Taormina

Taormina: critica all’operato dei Nuovi Argonauti

Critica all’operato dei “Nuovi Argonauti” a Taormina di Pippo Manuli

Oggi è la festività del Santo Patrono di Taormina, San Pancrazio. Rivolgendoci al Santo, a cui chiediamo intercessione, esprimiamo la nostra opinione sull’operato dei “nuovi argonauti” che si sono impossessati della città a fine maggio 2023. Tutto nasce dalla relazione del Sindaco De Luca del 4 luglio e dalla piazzata del 7 luglio 2024 sul sagrato della Basilica, un’operazione costata ai cittadini 5 mila euro e che il Parroco Monsignor Lupò ha “benedetto” in una potente omelia domenicale. Io sono un laico, non credente, ma rispettoso delle religioni, e da laico non credente, mai avrei installato un palco davanti alla Basilica, ma tant’è! Succintamente, la piazzata non era altro che una replica, riveduta marginalmente, di quanto esposto in Consiglio Comunale, che nulla di nuovo ha apportato ai significati. Ha generato un alterco con un ex accolito e un intervento moderato, quasi accondiscendente, di un cittadino. Questi due “avvenimenti”,Relazione e Piazzata, privi di autocritica e spogli di una qualsiasi strategia, anche se abbondantemente evocata, hanno confermato che la narrazione Deluchiana è un fallimento, confermato dall’esito locale della consultazione europea, dove il soggetto è passato dai 4 mila voti dell’anno precedente al migliaio delle europee. Un chiaro segno di insoddisfazione! In effetti, il modus operandi di questi nuovi argonauti non pare indirizzato al benessere cittadino. In questo primo anno si sono favorite le spese correnti a josa, le assunzioni a josa, appalti a josa sotto soglia, incarichi legali e no sopra soglia, occupazione dei gangli vitali dell’amministrazione, dichiarazioni farneticanti riguardo Badia Vecchia, silenzio su Casa Grandmont, utilizzo smodato e degradante di alcuni siti patrimoniali di grande valore, nessun intervento a tutela del territorio, dei paesaggi e dei panorami, la prima ed unica grande ricchezza di Taormina, corrosa giornalmente. Interventi sul commercio inesistenti e quei pochi, collaterali, peggiorativi, la continua ed inesorabile perdita dell’identità di Taormina sotto gli occhi di tutti, l’abbandono poi anche delle frazioni dalla più grande Trappitello, alle più piccole contrade… in cambio un palco per tutti, e il ritorno a Palazzo Corvaia dell’ufficio regionale informazioni turistiche, Regione che non ha mai pagato l’affitto della sede di quella che fu una delle prime aziende turismo e soggiorno d’Italia. Dimenticavo l’annuncio di 150 milioni di euro per il piano strategico? I predecessori, che certamente non erano all’altezza e hanno determinato l’arrivo del “Dalai Lama“, questi nuovi, si fa per dire, argonauti non sono che l’altra faccia della stessa moneta, solo più smaliziati, forse più attrezzati, di certo organizzati al depredamento delle ricchezze cittadine! 

Questa è la nostra opinione, opinabile

Pippo Manuli Cittadino e Repubblicano

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