2019, le istituzioni e la politica siciliana di Franco Scancarello

2019, le istituzioni e la politica siciliana di Franco Scancarello

LE ISTITUZIONI E LA POLITICA SICILIANA NELL’ANNO DEL COVID  19 di Franco Scancarello

Il 2020 sarà l’anno che i libri di Storia ricorderanno come quello della Pandemia che ha colto tutti di sorpresa e che ha cambiato tutti i paradigmi sociali, economici, politici, sanitati e della mobilità del mondo Globalizzato. Dal prossimo anno nulla più ritornerà al suo posto e nulla sarà più scontato come prima. Occorrerà ricostruire un modello di convivenza mondiale, sapendo che nessuno Stato e nessuna Regione si potranno più considerare autonomi, indipendenti ed auto sufficienti. Insomma penso che il 2020 abbia segnato la fine di ogni tipo di sovanismo, culminato anche dalla fine dell’esperienza TRUMP, non rieletto negli Stati Uniti. Oggi però vorrei fare un consuntivo di come hanno risposto le Istituzioni Siciliane, i loro vertici e le forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Il Governo regionale ed in particolare il Presidente della Regione, già segnati dalle tensioni interne alla maggioranza causate spesso dall’eccessivo dirigismo del Governativo, che accentrando in se tutte le decisioni, è finito con il diventare responsabile anche di tutte le indecisioni, le impreparazioni e le debolezze della Struttura Burocratica e del Sistema Sanitario regionale.                        Quando si è reso conto che i siciliani non erano contenti del Suo operato, tanto che lo avevano relegato al penultimo posto di gradimento, nella classifica tra i 20 Governatori delle regioni italiane, ha pensato bene di trasformarsi in un accusatore populista che scarica le sue responsabilità sugli altri, quali causa dei flop Suoi e del Suo Governo. In proposito, come dimenticare, gli attacchi generici, inopportuni e sconsiderati, via via rivolti, ai dipendenti regionali “Fannulloni, al Governo Nazionale, ai Giudici Amministrativi che annullavano le Sue spericolate ed illegittime Ordinanze e persino ad alcuni parlamentari nazionali e regionali, per citarne solo le più eclatanti.                               Per il bene dei siciliani, mi auguro che dall’esperienza vissuta nell’emergenza di quest’anno tutti i ne traggano insegnamento e possano impegnarsi a proseguire spediti, negli ultimi 20 mesi di legislatura, per invertire la tendenza e porre rimedio agli errori commessi.

L’ A R S, dal canto suo ha sonnecchiato in attesa che il Governo proponesse qualche Riforma e qualche provvedimento da approvare e non ha provato ad andare avanti nel legiferare, anche su iniziativa parlamentare. Seppur avendo approvato un numero di leggi superiore a quello degli anni precedenti, esse non risultano di portata tale da poter incidere significativamente nelle tante emergenze e nelle tante questioni aperte, che attendono di essere affrontate e risolte, come ho avuto modo di segnalare nei miei precedenti interventi. Il Presidente Miccichè si è ben districato nel dirigerla, forte della Sua esperienza politica maturata sia nei significativi incarichi Istituzionali, parlamentari e Governativi che ha avuto modo di svolgere, nella sua lunga carriera politica. Nonostante i suoi sforzi, non è riuscito però a far superare al Parlamento il sostanziale immobilismo di quest’anno che sta per finire.

I Comuni ed i Sindaci siciliani sono stati invece la nota lieta di quest’anno. Essi, quali interfaccia di prima istanza dei cittadini, sono stati all’altezza del gravoso compito che la Pandemia ha fatto ricadere sulle loro spalle. La maggioranza dei Sindaci ha lavorato, con intelligenza, abnegazione e fantasia per venire incontro a tutte le esigenze dei loro cittadini, da quelle informative, a quelle sanitarie, a quelle delle difficoltà economiche e sociali ed in genere a tutte le esigenze che si sono presentate. A loro va un plauso speciale ed il riconoscimento che, se avessero avuto maggiori competenze amministrative e risorse economiche sufficienti, avrebbero potuto meglio mitigare i ritardi e le insufficienze dello Stato e della Regione.

Le Forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, son apparse anche loro spiazzate dalla pandemia e anziché dare impulso ad azioni politiche ad iniziative che costringessero il Governo  a correggere i suoi errori, si sono dedicate per lo più  ad altro. Ogni deputato, più libero dagli impegni parlamentari e dagli incontri e convegni su questioni diverse, si sono dedicati ad organizzare la propria macchina elettorale per meglio assicurarsi la loro rielezione. Come al solito non sono mancati i riposizionamenti dei deputati ed i cambi di casacca, spinti dall’esigenza di meglio posizionarsi in una lista che non rischiasse di non superare la soglia di sbarramento del 5%, vanificando ogni sforzo. Nelle ultime settimane non sono mancati i tentativi di aggregazione di gruppi politici, specie di maggioranza, prima quello tra  Lega ed Autonomisti, poi l’appello dei centristi di Cantiere Popolare, UDC, Idea Sicilia, e parte di Italia Viva e il tentativo, per molti velleitario, dell’ex Presidente Cuffaro di creare un partito nuovo, ispirato dal popolarismo Sturziano e dei padri della Democrazia Cristiana.. Avremmo preferito che la maggioranza si concentrasse di più nel dare stabilità e prospettive future al Governo ed alla maggioranza, magari allargandola a quanti fossero disponibili a collaborare alla realizzazione di un programma di riforme possibili da qui a fine legislatura. Certo per fare ciò occorrerebbe un adeguamento della Giunta e qui viene la parte difficile da realizzare. Sarebbe necessario uno sforzo di tutti per mettere avanti agli nteresse di parte quelli della Sicilia.                             Anche l’opposizione non ha brillato per attivismo ed assunzione di responsabilità, come l’emergenza di quest’anno avrebbe richiesto. Se pensano di aver fatto il loro dovere per aver presentato e votato due mozioni di sfiducia, una al Presidente Musumeci e l’altra all’Assessore alla Salute Razza, si sbagliano perché tutti sapevamo prima che l’esito negativo delle stesse era scontato e che, anzi, esse avrebbero ottenuto l’effetto contrario di rafforzare il Governo e rendere più coesa la maggioranza.

Chiudo con l’augurio che Il 2021 che sta per scoccare possa far riflettere tutti su cosa è più necessario fare nell’interesse delle tante sofferenze del popolo siciliana e non solo per quello personale e delle forze politiche rappresentate in parlamento. L’auspicio è che tutti si abbia un sussulto di responsabilità e si riesca a fare quel salto di qualità di cui la Sicilia ha tanto bisogno e che meriterebbe da tanto tempo.

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