Il Tribunale annulla il sequestro del denaro di Cuffaro
PALERMO Il Tribunale del Riesame annulla il sequestro probatorio del denaro di Cuffaro
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato il provvedimento con il quale la Procura aveva disposto il sequestro probatorio del denaro trovato nell’abitazione dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro nel corso di una perquisizione, effettuata i primi di novembre, nell’ambito di una inchiesta che aveva suscitato tanto clamore e, come effetto collaterale, aveva determinato il fiorire di spregevoli iniziative politiche e istituzionali in danno del Partito della Democrazia Cristiana. Adesso occore prendere atto che i Giudici hanno accolto la richiesta di annullamento presentata dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano secondo i quali i soldi – circa 80mila euro – erano posseduti legittimamente e che non c’erano quindi i presupposti per un sequestro probatorio. Va riscontrato anche che la Giunta Schifani ha portato a termine gli incarichi pendenti che, negli attimi del furore mediatico scaturito dall’inchiesta giudiziaria, avevano fatto si che oltre alla esclusione dal Governo dei due Assessori (non indagati) Nuccia Albano e Andrea Messina, vi fosse anche la mancata nomina negli Enti di sootogoverno di esponento Dc già concordata e che ora invece è stata sbloccatapositivamente : infatti Gero Valenza, segretario provinciale della Dc a Caltanissetta, potrà insediarsi ufficialmente alla guida dell’Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta. Alla presidenza del Cda del Consorzio universitario Empedocle di Agrigento, va l’ex sottosegretario Nenè Mangiacavallo e disco verde anche per il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, alla presidenza del Parco delle Madonie. Segnali per un auspicabile ritorno ad una normalità della politica fondata sul diritto, sui rapporti civili tra le forze politiche e all’interno delle stesse, evitando un declino verso forme di barbarie e di sciacallaggio finalizzato a racimolare effimeri attimi di visibilità, utili per placare inappagate bramosie di potere di certi ondividui, deleleterie rispetto alla costruzione di ampie piattaforme progettuali condivise che possano agevolare il progredire dell’intera comunità siciliana. Giovanni Frazzica