Malgrado tutto, c’è ancora la Democrazia di Giovanni Frazzica
Malgrado tutto, c’è ancora la Democrazia di Giovanni Frazzica
Referendum, il giorno dopo: la narrazione che può portare un vero conforto ai cultori della Democrazia ed ai sostenitori della Costituzione non è il 53,74 dei consensi per il NO, ma il 58,9 per cento dell’affluenza alle urne. Inoltre, l’altro elemento che va sottolineato è che in quel quasi 59% di cittadini che si sono presentati ai seggi ci sono stati molti giovani. Infatti, gli analisti che hanno easminato i risultati hanno scoperto che la maggior parte dell’elettorato compreso tra i 18 ed i 34 anni ha votato No, ma la cosa veramente importante è che che hanno votato, il problema più fondamentale per il mantenimento di un credibile sistema democratico italiano è superare la diserzione delle urne, perchè andare sotto il 50% degli aventi diritto al voto che si recano ai seggi non significa che la società gode di buona “salute democratica”. Le Istituzioni, in assenza di un forte consenso popolare, possono vacillare in qualunque momento e diventare preda di lobby, autocrati, o qualsivoglia fenomeno autoritario in grado di realizzare storture o deformazioni rispetto ad una società organizzata su principi basati su norme condivise poste a garanzia di ogni cittadino. In pratica, ancora oggi, questa certezza è armonicamente contenuta nei 139 articoli della Cosituzione italiana che va salvaguardata non come se si trattase di un bene simbolico-architettonico, ma come un prezioso scrigno che contiene elementi che, anche a circa 80 anni dal momento della scrittura della “magna carta”, appaiono come le bussole capaci di orientare il mondo politico-istituzionale a superare le difficoltà contemporanee. Per questo la Costituzione, non va sfasciata e gli italiani, ma soprattutto i giovani italiani, sembrano aver capito tutto questo. E quindi possiamo dire, con un minimo di soddisfazione, che: malgrado tutto, c’è ancora la Democrazia.
