A Bisconte si combatte la guerra De Luca-Lamorgese
All’hotspot di Bisconte si combatte la guerra tra De Luca e Lamorgese di Giovanni Frazzica
La fuga di 24 migranti dall’ex caserma di Bisconte ha causato diverse reazioni. Il sindaco De Luca ha pensato, ovviamente, di cavalcare questa tigre annunciando subito su Facebook: “Basta con il mercimonio dei migranti a Messina! I migranti fuggono indisturbati per la città mettendo in pericolo la popolazione e dobbiamo pure stare in silenzio senza protestare?”. Quindi ha disposto la chiusura dell’hotspot che definisce “realizzato abusivamente”. “Ciò che è successo, con una trentina di migrati ancora a piede libero, ricercati dalle forze dell’ordine, è un fatto che non può e non dovrà più ripetersi. La cittadinanza è preoccupata e non posso permettere che nel mio territorio regni sovrano il disordine. I migranti fuggono indisturbati per la città, mettendo in pericolo la popolazione e dobbiamo pure stare in silenzio senza protestare? Non ci sto, per tale motivo dico basta a questo mercimonio. Se a livello regionale non si riesce a fare la voce grossa con Roma, accettando supinamente tale condizione, da adesso a Messina si cambia”. L’ordinanza del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, con la quale si stabiliscono i termini per la chiusura dell’hotspot di Bisconte, attualmente presente nell’ex Caserma Gasparro prevede lo sgombero dell’area in questione entro 5 giorni. In seguito la struttura sarà soggetta a demolizione. “Si tratta di un centro abusivo, non a norma sotto il profilo igienico-sanitario. Dalle relazioni tecniche degli uffici comunali è emerso che non esiste nessuna concessione per adibire l’area a centro per identificare e registrare i migranti. Essendo ad ogni modo una sistemazione temporanea, doveva essere dismessa dopo due anni, nel settembre del 2019. Non possiamo tollerare l’abusivismo di Stato. Io sono il garante della comunità che amministro e sono chiamato a tutelare la salute e l’ordine pubblico. Per tale motivo ho chiesto al Viminale di spostare l’hotspot altrove, smettendola di considerarci l’ultima ruota del carro. Darò un tempo limite di 5 giorni – conclude il primo cittadino – per sgomberare il Centro ed evitare che ci siano altri elementi che mettano in pericolo la pubblica incolumità. Non esistono le condizioni a garanzia della sicurezza. La fuga è la testimonianza più eclatante: 24 migranti a piede libero sfuggiti al controllo della legge. È pertanto chiaro che non si possono accogliere migranti in tale struttura. La fase dell’emergenza Covid-19 che stiamo vivendo, impone di non abbassare la guardia: non possiamo subire passivamente scelte che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Avverto già da ora il Ministro Lamorgese che se il Governo starà a guardare, senza muovere un dito, si aprirà la fase dello scontro istituzionale, mi sono stancato di dover subire scelte che danneggiano la mia gente”. Per fare chiarezza intervengono la senatrice Grazia D’Angelo e il deputato Francesco D’Uva del M5S: “Abbiamo avuto modo di confrontarci con il Viminale che ci ha confermato la volontà di risolvere al più presto la situazione riguardante il centro migranti di Bisconte – scrivono i due parlamentari pentastellati – Come già fatto in passato, abbiamo sottolineato al ministro Lamorgese la situazione e le criticità di questo hotspot, rilevando la necessità di rispettare le condizioni di sicurezza, salute e di igiene in tutte le strutture destinate all’accoglienza, non solo per i migranti, ma in particolare per i cittadini che abitano in queste zone, legittimamente preoccupati per la loro incolumità. Già nei giorni scorsi avevamo evidenziato l’esigenza di istituire al più presto un tavolo tecnico da cui far scaturire le opportune soluzioni con il Prefetto di Messina, Librizzi, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi con la fuga di 24 migranti, che erano risultati tutti negativi al Covid. E’ importante sottolineare che si sta lavorando per trovare questa soluzione e tutti i provvedimenti posti in campo dalle autorità diverse dal Ministero dell’Interno, non hanno alcun valore”. E concludono: “Spiace constatare, ancora una volta, l’atteggiamento sempre sopra le righe del sindaco di Messina. Spettacolarizza un tema in questo caso molto complesso, come quello degli hotspot e, in generale, dei migranti. L’impressione è che ogni volta che il primo cittadino si sente in difficoltà sul fronte amministrativo, parta all’attacco di tutto e tutti al solo fine di individuare un ‘nemico’ da criminalizzare e di spostare l’attenzione da quelli che invece sono i reali problemi, ma soprattutto le reali soluzioni. Così è stato per i famigerati ‘untori del Nord’ in piena crisi sanitaria e così è oggi su questo tema, che De Luca affronta alla maniera leghista. La differenza di impostazione tra la nostra linea e quella del sindaco De Luca sta nel preferire la collaborazione istituzionale e le soluzioni reali alla propaganda e ai colpi di scena cinematografici. Noi riteniamo più opportuno lavorare con sobrietà e senza le telecamere puntate addosso”. A loro risponde con acredine il Sindaco de Luca: “Ben svegliati dal letargo ma con gli sgherri della Lamorgese non parlo, piuttosto perché non sollecitano le Istituzioni per convocare il comitato sulla sicurezza e l’ordine pubblico? Su una cosa D’Uva, D’Angelo e tutti coloro che non mi hanno in simpatia, sembrano essere d’accordo: la fuga di 24 migranti da un centro d’accoglienza e le condizioni in cui sono costretti a vivere quelli rimasti non sono un problema della nostra città. In altri termini secondo i due cinquestelle – ieri contestatori, oggi novelli statisti – l’ex Caserma Gasparro godrebbe di una sorta di extraterritorialità rispetto a Messina, alla quale secondo loro si applicherebbero leggi diverse da quelle in vigore nella Repubblica italiana. Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse maledettamente seria, considerato il pericolo alla pubblica incolumità derivante da una struttura che, oltre ad essere abusiva ed insalubre, non è a quanto pare controllabile. I due parlamentari perché piuttosto che blaterare al vento, non puntano il dito sulla palese ‘dimenticanza’ della Prefettura di Messina? Perché non chiedono al ministro Lamorgese di convocare e presiedere il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza?”. In realtà, col passare delle ore e col confronto delle diverse opinioni, sul tema sono intervenuti anche l’ex sindaco Accorinti, Antonio Mazzeo, Angela Rizzo, Nicola Bozzo ed altri, appare sempre più evidente che il sindaco era da tempo a conoscenza della situazione e che interviene adesso con l’intento di mettere in difficoltà il Ministro Lamorgese con cui c’è un contenzioso aperto. Tuttavia, sostengono in pratica i pentastellati, all’interno delle aree militari De Luca non ha alcun potere di intervento, la sua ordinanza è carta straccia. Fumo negli occhi e perdita di tempo, tanto per alimentare la sua notorietà, scemata dopo i due mesi di ritiro a Fiumedinisi. Esiste comunque l’impegno a trovare una soluzione al problema nei parametri del confronto istituzionale e della logica che non significa, dopo che i migranti vivaci sono fuggiti, abbattere con le ruspe l’alloggio a quelli mansueti in attesa dei documenti.
- tratto dal settimanale I VESPRI
- nella foto l’on. FRANCESCO D’UVA
