28 dicembre giorno del ricordo di Giovanni Frazzica
28 dicembre giorno del ricordo
E quest’anno, 115° anniversario del terremoto di Messina, quel tragico evento che in soli 36 secondi causò 80mila morti e conseguenze devastanti, non posso fare a meno di associarlo con un racconto. Una testimonianza vera, una di quelle che non si trovano nei libri di storia, né nelle cronache dei giornali dell’epoca, ma un fatto che mi raccontò mia nonna. La casa dove viveva mia nonna Santa con i suoi genitori, sua sorella Grazia e i suoi tre fratelli più grandi, miracolosamente non venne colpita dal sisma. Ma a qualche centinaio di metri si vedeva che c’era stati dei crolli di edifici e mia nonna, che allora aveva sei anni, si preoccupò per la sorte della sua compagnetta che abitava in una di quelle case crollate. Strillò tanto da indurre i suoi tre fratelli ad andare a cercare la sua amica tra le rovine di quella casa. L’impresa non fu facile, ma venne coronata da successo ed i tre fratelli portarono alla nonna l’amica del cuore malconcia, ma viva. Grande gioia e commozione, eterna amicizia. Saranno stati tantissimi gli episodi di questo genere che si sono succeduti in quei momenti ed in quei giorni, molti sono stati anche ben descritti e rappresentati in dei libri e nei giornali dell’epoca. Questa narrazione, che proviene da una vicenda familiare, per me vuole rappresentare un contributo al ricordo collettivo che noi messinesi dobbiamo mantenere di questo tremendo evento, una tragedia immane che tuttavia rappresenta anche una condizione unica che caratterizza, ancora oggi, la nostra essenza di messinesi.
