Messina primo piano

Caruso e Oteri protagonisti del dissenso al PUMS

MESSINA, PALAZZO ZANCA Giovanni Caruso (Dc) e Cosimo Oteri (Gruppo Misto) protagonisti del dissenso al PUMS

Ecco come hanno argomentato la loro posizione in Consiglio comunale, Caruso:”Ho ritenuto opportuno votare negativamente il PUMS (piano urbano della mobilita sostenibile) poiché, per come è stato ideato, potrebbe realmente diventare insostenibile. Sono certamente favorevole alle aree pedonali, ma non a queste condizioni e non in questo preciso momento storico. Questo atto potrà avere dei reali benefici tra qualche anno e sinceramente non so se le attività che ricadono in queste aree hanno l’ossigeno necessario per resistere . La nostra città perde circa 2.000 residenti l’anno e non può rischiare di assistere alla chiusura anche di una sola attività! Il mio voto negativo sul PUMS è anche un segnale di vicinanza a queste categorie commerciali che ho ascoltato e che mi hanno manifestato in modo inequivocabile tutte le loro preoccupazioni e paure. Dietro ogni attività vi è una famiglia e dei dipendenti che certamente Messina e la sua classe politica non possono abbandonare”.

Oteri: “L’amministrazione comunale è zoppa -commenta lapidario il consigliere comunale del Gruppo Misto Cosimo Oteri, dopo la votazione in Aula sul PUMS, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, passato grazie ai voti del PD e di Ora Sicilia. Questo è il dato politico che scaturisce dopo la votazione, ma non ha una sola stampella chiamata PD bensì due, perché anche i colleghi di Ora Sicilia si sono schierati a favore di una delibera che porrà sotto sequestro il centro della città. Tutte le città d’Italia possono servirsi di strumenti di mobilità sostenibile, ma questo PUMS fa acqua da tutte le parti – spiega Oteri – perché concentra la strategia sulla chiusura di strade e la realizzazione di piste ciclabili promiscue in ogni dove, quando sarebbe stato opportuno trovare un equilibrio che rispettasse il tessuto economico e sociale cittadino. La transizione ecologica la vogliamo tutti, ma non deve diventare respingente per la cittadinanza. Se si perdono aziende e posti di lavoro perderemo anche il cittadino e, quindi, anche la transizione ecologica stessa. Ritengo che il processo di transizione verde debba sì avvenire, ma in modo equilibrato e ragionevole. Sostenibilità ambientale -conclude Oteri- ma insieme alla sostenibilità economica e sociale”.

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