. La candidatura nasce dall’esigenza di dare identità a quella parte di città che non si riconosce nelle proposte politiche in discussione ormai da oltre un anno e che, purtroppo, non hanno avuto la forza e la capacità di unire le migliori risorse ed esperienze che pure Milazzo, negli anni, è riuscita ad esprimere. In effetti Spinelli non rinnega gli anni di amministrazione Formica, ma ne prende le distanze politiche alla vigilia di una svolta. «Onestà intellettuale pretende anche che non si eluda una giusta autocritica rispetto all’amministrazione uscente che non è stata estranea a tale regola e che da almeno un anno vede, appunto, la transumanza dei propri sostenitori verso coloro che sembrano poter garantire, solo e comunque, una sedia nelle stanze del palazzo. Siamo quindi in perfetta sintonia con gli umori della città che aveva dato un amplissimo consenso al sindaco uscente e che oggi rimane smarrita di fronte alla situazione di stallo in cui vive. Ecco perché si è ritenuto dare un segnale di serietà mantenendo una posizione certo difficile, ma tuttavia coerente al mandato ricevuto 5 anni fa dai cittadini piuttosto che sommarsi ai vari trasformismi di chi salta da una coalizione all’altra sei mesi prima delle elezioni». Da indiscrezioni si apprende che sia il sindaco Formica che il dr. Giovanni Utano dovrebbero sciogliere le rispettive riserve dopo il 5 luglio. Pare che Utano sia entrato nelle grazie del Movimento 5 Stelle che potrebbe sostenere la sua candidatura. A Barcellona la notizia dell’accordo di tre partiti sul nome di Pinuccio Calabrò riaccende il dibattito nel centrodestra e nel centrosinistra e non è escluso che venga fuori un terzo candidato. Forza Italia, Diventerà Bellissima e Fratelli d’Italia, senza la Lega, al momento alla finestra in attesa di indicazioni delle segreterie nazionali e regionali, ha creato qualche innegabile malumore. Da prime indiscrezioni, il gruppo di Vox Italia, rappresentato dall’avv. Giuseppe Sottile, non dovrebbe aderire al progetto del candidato Calabrò. La presenza di Fratelli d’Italia diventa un fattore di incompatibilità per Sottile, che dopo una lunga militanza, ha dovuto lasciare quel Partito dove aveva ricoperto anche cariche di rilievo. Per questo starebbe proponendo la costituzione di una terza coalizione, che potrebbe raccogliere elementi che non si riconoscono in questo centrodestra. Immediatamente il Centrosinistra, con una nota congiunta di Città Aperta e PD, ha criticato le modalità con cui si è arrivati alla definizione del candidato del centrodestra, definendolo frutto di una logica spartitoria stile vecchia politica. “Dopo mesi di annunci, separazioni e cuciture il centrodestra sembra aver sciolto le riserve convergendo sul nome dell’avv. Calabrò, in una prima fase candidato di FI e Lega. Ci preme, qualora non fosse già evidente, sottolineare come la campagna elettorale si sia avviata nel segno delle peggiori dinamiche della “vecchia” politica. A prevalere é infatti la logica della spartizione del potere sul territorio: un bilanciamento tra partiti, correnti e interessi che portano a convergere non tanto sul nome giusto per la città, quanto sul tassello ad incastro per mantenere un equilibrio anche a livello regionale. Piuttosto che ascoltare le istanze di una comunità, ci si preoccupa di mantenere saldi certi legami. Non stupisce nemmeno il comportamento della Lega, in disparte e in posizione attendista, come sempre pronta a sfruttare i venti favorevoli”. Il centrosinistra invita tutti coloro che non si riconoscono in quel progetto a sostenere la candidatura di Antonio Mamì, scelto attraverso primarie tenute a febbraio: “Alla luce di ciò, è per noi di fondamentale importanza marcare la differenza rispetto a questo modo di intendere la politica. Il nostro candidato, Antonio Mamì, è stato scelto dai cittadini ed è espressione di gruppi che da anni si spendono per la città con impegno e coerenza. In questa fase ci rivolgiamo a tutti coloro che vorranno contribuire a delineare un percorso politico nuovo e autentico in netta discontinuità con le scelte operate dal centrodestra e che hanno condotto la città sull’orlo del baratro“. L’avv. Pinuccio Calabrò, sindaco designato, si fa vivo su facebook, eludendo i fatti contingenti e dicendo: ”Il “politicamente corretto” è una forma di dogmatismo, sempre più distruttivo del pensiero liberale perché cresce su un terreno liberale, ma corrompe il suo senso e tradisce il suo significato intimo. Trasforma un metodo aperto in un credo chiuso. Vede coloro che pensano in modo diverso come i nemici con i quali bisogna ingaggiare un combattimento mortale. Usa i metodi illiberali più tipici: etichettare i suoi avversari, qualificarli come inadatti per una società civilizzata, meritevoli di essere banditi, evitati, esclusi da qualsiasi forma di rapporto. Si tratta esattamente dei metodi contro i quali il pensiero critico si ribellò, dando alla luce il liberalismo filosofico e politico”. Il segretario del Psi, Cosimo Recupero, si presenta con delle considerazioni personali con cui però entra nel merito dell’accaduto dicendo: “A seguito dell’accordo raggiunto da una parte del centrodestra per la definizione delle candidature a sindaco nei comuni di Barcellona P.G. e Milazzo, sento il dovere di intervenire, a titolo strettamente personale, nel dibattito per condividere con la cittadinanza alcune considerazioni. In un comunicato congiunto di PD e Città Aperta è stato giustamente rilevato come questo accordo abbia tutto il sapore di una mera spartizione di posizioni di potere. Tale affermazione rischia però di restare priva di effettivo riscontro se consideriamo che la spartizione di posizioni di potere è nelle cose della politica, specie quella di piccolo cabotaggio. Ciò che non si rileva in quel documento, invece, è che l’accordo sia stato sottoscritto da alcune forze politiche che, per due terzi, fanno capo a referenti politici non barcellonesi e che, oltre all’inevitabile spartizione di poltrone, il rischio è che Barcellona P.G., in caso di vittoria di questa coalizione, diventi terra di conquista da un lato e, dall’altro, oggetto di spoliazione dei suoi “asset amministrativi” già ridotti all’osso negli ultimi cinque anni. Si pensi all’ospedale, già “politicamente vandalizzato”, agli uffici INPS, prossimi ormai al trasferimento in altra sede e così via. Da ciò deriva la necessità di un richiamo a quanti vogliono avviare un percorso virtuoso di rifondazione della città nonché di difesa della sua identità, fortemente messa a rischio da una coalizione di centrodestra che ha il proprio baricentro politico lontanissimo da qui”. Anche Ilenia Torre, che per diversi mesi è stata la candidata a sindaco di una buona parte del centro destra, dopo il repentino accordo Calderone-Galluzzo che ha scombinato tutti i giochi, ha sentito il bisogno di scrivere: “Accolgo con assoluta serenità la scelta di parte del centrodestra di puntare sull’avv. Pinuccio Calabrò per la candidatura a sindaco di Barcellona P.G. A lui va il mio in bocca al lupo per questa difficile e appassionante sfida, quella sfida che personalmente, dopo qualche settimana di riflessione, avevo accettato sull’onda dei tanti attestati di stima che mi erano pervenuti da quegli stessi partiti e movimenti politici che alla fine hanno scelto di assecondare logiche e intrecci strategici più ampi. Avevo deciso di spendermi per guidare la mia comunità ed offrire una visione politico-amministrativa concepita sull’innovazione e l’entusiasmo, per proiettare Barcellona in una dimensione che guarda al futuro, tenendomi a debita distanza da certi schemi logori in cui non mi riconoscerò mai. In questi mesi sono stata ulteriormente incoraggiata da centinaia di cittadini che mi hanno manifestato un affetto davvero commovente, di cui vado e andrò sempre orgogliosa. Ed è soprattutto a loro che dico grazie. Adesso è il momento di riflettere e capire come potrò tradurre, a beneficio della mia città, passione e voglia di servire le tante persone che hanno sposato la mia visione della politica”.
- tratto dal settimanale I VESPRI
- Nella foto l’on. Bernardette Grasso, responsabile provinciale di FI
