Enna, Giovanni Frazzica intervista l’on. Stefania Marino
ENNA Giovanni Frazzica intervista l’on. Stefania Marino
All’indomani del risultato elettorale delle elezioni amministrative ci siamo recati a Enna per raccogliere sotto forma di intervista le considerazioni dell’on. Stefania Marino, parlamentare del Pd e membro della Direzione nazionale del Partito, eletta nel collegio Messina-Enna. A seguire il testo dell’intervista.
Attribuisce un valore politico all’esito di queste ultime elezioni amministrative?
Ogni sconfitta elettorale non può che essere occasione di attenta riflessione per i militanti di un partito, e ogni tornata elettorale ha un valore politico che va contestualizzato e analizzato. Per questa ragione all’indomani della sconfitta delle elezioni politiche il Partito Democratico ha iniziato un processo di rinnovamento imponente e ambizioso. Il cambiamento, però, richiede tempo. Ora, è evidente a tutti che le elezioni amministrative siano profondamente diverse da quelle politiche, ma è comunque fondamentale ricordare che la disfatta sarà sempre maggiore senza un’alleanza di campo strutturata e credibile. La destra può contare sull’apporto di più partiti che, seppure dilaniati da profonde differenze su temi essenziali, riescono a fare fronte unico in occasione di tutte le competizioni elettorali e di conseguenza ad avvantaggiarsi dell’effetto schieramento.
In un contesto di questo tipo, la frammentazione e la dialettica così spesso immotivatamente aspra che si instaura tra le forze di opposizione è stucchevole e deleteria e non fa che avvantaggiare le destre.
Indubbiamente, traslato sul piano politico, questo risultato non è un buon segnale per il centro sinistra e per il Pd, ma questo è un buon motivo per personalizzare una sconfitta?
A mio parere la personalizzazione delle sconfitte non è che un modo per evitare di assumersene le responsabilità. Quando la disfatta è così importante diventa evidente che il problema sia strutturale e complesso e che non possa essere risolto addossandone le responsabilità a pochi, o addirittura a singoli.
È però sintomatico del recupero della vocazione popolare del nostro Partito quanto accaduto nella provincia di Enna.
Io in prima persona ho contribuito al dialogo con quel territorio, che è la mia terra madre oltre che il mio collegio di elezione: li i candidati di centrosinistra, dimostratisi in grado di raccogliere le istanze dei cittadini del profondo entroterra siciliano, sono stati per la maggior parte premiati. Questo dimostra che i cittadini non si rifiutano di votarci per questioni di principio o di bias cognitivi, e che la responsabilità di quello che accade al partito è di ogni suo singolo militante e siamo noi a dovercene fare carico senza tentare di scaricarla su altri.
Lei ritiene giusto che la Direzione nazionale del Pd, di cui fa parte, debba impegnarsi maggiormente sui temi della Sanità e dello Sviluppo del Mezzogiorno?
La questione Meridionale è stata molto discussa all’interno del Partito Democratico. Io stessa mi sono premurata di farne un punto irrinunciabile del mio mandato politico ed io per prima, nel momento in cui il dibattito sulla composizione della nuova segreteria si è aperto, ho chiarito immediatamente che avrei dato il mio appoggio a chi mi fosse sembrato più attento alla risoluzione di questo annoso problema. Da questo punto di vista, però, devo ammettere di non aver trovato nessuna resistenza da parte della Direzione e dei componenti della Segreteria, mentre sono molto felice di poter dire di aver trovato dei grandissimi alleati nei miei colleghi del sud e, in particolare, dei miei colleghi siciliani.
Va detto che la questione meridionale è così intricata e multi-fattoriale che perché se ne possa discutere in maniera esaustiva sarebbero necessari giorni, forse mesi; in questo contesto possiamo, comunque, partire da un punto fermo: l’Autonomia differenziata, fortemente voluta dalla destra, sarebbe il colpo di grazia ad un territorio già in forti difficoltà. Per questa ragione, con l’aiuto di colleghi ed esperti, vorrei organizzare un seminario utile ad approfondire la questione, e per lo stesso motivo chiedo a tutti i cittadini di mobilitarsi.
Le è abbastanza chiaro che la Sicilia, terra per certi versi privilegiata, è oggetto di discriminazioni e di fenomeni di concorrenza sleale?
Mi è molto chiaro, si tratta di un fenomeno che va avanti da decenni. Nella scorsa legislatura il Ministro Giorgetti ha dirottato, in modo assolutamente arbitrario, investimenti di milioni di euro che Intel voleva fare in Sicilia verso il Veneto. Questo è solo un esempio di alcune azioni politiche di questo genere che in questi anni sono state messe in atto.
Oggi, però, abbiamo una grande opportunità rappresentata dalle ZES (zone economiche speciali) che, se saputa sfruttare, può essere occasione di grande crescita e di creazione di realtà che difficilmente potranno essere soggette a questo genere di interventi poco corretti da parte di una politica campanilistica e discriminatoria che vorrebbe il Sud perennemente relegato a fanalino di coda.
