Barcellona primo piano

L’interballiva di Cosimo Recupero

La Gazzetta del Sud del 2 giugno riporta la notizia che il sindaco di Rodì Milici, Eugenio Aliberti, si sarebbe risentito con l’On. Pino Galluzzo per un mancato invito ad una riunione dei sindaci interessati dalla realizzazione dell’intervalliva che, passando dai paesi dell’interno, dovrebbe collegare la costa tirrenica con quella jonica, permettendo a chi, ad esempio, da Barcellona o Falcone deve raggiungere l’aeroporto di Catania, di evitare di passare da Messina.

Galluzzo ha risposto al primo cittadino di Rodì che la riunione era stata convocata a mezzo stampa, metodo decisamente irrituale di norma ma che in realtà nascondeva forse il fatto che era più una riunione a scopi elettorali, appunto, che un incontro tecnico/politico per discutere la questione. Anche perché, ci permettiamo di rilevare, questa opera probabilmente non si farà mai e, se si facesse, rischierebbe di diventare un’opera del tutto inutile, oltre che costosa.

Il perché è presto detto. Innanzitutto l’opera dovrebbe costare bel 125 milioni di euro, dalla progettazione esecutiva alla realizzazione.

In secondo luogo va rilevato che, come riporta lo stesso articolo, la strada collegherebbe i comuni della costa tirrenica non con uno sbocco diretto sulla jonica, ma fino a Francavilla di Sicilia. Lì poi gli automobilisti ed eventualmente gli autotrasportatori dovrebbero avviarsi lungo la statale (o forse la provinciale) che porta fino a Giardini. Chi conosce quelle strade sa benissimo che queste attraversano alcuni paesi e sono strette  e piene di curve, quindi del tutto inadatte a supportare un traffico veicolare improvvisamente massiccio e fatto soprattutto di mezzi pesanti.

Il tracciato sarebbe quello già esistente che si può percorrere benissimo passando da Novara di Sicilia, con la differenza che, anziché passare da Sella Mandrazzi, questo percorso dovrebbe snodarsi a livello del mare quindi, verosimilmente, con lunghi tunnel sotto le montagne. Tunnel che potrebbero diventare una trappola in caso di incidente o incendio di un veicolo.

A ciò si aggiunga che anche la nuova strada, per avere una sua utilità almeno fino a Francavilla di Sicilia, dovrebbe avere almeno due corsie per senso di marcia, consentendo quindi i sorpassi. Una sorta di autostrada, insomma, che permetta velocità autostradali. Perché se l’intendimento fosse invece quello di fare la classica statale a due corsie (una per senso di marcia) la velocità media reale sarebbe al massimo di una cinquantina di chilometri orari. Niente rispetto alle velocità massime previste in autostrada. Il tutto per risparmiare, sì e no, una decina di chilometri di percorrenza. Il ché renderebbe risparmiosa questa strada solo per quelli che provengono dalla direzione di Palermo fino a Terme Vigliatore. Un milazzese, per esempio, se dovesse tornare verso l’imbocco dell’intervalliva, dovrebbe percorrere verso ovest più di quei dieci chilometri che risparmierebbe poi passando da lì. Insomma, da Milazzo in poi questa opera stupidissima diventerebbe antieconomica in termini di tempo e di chilometri.

La politica è in crisi e soffia sempre su proposte succulente per provare ad irretire i cittadini o, forse, quanti avrebbero dei vantaggi economici dalla eventuale realizzazione di opere così assurde ma poi la realtà presenta il conto.

Quindi, per quanto ci riguarda, l’intervalliva è l’ennesima balla in mezzo a tante altre. Più che intervalliva dovrebbero chiamarla interballiva.

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