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Capire la Sanità grazie a uno specialista: Marco De Matteis

Capire meglio il “Pianeta Sanità” grazie a uno specialista: il dr. Marco De Matteis

Con l’intervista al dr. Marco De Matteis, noto oculista messinese, abbiamo ritenuto di continuare quel percorso volto alla costante esplorazione del “pianeta sanità” che abbiamo iniziato con l’incontro col dr. Giuseppe Cuccì, Commissario dell’Asp di Messina, oggi Direttore Generale dell’Ente. La Salute è un tema che riscuote  un interesse crescente del pubblico e che continueremo a seguire nelle prossime edizioni.  A seguire l’intervista che ci ha concesso il in esclusiva in dr. Marco De Matteis:

De Matteis: “Grazie l’opportunità che mi date per potere parlare di quello che è il mio lavoro e soprattutto la mia più grande passione, l’oculistica. Mi presento sono il dottor Marco De Matteis, medico chirurgo, laureato e specializzato in Oftalmologia nell’Università di Messina, dove in seguito ho conseguito il titolo di Dottorato di Ricerca in patologie genetiche oculari e neuroftalmologia. svolgo Ss attività di libero professionista in studio privato e quella di chirurgo presso la Clinica Villa Cappellani convenzionata con il SSN e presso il centro chirurgico privato OCULAR 2000 SRL.  La mia attività nel quotidiano mi porta soprattutto ad occuparmi di chirurgia refrattiva e della cataratta, di glaucoma, di retina medica e chirurgica oltre che di oftalmologia pediatrica. Questo grazie soprattutto alla presenza di uno staff medico e paramedico di altissimo livello che mi coadiuva quotidianamente ponendo al centro della propria attività il paziente. 

Redazione: Quali sono le nuove frontiere della medicina nel campo dell’Oftalmologia?

De Matteis: “Viviamo un periodo di grande innovazione scientifica e tecnologica che investe tutti i settori di ricerca compreso quello della medicina. L’oculistica non fa eccezione ed anzi forse più delle altre risente positivamente di questo progresso sviluppando tecnologie impensabili fino a qualche decennio fa. Cercherò di elencare le patologie oculari più diffuse e le relative terapie più innovative per ciascuna di esse”. 

Redazione: Dopo la cataratta, quali sono le patologie più diffuse che colpiscono buona parte della popolazione?

De Matteis: “Partiamo con la CATARATTA, una delle patologie oculari più comuni a livello mondiale in senso assoluto. Essa è rappresentata da una opacità parziale o totale del cristallino, un organo trasparente che si trova all’interno del bulbo oculare. Tale situazione determina l’insorgenza di disturbi della visione che vanno da fastidi quali abbagliamento e fotofobia fino alla percezione di immagini velate, ombrate o più semplicemente sbiadite che non riescono ad essere corrette con lenti da vista. La maggior parte delle cataratte si manifestano in età avanzata con insorgenza tipica dopo i 60-65 anni ed in questi casi viene definita cataratta senile. Ma altre cause esterne possono determinarne la formazione come terapie farmacologiche soprattutto a base di cortisonici, diabete, fumo di sigaretta, eccessiva esposizione ai raggi solari, patologie epatiche, alcool ed altre. Il trattamento definitivo è la rimozione chirurgica della cataratta e conseguente impianto di protesi endoculare cioè di cristallino artificiale. La MODERNA CHIRURGIA DELLA CATARATTA prevede l’utilizzo di una tecnica robotizzata laser nota come FEMTOCATARATTA. Si tratta di una procedura parzialmente automatizzata che permette di ELIMINARE I BISTURI e ridurre drasticamente tempi chirurgici e di recupero postoperatori permettendo al paziente un ritorno rapido alle attività quotidiane. Altra importante evoluzione tecnologica per quanto riguarda la terapia della cataratta è l’introduzione di LENTI INTRAOCULARI PREMIUM, cioè di protesi in grado di eliminare in maniera precisa e DEFINITIVA qualsiasi difetto visivo legato a vizi di refrazione, quindi miopia, ipermetropia, presbiopia ed astigmatismo”.

Redazione: Possono in qualche modo essere definite per fasce di età?

De Matteis: “Altra patologia oculare diffusa e ad alto impatto sociale, per quelle che sono le implicazioni visive, è la DEGENERAZIONE MACULARE SENILRE (DMS), che rientra nel grande capitolo delle maculopatie. Questa malattia, su base genetica, è caratterizzata da riduzione e successiva perdita della visione centrale del campo visivo e riguarda principalmente pazienti che hanno compiuto i 60 anni. Esistono due forme di DMS, la secca e la umida. La prima ha in genere un decorso lento e progressivo e la terapia si basa sostanzialmente sull’utilizzo di integratori alimentari mentre la seconda, piu temibile, cioè la umida, se non precocemente trattata può portare appunto alla perdita definitiva della visione centrale. La terapia in questo caso si basa su infiltrazioni intraoculari di moderni farmaci immunologici antiVGF che utilizzati in maniera ciclica possono ridurre o anche risolvere completamente il danno retinico. Risulta perciò fondamentale sottoporsi a periodici controlli oculistici con particolare attenzione allo studio del fondo oculare, possibilmente con esami diagnostici quali OCT maculare e\o Fluorangiografia quando richiesto dallo specialista”.

Redazione: Si sente molto parlare di una malattia oculare che, se non trattata precocemente, può portare a cecità.

De Matteis: “Una patologia che merita assoluto rispetto e attenzione è sicuramente il GLAUCOMA. Basti pensare che essa rappresenta la prima causa di cecità irreversibile a livello mondiale. La patologia genetica si manifesta, se non curata, come progressiva perdita del campo visivo in partenza periferica; in maniera del tutto asintomatica, cioè senza dolore e senza fastidi o alterazioni visive, la patologia progredisce distruggendo quella porzione del nervo ottico che si inserisce nel bulbo oculare. L’aspetto che contraddistingue questa patologia è l’aumento della pressione endoculare. Occorre precisare che la pressione di cui si parla non si riferisce ad una pressione sanguigna all’interno dell’occhio bensì alla pressione determinata dall’umore acqueo che viene prodotto ed espulso da un complesso sistema cellulare. Non vi sono quindi sintomi che possono anticipare tale patologia quale emorragia sottocongiuntivale, spesso erroneamente correlata alla pressione oculare oppure dolore gravativo anch’esso spesso attribuito alla pressione oculare stessa. La diagnosi, risulta quindi necessariamente legata ad una approfondita visita oculistica; la terapia si basa su colliri ipotonizzanti e devono essere praticati a vita; esistono tuttavia terapia alternative quali trattamento laser oppure intervento chirurgico con moderni sistemi valvolari che servono a ridurre e stabilizzare la pressione endoculare ma non a riportare in vita cellule già danneggiate in maniera irrimediabile”.

Redazione: Ed infine ci può parlare delle moderne tecnologie messe a punto per eliminare gli occhiali dalla nostra vita quotididiana in maniera sicura e affidabile?

De Matteis: “Discorso a parte infine merita la correzione dei DIFETTI VISIVI quali miopia, ipermetropia ed astigmatismo che sempre più spesso portano i pazienti affetti da questi difetti refrattivi a rivolgersi all’oculista per risolvere definitivamente il problema ed eliminare cosi gli occhiali oppure le lenti a contatto. La storia della chirurgia refrattiva è molto lunga e ricca di novità che hanno perfezionato via via le tecnologie chirurgiche sia per quanto riguarda l’aspetto dei laser sia per quanto riguarda quello della chirurgia delle cosiddette lenti fachiche. Per ciò che concerne il laser, attualmente esistono tre diverse tecniche che dopo attenta selezione del paziente possono contribuire a ridurre e nella stragrande maggioranza dei casi ad eliminare il difetto visivo. Parliamo di PRK, di FEMTOLASIK e di Relex SMILE. Per quanto riguarda le lenti fachiche, cioè lenti intraoculari correttive, oggi si può disporre di protesi in grado di eliminare alti difetti visivi compresi astigmatismi che fino a qualche tempo fa non riuscivano ad essere gestiti. Sarà naturalmente l’oculista che in base alle caratteristiche oculari consiglierà il trattamento ideale personalizzato”.

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