Emilia primo piano

SCANDALI – di Danilo Salvato

Criminalizzare un intero partito politico sulla base di singoli episodi di corruzione è
sbagliato. E’ frutto di una visione parziale e compartimentata.
Gli uomini sono buoni e onesti o cattivi e disonesti. Ovviamente non è possibile
ritenere che gli uni sono in uno schieramento politico e tutti gli altri in quello
opposto.
Esistono personalità variegate sia nell’uno che nell’altro schieramento.
A spingerci a dare un giudizio e fare una scelta quindi non possono essere i singoli
episodi di corruzione,
Si deve muovere da una visione di base più ampia e articolata.
Non si avrà mai l’optimum perché l’imperfezione è insita nella natura dell’uomo.
Rifuggiamo tuttavia dal demolire un intero movimento muovendo solamente da
singoli episodi e valutiamo anche altro.
Valutiamo numero e intensità degli episodi di corruzione e la volontà di reazione.
Valutiamo piuttosto, nel complesso, la preparazione media della sua classe
dirigente, la maggiore o minore capacità e modalità di reagire alla corruzione, la
consistenza dei suoi anticorpi per emarginare i meno meritevoli nonché il progetto
politico indirizzato verso una società più libera, aperta e rispettosa degli altri,
egualitaria e culturalmente più preparata, mettendolo a confronto con numero e
intensità di episodi di corruzione dell’altro movimento, della capacità media della
classe dirigente di quest’ultimo, del suo progetto e del suo percorso storico-politico,
per valutare se il suo sistema sia più etico, democratico e liberale del primo.
A questo punto si dovrebbero soppesare gli elementi cui si è fatto succintamente
cenno sopra.
Tanti sarebbero gli episodi da sottoporre a simile vaglio critico. Il lettore può
Individuarli guardandosi attorno e girando nel mondo dell’informazione, traendo il

suo giudizio, con occhio critico scevro da partigianerie, e analizzarli alla luce delle
direttive che ci siamo dati.
Per fare un solo esempio attinente l’attualità, il capogruppo del Partito Democratico
in regione Piemonte si è dimesso perché il padre è indagato per voto di scambio,
condotta criminosa fermamente condannata dalla segretaria del partito. Di contro,
la ministra Santanchè di Fratelli d’Italia, indagata per il gravissimo reato di truffa allo
Stato, resta al suo posto, nel silenzio della segretaria del partito e con il benestare di
tutta la sua classe dirigente.

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