Governo di liberazione coalizzante di Maurizio Ballistreri

Governo di liberazione coalizzante di Maurizio Ballistreri

CALTAGIRONE Il governo di liberazione coalizzante di Cateno De Luca e il dialogo tra popolarismo e riformismo di Maurizio Ballistreri

Il “Governo di Liberazione” di Cateno De Luca è partito da Caltagirone, nella ricorrenza dell’Appello ai liberi e forti del 18 gennaio 1919, il proclama ispirato da don Luigi Sturzo e redatto dalla commissione provvisoria del Partito Popolare Italiano, giorno di fondazione del partito.

L’appello, come noto, contiene i caratteri fondamentali del popolarismo, una sorta di trasposizione in politica dei caratteri sociali ed etici della dottrina sociale della Chiesa cattolica.

E Sturzo fu protagonista anche del primo dialogo tra cattolici in politica con i socialisti, a partire dalle esperienze municipaliste in Sicilia.

Quel dialogo è ancora attuale, come quello che vide protagonisti Moro e Nenni tra il 1963 e il 1972, per ricreare le condizioni di una rinnovata fase democratica per il nostro Paese, sulla base di socialità, partecipazione e cittadinanza.

E a Caltagirone, lanciando il suo progetto che ruota attorno al Centro Studi “Ti Amo Sicilia”, fucina di nuova classe dirigente per la nostra Isola, Cateno De Luca si è messo al centro del confronto politico siciliano, in vista del rinnovo del Parlamento regionale in programma, salvo improvvisi scossoni, nel 2027.

Il progetto politico di De Luca ha evidenziato la sua capacità di essere soggetto che aggrega, dotato di coalition power: il potere di coalizzare forze politiche e e creare schieramenti, secondo l’analisi politologica di Norberto Bobbio, con la distinzione tra coalizzanti e coalizzati.

Un progetto che parla di programmi per creare sviluppo e lavoro produttivo, bloccando l’intollerabile flusso di migrazione dei giovani, che si fonda sulla sussidiarietà per un welfare di comunità, sul decentramento di poteri dalla Regione verso comuni, città metropolitane e liberi consorzi.

Il Governo di Liberazione di De Luca vuole rompere l’asfissiante coltre che grava sui cittadini siciliani, provocata dalla politica politicante da partiti protagonisti del finto bipolarismo all’ARS, con una proposta politica precisa fondata su di un nuovo metodo, quello che guarda ai programmi e non a logiche di schieramento, per un concreto rinnovamento della vita pubblica isolana, dando risposte alle domande collettive della società, richiamando la distinzione del sociologo tedesco Max Weber tra politica di professione e politica per professione, tra chi vive dal punto di vista economico di politica e che vive per la politica come espressione di idee e valori.

E da Caltagirone, in tre giorni, Cateno De Luca, richiamando l’etica della responsabilità, ha ottenuto già due importanti risultati: una grande partecipazione di donne e uomini della nostra Regione, che ha vivificato la democrazia contrastando la deriva del disimpegno dalla politica, che si traduce nel grave fenomeno dell’astensionismo elettorale; la disponibilità di uomini delle istituzioni, di rappresentanti delle forze politiche, di protagonisti della lotta alla mafia, al dialogo con questo progetto, che si può ben definire rivoluzionario ed ha un leader carismatico.

lwzws

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